Presentazione della raccolta “Di sogni, lucciole e lampare”


Il nostro Comitato ha il piacere di presentare la raccolta di poesie della socia Nuccia Venuto dal titolo “Di sogni, lucciole e lampare”

Mercoledì 19 febbraio alle ore 17,30 a Palazzo Cezza Sala degli Stucchi

Una raccolta di liriche che parlano della sensibilità, delle visioni, delle riflessioni e dei ricordi di una rodigina vincitrice di vari premi nazionali.

Nelle sue poesie si trovano insieme le radici sicule e l’amore per la città che l’ha accolta e dimostrando un alto senso civico e di partecipazione alla vita della comunità. Un esempio di amore per la lingua e per la cultura come strumenti di identità e appartenenza.

Introduzione del prof. Antonio Gardin e intervento musicale del chitarrista Fabio Capostagno.Locandina incontro del 19 febbraio 2020

Biografia

Nuccia Venuto è nata a Messina il 22.12.1951. Fina dalla prima infanzia risiede con la famiglia a Rovigo, è sposata, ha due figlie e ha svolto il suo lavoro da impiegata nel Comune di Rovigo. Oltre la famiglia e le persone che le sono care, ama moltissimo gli animali, in particolare i gatti.

In questa città conta amicizie profonde e datate, ma le sue radici siciliane sono sempre salde, profonde e sovente fonte d’ispirazione ai suoi scritti. Questo libro di poesie, che fa seguito al precedente “Stazione di Posta“, ha deciso di pubblicarlo per fare ordine, soprattutto nel cuore, nella sua ormai significante produzione.

Il suo primo impegno è stata la progettazione del volumetto “Gatta ci cova” che avvalendosi di poesie appositamente scritte da autori di varia età (bambini ed anziani) per il Gruppo Autori Polesani di cui fa parte, della competenza grafica della brava artista Andù e della mano magica e generosa di Gabbris Ferrari, è stato pubblicato per aiutare l’Oasi Felina di Rovigo.

Questa pubblicazione si pone la finalità di sostenere l’Associazione “Bandiera Gialla“, tanto attiva nell’offrire sostegno a famiglie ed Associazioni con particolari necessità quanto nei progetti umanitari rivolti a popolazioni in difficoltà. Parte del ricavato sarà coscientemente utilizzato anche per i gatti di Rovigo ancora privi di famiglia.

Ad oggi non vanta molte partecipazioni a concorsi letterari, ma può citare all’attivo alcuni riconoscimenti ottenuti (Concorso Letterario internazionale Gian Antonio Cibotto; Concorso Biennale di Poesia “Città di Rovigo“; Premio Nazionale di Poesia “Cosmo d’oro“; Concorso “Poesia e Sport, Momenti di emozione“; Premio Letterario “Quinta Stagione“; Concorso Letterario Internazionale “La Locanda del Doge“; Concorso “Storie d’amore e abiti da sposa“; Premio letterario “L’arcobaleno della Vita“).

Collabora con pubblicazione di poesie e racconti al periodico semestrale “Ventaglio novanta” edito da Turismo & Cultura Rovigo.

Apertura Anno Sociale 2020


Dove e quando

In occasione dell’apertura dell’anno sociale 2020 del nostro Comitato, sabato 18 gennaio 2020 alle ore 18.00 presso l’Auditorium Marco Tamburini del Conservatorio F. Venezze il Maestro Adriano Bassi, pianista, compositore e direttore d’orchestra e Presidente del Comitato Dante di Milano ci intratterrà sul tema:

Conosciamo veramente Beethoven? Abbiamo parlato con lui?!

No! La storia ci ha tramandato la sua produzione, la sua vita (ufficiale) ma non quella ufficiosa! Quindi, lo conosciamo veramente? Personalmente non ho avuto questa fortuna ed opportunità. Peccato! Gli avrei posto tantissime domande! Il mio incontro con tutti voi si baserà sul tentativo di entrare in “intimità” con un “Genius” in assoluto, con un positivo provocatore, con un rivoluzionario senza paura e con un compositore irraggiungibile.la dante_apertura anno sociale 2020

Adriano Bassi: biografia

Adriano Bassi, nato a Milano. Concertista di Pianoforte, Compositore e Direttore d’Orchestra.
Ha scritto vari libri di argomento musicale e storico fra i quali figurano: “Storia del Cafè chantant” (Prefazione di Paolo Limiti), “Caro Maestro”, Epistolario inedito di D’Annunzio ai musicisti (Prefazione Giampaolo Rugarli) riedito nel 2018. “La Musica e il gesto”, Storia dell’orchestra e dei direttori (Prefazione M° Carlo Maria Giulini), “Erik Satie”, L’Antiaccademico, “W Verdi” (Prefazione del Sindaco di Milano Gabriele Albertini), “Riccardo Zandonai”, “Benjamin Britten”, “Storia degli Inni Nazionali”, “Domenico Scarlatti”, “La storia del pianoforte”, “Arturo Toscanini”, “Mozart a Milano”, “Curiosità in Mozart e i suoi contemporanei”, “La storia del bacio” Le Eroine del Risorgimento” (Il Risorgimento visto dalle donne)

Nel 1986 ha pubblicato il primo libro intervista al M° Giorgio Gaslini (ripubblicato e aggiornato nell’aprile 2016, rendendo omaggio al Maestro dopo la sua scomparsa).

Per il teatro ha scritto: “Gli amori disperati di L. van Beethoven” e “Vita di Casanova

E’ iscritto all’Ordine dei Giornalisti ed ha ricoperto la carica di Probiviro nell’Associazione Lombarda dei Giornalisti.
Scrive su numerose riviste fra le quali Nuova Antologia fondata da Benedetto Croce.
Tiene conferenze di argomento musicologico, storico e filosofico in importanti sedi quali Accademia Rubiconia dei Filopatridi, Lyceum di Catania, Circolo della Stampa di Milano, Centro Culturale Francese, Goethe Institut, Società del Giardino.

Ha inciso numerosi LP e CD fra i quali il Requiem di W. A. Mozart ( Ducale).

Dirige varie orchestre fra le quali la Ludwig van Beethoven tenendo numerosi concerti in Italia e all’estero.

Ha collaborato con il Teatro alla Scala.
È Presidente della Società Dante Alighieri di Milano.
Collabora in veste di musicologo con la RAI e con la Radio Vaticana. Ha collaborato con Paolo Limiti.

È Direttore Artistico dell’Associazione “Pietro Mongini”.
Cura la direzione artistica di numerose stagioni musicali che hanno luogo in sedi italiane e straniere.
Ha composto tre Opere sulla Vita di Giuseppe Verdi (incisa su CD), Maria Callas (incisa su CD) e Giovanni Paolo II (rappresentata già a Milano e il 3 Settembre 2005 ad Introd, Val d’Aosta, luogo di villeggiatura del Papa) e in altre città.

TESTAMENTO DI HEILIGENSTADT

Heiligenstadt, 6 ottobre 1802, Ludwig van Beethoven (1770-1827)

O voi, uomini che mi reputate o definite astioso, scontroso o addirittura misantropo, come mi fate torto!
Voi non conoscete la causa segreta di ciò che mi fa apparire a voi così. Il mio cuore e il mio animo fin dall’infanzia erano inclini al delicato sentimento della benevolenza e sono sempre stato disposto a compiere azioni generose. Considerate, però, che da sei anni mi ha colpito un grave malanno peggiorato per colpa di medici incompetenti. Di anno in anno le mie speranze di guarire sono state gradualmente frustrate, ed alla fine sono stato costretto ad accettare la prospettiva di una malattia cronica (la cui guarigione richiederà forse anni o sarà del tutto impossibile).
Pur essendo di un temperamento ardente, vivace, e anzi sensibile alle attrattive della società, sono stato presto obbligato ad appartarmi, a trascorrere la mia vita in solitudine. E se talvolta ho deciso di non dare peso alla mia infermità, ahimè, con quanta crudeltà sono stato allora ricacciato indietro dalla triste, rinnovata esperienza della debolezza del mio udito. Tuttavia non mi riusciva di dire alla gente: “Parlate più forte, gridate, perché sono sordo”. Come potevo, ahimè, confessare la debolezza di un senso, che in me dovrebbe essere più raffinato che negli altri uomini e che in me un tempo raggiungeva una grado di perfezione massima, un grado di perfezione quale pochi nella mia professione sicuramente posseggono, o hanno mai posseduto.
Tali esperienza mi hanno portato sull’orlo della disperazione e poco è mancato che non ponessi fine alla mia vita. La mia arte, soltanto essa mi ha trattenuto. Ah, mi sembrava impossibile abbandonare questo mondo, prima di aver creato tutte quelle opere che sentivo l’imperioso bisogno di comporre; e così ho trascinato avanti questa misera esistenza – davvero misera, dal momento che il mio fisico tanto sensibile può, da un istante all’altro, precipitarmi dalle migliori condizioni di spirito nella più angosciosa disperazione.
No, non posso farlo; perdonatemi perciò se talora mi vedrete stare in disparte dalla vostra compagnia, che un tempo invece mi era caro ricercare. La mia sventura mi fa doppiamente soffrire perché mi porta ad essere frainteso. Per me non può esservi sollievo nella compagnia degli uomini, non possono esserci
conversazioni elevate, confidenze reciproche. Costretto a vivere completamente solo, posso entrare furtivamente in società solo quando lo richiedono le necessità più impellenti; debbo vivere come un proscritto. Se sto in compagnia vengo sopraffatto da un’ansietà cocente, dalla paura di correre il rischio che si noti il mio stato. E così è stato anche in questi sei mesi che ho trascorso in campagna. Invitandomi a risparmiare il più possibile il mio udito, quell’assennata persona del mio medico ha più o meno incoraggiato la mia attuale disposizione naturale, sebbene talvolta, sedotto dal desiderio di compagnia, mi sia lasciato tentare a ricercarla. Ma quale umiliazione ho provato quando qualcuno, vicino a me, udiva il suono di un flauto in lontananza ed io non udivo niente, o udiva il canto i un pastore ed io nulla udivo.
Tali esperienza mi hanno portato sull’orlo della disperazione e poco è mancato che non ponessi fine alla mia vita. La mia arte, soltanto essa mi ha trattenuto. Ah, mi sembrava impossibile abbandonare questo mondo, prima di aver creato tutte quelle opere che sentivo l’imperioso bisogno di comporre; e così ho trascinato avanti questa misera esistenza – davvero misera, dal momento che il mio fisico tanto sensibile può, da un istante all’altro, precipitarmi dalle migliori condizioni di spirito nella più angosciosa disperazione.
Pazienza. Mi dicono che questa è la virtù che adesso devo scegliermi come guida; e adesso io la posseggo.
Duratura deve essere, io spero, la mia risoluzione di resistere sino alla fine, finché alle Parche inesorabili piacerà spezzare il filo; forse il mio stato migliorerà, forse no, ad ogni modo io, ora, sono rassegnato.
Essere costretti a diventare filosofi ad appena 28 anni non è davvero una cosa facile e per l’artista è più difficile che per chiunque altro. Dio onnipotente, che mi guardi fino in fondo all’anima, [che] vedi nel mio cuore e sai che esso è colmo di amore per l’umanità e del desiderio di bene operare.
O uomini, se un giorno leggerete queste mie parole, ricordate che mi avete fato torto; e l’infelice tragga conforto dal pensiero di aver trovato un altro infelice che, nonostante tutti questi ostacoli imposti dalla natura, ha fatto quanto era in suo potere per elevarsi al rango degli artisti nobili e degli uomini degni.
E voi, fratelli miei, Carl e Johann, dopo la mia morte, se prof. Schmidt sarà ancora in vita, pregatelo in mio nome di fare una descrizione della mia infermità e allegate al suo documento questo mio scritto, in modo che, almeno dopo la mia morte, il mondo ed io possiamo riconciliarci, per quanto possibile. – nello stesso tempo vi dichiaro qui tutti e due eredi del mio piccolo patrimonio (se possiamo chiamarlo così) – dividetelo giustamente, andate d’accordo e aiutatevi reciprocamente. Il male che mi avete fatto, voi lo sapete, vi è stato perdonato da lungo tempo. Ringrazio ancora in maniera particolare te, fratello Carl, per l’affetto che mi hai dimostrato in questi ultimi anni. Il mio augurio è che la vostra vita sia più serena e più scevra da preoccupazioni della mia. Raccomandate ai vostri figli di essere virtuosi; perché soltanto la virtù può rendere felici, non certo il denaro. Parlo per esperienza. È stata la virtù che mi ha sostenuto nella sofferenza. Io debbo ad essa, oltre che alla mia arte, se non ho messo fine alla mia vita col suicidio.
State bene e amatevi – Ringrazio tutti i miei amici, in particolare il Principe Lichnowsky e il professor Schmidt. Vorrei che gli strumenti del principe L venissero custoditi da uno di voi, purché ciò non conduca ad un litigio tra di voi. Qualora non possano servire ad uno scopo più proficuo, vendeteli pure; quanto sarò lieto, se potrò esservi utile anche nella tomba – Ebbene, questo è tutto
Vado con gioia incontro alla Morte – se essa venisse prima che io abbia avuto la possibilità di sviluppare tutte le mie qualità artistiche, allora, malgrado la durezza del mio destino, giungerebbe troppo presto; e indubbiamente mi piacerebbe ritardarne la venuta – Sarei però contento anche così; non mi libererebbe essa forse da uno stato di sofferenza senza fine? Vieni dunque, Morte, quando tu vuoi, io ti verrò incontro coraggiosamente – Addio, non dimenticatemi del tutto, dopo la mia morte. Io merito di essere ricordato da voi, perché nella mia vita ho spesso pensato a voi, e ho cercato di rendervi felici – Siate felici –

Heiligenstadt, 6 ottobre 1802
Ludwig van Beethoven

Impara l’italiano con noi


Corsi inverno 2020

NUOVI CORSI INVERNO 2020

Lunedì 13 gennaio alle ore 15.00, presso l’Istituto De Amicis in Via Parenzo 16, si terrà una riunione informativa sui corsi di lingua italiana per l’inverno 2020. Sono invitati tutti coloro che sono interessati a frequentare un corso per migliorare la loro conoscenza della lingua italiana o per prepararsi agli esami A2 e B1 (per cittadinanza).

Per eventuali chiarimenti chiamare il 346 0959561 (LU-VE 9.30-12.30/17.00-19.00).

Vi aspettiamo!

Dante nel “Canone…”


tbel-abuseridze-EtwnK9c5KvQ-unsplash

Giovedì 28 novembre alle ore 17 Sala degli Arazzi di Palazzo Cezza

Antonio Lodo presenta: Dante nel “Canone…” di Harold Bloom

Nella sterminata produzione critica su Dante da tempo occupa un posto del tutto singolare lo studio che al poeta ha dedicato il grande critico statunitense Harold Bloom, scomparso nell’ottobre scorso. L’opera forse più diffusamente conosciuta -e discussa- di Bloom, Il Canone Occidentale, che elenca 26 autori fondamentali, pone al centro e vertice Shakespeare e, unico a rivaleggiare con lui per potenza e originalità creativa, Dante. La personale lettura e l’interpretazione del critico americano sono piuttosto eccentriche rispetto a quelle degli studiosi e “dantisti” di ieri e di oggi più accreditati. Nella sua visione critica la Commedia dantesca che ha al centro l’invenzione della figura di Beatrice, e mostra “la più originale versione di Ulisse”; e il poeta, personaggio lui stesso come “Pellegrino”, è definito come “orgoglioso e audace più di tutti i poeti prima e dopo di lui”, dotato di “incomparabile forza cognitiva”.

Nato nel 1930 nell’East Bronx di New York in una famiglia di ebrei ortodossi immigrati dalla Russia, i quali non impararono mai a leggere l’inglese, Bloom fu esposto per prima cosa alla poesia yiddish, per poi divenire un lettore vorace e onnivoro. Ben presto fu ammaliato dai poeti romantici (che difese dal vituperio critico nei primi anni di ricerca), da William Blake, John Donne e TS Eliot, e da lì la sua passione per la lettura non cessò di crescere e mai si esaurì: c’era chi sostiene che riuscisse a leggere 400 pagine all’ora e che la sua memoria fotografica avesse del prodigioso. Sapeva inoltre recitare a memoria, sempre secondo le testimonianze, tutto Shakespeare, l’intero Paradiso perduto di Milton, tutte le poesie di Blake, la Bibbia ebraica e molto altro. Laureato nel 1951 alla Cornell University, studiò in Europa con la bors Fullbright prima di arrivare a Yale nel 1955.

Dante Dentro: un seminario sul musical “La Divina Commedia”


Per il Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri il Seminario sulla genesi dell’opera musical “La Divina Commedia” in programma al Teatro Geox di Padova

Un’opportunità unica e straordinaria quella che il Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri ha offerto ai soci e ai cittadini: regista, produttore e attori si mobilitano per raccontare e spiegare il loro viaggio nella costruzione dell’opera teatrale in un vero e proprio laboratorio che definire solo teatrale è riduttivo.

È stata la Presidente della Dante di Rovigo Mirella Rigobello a proporre ai soci l’opportunità di organizzare la partecipazione alla rappresentazione dell’opera musical “La Divina Commedia” al Teatro Geox di Padova e quando ha telefonato per prenotare i posti ha subito colto la proposta del regista Andrea Ortis e della produzione di offrire al Comitato di Rovigo della Dante il laboratorio che ha l’obiettivo di accompagnare i partecipanti all’interno delle varie fasi di allestimento dell’opera.

E così martedì sera alle ore 18 nella sala degli stucchi di Palazzo Cezza, offerta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, il regista e attore (nel ruolo di Virgilio) Andrea Ortis, accompagnato dal produttore esecutivo Lara Carissimi e da due attori, Antonello Angiolillo (Dante) e Bryan Boccuni (Catone) hanno dato vita a un’esperienza unica che ha lasciato un segno profondo nel vissuto di soci, docenti e studenti che hanno voluto partecipare al laboratorio.

Andrea Ortis ha animato il laboratorio con la storia del suo approccio alla Commedia di Dante e dell’Officina nella quale è stata costruita l’opera musicale. Una “bottega” l’ha definita il regista che è anche coautore dell’opera, un’opera di artigianato, non un manufatto preconfezionato e offerto al pubblico, ma un percorso guidato da una strategia di esplorazione del testo dantesco contestualizzato negli spazi e nei tempi vissuti da Dante medesimo, un Dante uomo del suo tempo con i suoi dubbi, le sue paure, i vissuti. Il percorso di costruzione dell’opera ha richiesto un preventivo lavoro di pulitura, un reset, di tutte le incrostazioni depositatesi nel corso degli studi, delle letture, che hanno costruito in ognuno di noi, nel tempo, immagini, preconcetti, modelli interpretativi e approcci che andavano eliminati come Michelangelo quando scolpiva le sue opere e pensava di togliere tutto quello che imprigionava l’anima dell’opera.

È stato un lavoro impegnativo per arrivare all’essenza, al nucleo vivo della Commedia, un viaggio che è stato quasi più importante del risultato finale perché ha coinvolto tutto il laboratorio/bottega nell’elaborazione di una visione condivisa della Commedia da portare al pubblico. L’obiettivo era fare innamorare del tesoro racchiuso nella Commedia togliendo un po’ di polvere, dice testualmente il regista, che lo ha reso difficile da affrontare, noioso a causa dell’approccio scolastico, usando linguaggi comprensibili. Nella Commedia Dante ha messo tutto, ha messo i paesaggi, i suoni, la musica, le atmosfere, i personaggi… si trattava di tradurli nei diversi linguaggi dello spettacolo. Per primo il linguaggio musicale. Le musiche originali scritte da Marco Frisina su libretto di Gianmario Pagano utilizzano diversi stili e le scelte scenografiche rendono le atmosfere connotative rispetto ai luoghi della Commedia e ai personaggi con una predominanza dell’atmosfera petrolifera di un ambiente suburbano e postatomico nell’Inferno, dei colori e delle atmosfere del foliage nel Purgatorio fino alla magia dell’aurora boreale e della bioluminescenza nel Paradiso.

Il racconto, le profonde riflessioni e le intuizioni registiche di Andrea Ortis sono state accompagnate da un saggio di due brani: Antonello Angiolillo ha cantato il primo canto dell’inferno coinvolgendo e sconvolgendo i presenti nel dar voce all’angoscia e alla paura di Dante nell’intricata selva e Bryan Boccuni ha gridato l’inno alla libertà di Catone “schiavo solo della libertà”. Lunghi applausi e commozione palpabile, attenzione tesissima dall’inizio alla fine quando nessuno voleva finisse la magia del percorso laboratoriale vissuto.

Un laboratorio, come si diceva all’inizio, non solo sul teatro, sul quale si sono proposte riflessioni di straordinario spessore, ma che ha dato spunti importanti di riflessione sulla didattica scolastica, sull’organizzazione del lavoro, sulla creatività, sui linguaggi. Un’esperienza veramente unica e straordinaria.LaVoce_Dante Dentro

 

Apertura dell’anno sociale 2019: Dante e il mondo Classico


Dante e il mondo classico

 

In occasione dell’apertura dell’anno sociale 2019 del nostro Comitato, mercoledì 23 gennaio alle ore 17.30 nella Sala degli Stucchi di Palazzo Cezza il Prof. Giuseppe Ledda dell’Università di Bologna presenterà “Dante e il mondo Classico“.

Da Virgilio a Ovidio

L’importanza delle relazioni fra Dante e la cultura classica è davvero straordinaria. Basti pensare alla scelta, inattesa e innovativa nella cultura medievale, di Virgilio quale guida del protagonista per il viaggio nell’aldilà e al ruolo di primissimo piano che la guida avrà nel corso del viaggio. Ma si pensi anche alle decine di altri personaggi provenienti dal mondo classico rappresentati nell’aldilà dantesco o alla continua ripresa di episodi e di espressioni linguistiche provenienti dalla poesia antica, soprattutto di Virgilio ma anche di Ovidio, di Stazio e di Lucano.

L’intervento mira a presentare alcuni aspetti della presenza classica nella Commedia dantesca, soffermandosi soprattutto su Virgilio, come personaggio del poema e insieme come autore di testi continuamente citati e riscritti da Dante.
Un’attenzione speciale sarà data anche alla presenza, meno nota ma altrettanto significativa, di Ovidio, la cui opera maggiore, le Metamorfosi, è utilizzata da Dante come principale repertorio per i miti classici da lui riutilizzati. Lo stesso concetto di metamorfosi ha poi un ruolo centrale nel suo nuovo poema cristiano.

Biografia

Giuseppe Ledda ha conseguito la Laurea in Filosofia all’Università di Firenze, la Laurea in Lettere Classiche all’Università di Bologna e il Dottorato in Scienze Letterarie all’Università di Pavia. Dal 2000 insegna a vario titolo all’Università di Bologna, dove è attualmente professore associato di Letteratura italiana.

Il suo principale campo di ricerca è costituito dagli studi danteschi e medievali. I suoi lavori danteschi più recenti si concentrano intorno ad alcuni interessi: il rapporto con la cultura classica; il riuso dei modelli biblici e agiografici; le similitudini animali e il loro rapporto con il bestiario medievale; l’ineffabilità nei suoi aspetti retorici e teologici; la ripresa del modello dantesco in Boccaccio e in Petrarca. Si occupa anche di letteratura rinascimentale (con lavori su Pulci e su Ariosto) e novecentesca (con lavori su Montale e sulla letteratura sarda contemporanea).

È autore di numerosi saggi e articoli. Tra le sue pubblicazioni sono i volumi danteschi La guerra della lingua. Ineffabilità, retorica e narrativa nella «Commedia» di Dante, Ravenna, Longo, 2002; Dante, Bologna, il Mulino, 2008; La Bibbia di Dante, Torino, Claudiana, 2015; Leggere la «Commedia», Bologna, Il Mulino, 2016.
Ha inoltre curato i volumi La poesia della natura nella «Divina Commedia», Ravenna, Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali, 2009; La Bibbia di Dante. Esperienza mistica, profezia e teologia biblica in Dante, ivi, 2011; Preghiera e liturgia nella «Commedia», ivi, 2013; Le teologie di Dante, ivi, 2015; Dante e la cultura religiosa medievale, ivi, 2018.
È condirettore della rivista «L’Alighieri» e membro del Comitato Direttivo della rivista «Studi Danteschi». È membro del Consiglio Scientifico della Società Dantesca Italiana e dei comitati scientifici di centri di ricerca nazionali e internazionali.

Arte e Magia nella nuova grande mostra a Palazzo Roverella


Paul Klee [Public domain]

Venerdì 14 dicembre, ore 17:30: vista alla mostra Arte e Magia

Sorseggiamo l’Arte

Demoni, spiriti, streghe, maghi, vampiri, fantasmi e altre oscure presenze. Fascinosi abitanti di un immaginario che ha stregato maestri dell’arte come Kandinsky, Rodin, Munch, Basile, Klee, Previati, Mondrian.
Sono i protagonisti di Arte e Magia. Il fascino dell’esoterismo in Europa, la nuova grande mostra trasformerà le sale di Palazzo Roverella in tappe di un vero e proprio percorso iniziatico. Un viaggio alla scoperta delle correnti esoteriche che, a cavallo tra ’800 e ’900, hanno influenzato la pittura in Europa mettendola in contatto con una dimensione in cui la ragione tace e si spalancano le porte di un mondo fatto di mistero, sogno e inconscio.

Il fascino del mistero

Tra il 1880 e il 1925 l’interesse per l’esoterismo e le dottrine ermetiche riemerge con prepotenza in Europa, avvolgendo con il suo alone di mistero le arti figurative, la letteratura e l’architettura. Il desiderio di esplorare l’occulto, il sogno, l’inconscio lega a doppio filo la nuova corrente artistica del Simbolismo con la nascente psicoanalisi. Fino ad abbracciare, di lì a poco, le prime avanguardie del Novecento, il Futurismo e l’Astrattismo.

Ogni percorso iniziatico comincia con una promessa: gli iniziati non riveleranno le dottrine occulte che stanno apprendendo.
E il viaggio di Arte e Magia si apre proprio con un Invito al silenzio. Un gesto – il dito o le mani sulle labbra sigillate – che rimbalza da un’opera all’altra, da Giorgio Kienerk a Odilon Redon, intimando al visitatore di non rivelare i segreti che si prepara a scoprire. Un invito a far tacere la ragione, per ascoltare il sussurrio dell’inconscio.

Gli eventi di novembre 2018


Il calendario degli eventi della Dante Rovigo per questo mese

Venerdì 16 novembre ore 17,30, Sala degli Stucchi di Palazzo Cezza

Antonio Lodo presenterà il libro “Vivrò per sempre” di Patrizia Ferrante. Il libro è tratto da una storia vera, che dimostra come il grande amore duri oltre il tempo
Sarà presente l’autrice

Martedì 20 novembre, Sala degli Stucchi di Palazzo Cezza

Ore 17:00 incontro con l’ambasciatore della mostra “Arte e Magia” che ci introdurrà ai contenuti della stessa. Abbiamo già prenotato la visita guidata per venerdì 14 dicembre alle ore 17:30; chi è interessato è pregato di darne comunicazione.

Ore 17:45 conferenza sul tema “Leopardi – Stendhal: i costumi degli italiani” a cura di Antonio Lodo

Nei primi decenni dell’Ottocento due grandi della letteratura, del tutto diversi per formazione esperienze  e scrittura, ci offrono nelle loro opere descrizioni e osservazioni sui “caratteri” e sui “costumi” degli Italiani del loro tempo che colgono con straordinaria acutezza e in profondità tanti fondamentali tratti di quei caratteri: evidenziandone aspetti di secolari modi di manifestazione e di formazione, le continuità e le evoluzioni fino al momento storico ad essi contemporaneo

23-24 novembre Convegno “Misurare l’Italiano”

Tutte le informazioni sul convegno per festeggiare i 120 anni dalla fondazione della Dante Rovigo a questo link.

Misurare l’Italiano: un convegno per i 120 anni della Dante Rovigo


In occasione dei 120 anni dalla fondazione del Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri si terrà un convegno a Palazzo Roncale, Sala degli Arazzi, il 23 e 24 novembre 2018.

Direzione Scientifica: Matteo Santipolo Università di Padova
Comitato scientifico-organizzatore: Mirella Rigobello, Benedetta Garofolin, Alberta Novello, Victoriya Trubnikova

La vitalità di una lingua, che ne fa presagire le prospettive future, si può valutare in tanti modi. Sicuramente tra i più efficaci e che meglio ne fotografano lo stato di salute, c’è quello di “misurarla” attraverso le sue varie dimensioni: dal lessico alle strutture più diffuse, dal numero di parlanti nativi a quanti la studiano come lingua seconda o straniera, fino al prestigio internazionale della sua letteratura.  Sono questi, ed altri ancora, i temi che verranno affrontati da esperti di altissimo livello scientifico nel Convegno organizzato dal Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri in occasione dei 120 anni dalla sua fondazione.

Venerdì 23 novembre dalle ore 14:45 alle ore 18:30 interverranno:

  • Cecilia Poletto (Università Padova)
  • Silvia Giugni (PLIDA Roma)
  • Carla Marello (Università di Torino)
  • Matteo Viale (Università di Bologna)

Sabato 24 novembre dalle ore 9:30 alle ore 12:30 interverranno:

  • Giulio Ferroni (Università La Sapienza Roma)
  • Michele Cortelazzo (Università di Padova)
  • Barbara D’Annunzio (PLIDA Roma)
  • Matteo Santipolo (Università di Padova)

la dante_misurare l'italiano_brochure_frladante_misurare ll'italiano_brochure re

Cecilia Poletto (Università di Padova)

Cecilia Poletto è professore ordinario di Glottologia e Linguistica presso il dipartimento di studi linguistici e letterari dell’università di Padova e professore di linguistica italiana e francese presso l’istituto di Romanistica della Goethe Universität di Francoforte. Dal 1/10/2016 è responsabile del corso di laurea magistrale in Linguistica del dipartimento di studi linguistici e letterari dell’Università di Padova e tiene corsi di istituzioni di linguistica e sintassi. Si occupa di dialettologia e di linguistica diacronica delle varietà italiane, in particolare della loro morfosintassi. È stata professore associato presso il Dipartimento di Scienze del Linguaggio dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove ha insegnato presso il corso di laurea in Mediazione linguistica e culturale. È responsabile del progetto ASIt (Atlante Sintattico d’Italia) che mappa le caratteristiche principali dei dialetti italiani. È reviewer per le riviste Syntax, Natural Language and Linguistic Theory, Lingua, Probus e Hystorical Syntax, Glossa. Ha effettuato reviews di monografie proposte alla Oxford University Press e alla Philological Society inglese. Fa parte dei seguenti comitati editoriali: Quaderni di Lavoro dell’Atlante Sintattico d’Italia, Linguistic Variation, Historical Syntax. Journal of Italian Linguistics. È autore di più di 120 pubblicazioni tra cui ci sono due monografie Word Order in Old Italian (Oxford & New York: Oxford University Press 2014) e The higher functional field: evidence from Northern Italian Dialects (Oxford & New York: Oxford University Press 2000).

Silvia Giugni (Società Dante Alighieri, PLIDA, Roma)

Silvia Giugni è responsabile del PLIDA (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri) e Direttrice della certificazione PLIDA presso la Società Dante Alighieri Sede Centrale. Possiede pluriennale e diversificata esperienza nel campo della glottodidattica e dell’insegnamento dell’Italiano come Lingua Straniera. Si è occupata in particolare delle problematiche legate alla valutazione, all’utilizzo dei mass media nella didattica delle lingue, all’e-learning e blended-learning, allo sviluppo di materiali didattici per adolescenti e agli aspetti interculturali della glottodidattica. Ha svolto la sua attività didattica e di ricerca presso numerose istituzioni, tra cui: Bundessprachenamt, centro linguistico del Ministero della Difesa Tedesco, a Huerth (Germania), INVALSI a Roma (Centro di Ricerca sulla Formazione degli Insegnanti e la Valutazione del Ministero della Pubblica Istruzione), Pontificia Università Urbaniana di Roma, Consorzio Universitario ICoN di Pisa, Università di Roma Tre di Roma. Ha una consolidata esperienza nel campo della formazione a docenti in Italia e all’estero. Dal 2006 è alla Società Dante Alighieri. È coordinatrice scientifica e coautrice del piano curricolare della Società Dante Alighieri, Piano dei corsi ADA (Alma edizioni, Firenze 2014).

Carla Marello (Università di Torino)

Carla Marello è professore ordinario di Didattica delle Lingue Moderne al Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne presso l’Università degli Studi di Torino. Si occupa prevalentemente della lessicografia bilingue, linguistica teorica e applicata. Ha pubblicato 17 monografie e 145 articoli nelle riviste scientifiche. Fino al 2016 ha ricoperto l’incarico di editore associato dell’International Journal of Lexigraphy (Oxford University Press). È stata una delle curatrici di collane delle case editrici Zanichelli, Guerra e Edizioni dell’Orso. Dal 2013 è socio corrispondente dell’Accademia della Crusca. È membro della Euralex – European Association for Lexicography di cui è stata presidente dal 2008 al 2010. É membro dell’Associazione per la Storia della lingua Italiana, della Società di Linguistica italiana, della DILLE (Associazione di Didattica delle lingue e linguistica educativa) e dell’AATI (American Association of Teachers of Italian).

Matteo Viale (Università di Bologna)

Matteo Viale è professore associato di Linguistica italiana (L-FIL-LET/12, 10/F3) all’Università di Bologna. Ha conseguito il Dottorato di ricerca in Romanistica (2007) ed è stato assegnista di ricerca all’Università di Padova (2007-2012). Ha tenuto corsi anche nelle università di Ferrara e di Rijeka (Croazia). Le sue ricerche e le sue pubblicazioni scientifiche riguardano la storia della lingua italiana (con particolare riferimento all’italiano delle scienze e a quello dell’amministrazione), la grammatica italiana (dal punto di vista della descrizione del sistema e delle applicazioni didattiche), la didattica dell’italiano, la scrittura professionale e altri aspetti del nostro sistema linguistico. È coordinatore dell’unità di ricerca italiana del progetto europeo Erasmus+ E-LENGUA. E-Learning Novelties towards the Goal of a Universal Acquisition of Foreign and Second Languages (2015-2018) e XCELING. Towards Excellence in Applied Linguistics. Innovative Second Language Education in Egypt (2017-2020). È “Principal Investigator” del progetto di Ateneo “Alma Idea” DISPEL. Didattica speciale per le lingue di scolarizzazione: italiano e lingue classiche” (2018-2020). Accanto all’attività didattica universitaria, si occupa di educazione linguistica e formazione degli insegnanti. Si è inoltre interessato alla scrittura professionale, con consulenze per la pubblica amministrazione e numerose docenze in corsi di redazione di testi e semplificazione del linguaggio amministrativo presso enti pubblici e privati. Ha tenuto interventi a convegni, lezioni e conferenze in Italia e all’estero.

Giulio Ferroni (Università la Sapienza di Roma)

Giulio Ferroni è professore emerito di Letteratura italiana all’Università la Sapienza di Roma. Ha insegnato all’Università della Calabria dal 1975 al 1982; dal 1982 al 2012 è stato professore ordinario di Letteratura italiana all’Università di Roma “La Sapienza”. Ha tenuto corsi alla Harvard University e alle Università di Paris- VIII e Paris- X e l’University of California, Los Angeles.
Ha svolto studi sul Cinquecento italiano, ha pubblicato saggi su Ariosto, Machiavelli, Castiglione, Caro, Cellini, su problemi storiografici e questioni teoriche riguardanti il Rinascimento. Ha approfondito le questioni relative al comico e ha allargato il suo sguardo a vari aspetti della letteratura del Novecento, affrontando anche l’opera pirandelliana.
Ha raccolto l’esperienza dello studio della letteratura italiana in una ampia Storia della letteratura italiana in 4 volumi apparsi presso l’Einaudi Scuola, nel 1991 (nuova edizione aggiornata Mondadori Università, 2012-2013), che poi hanno avuto sviluppo nell’antologia Storia e testi della letteratura italiana (con la collaborazione di Andrea Cortellessa, Italo Pantani, Silvia Tatti) in 11 volumi (Einaudi Scuola e Mondadori Università, 2002-2005) e nel manuale Letteratura italiana contemporanea (Mondadori Università, 2007).
Al piano della polemica politico-culturale appartengono le lettere raccolte nel volume Lettere a Belfagor di Gianmatteo del Brica (Donzelli, 1994), Sul banco dei cattivi. A proposito di Baricco e di altri scrittori alla moda (Donzelli, 2006) e Scritture a perdere. La letteratura negli anni zero (Laterza, 2010). Una sintesi della sua prospettiva insieme “teorica” e militante è data dal volume del 1996 Dopo la fine. Sulla condizione postuma della letteratura (Einaudi, nuova edizione Donzelli, 2010).
Vari saggi sulla letteratura contemporanea sono compresi nel volume Passioni del Novecento, (Donzelli 1999). Sui problemi della scuola è il volume La scuola sospesa. Istruzione, cultura e illusioni della riforma (Einaudi contemporanea, 1997). Due diverse sintesi delle sue prospettive di studio della letteratura si trovano in Prima lezione di letteratura italiana (Laterza, 2009) e La passion predominante. Perché la letteratura (Liguori, 2009). Attualmente collabora alle pagine culturali del “L’Unità” e a “il manifesto-Alias”.

Michele Corlelazzo (Università di Padova)

Michele Cortelazzo è professore ordinario di Linguistica Italiana presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università di Padova e direttore della Scuola Galileiana di Studi Superiori dell’Università di Padova.
In precedenza ha insegnato all′Università di Trieste (Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori) e ha avuto incarichi di insegnamento e di ricerca nelle università di Saarbrücken, Innsbruck, Venezia e Ferrara. È Accademico corrispondente dell’Accademia della Crusca e Presidente dell’Associazione per la storia della lingua italiana (ASLI).
Ha tenuto lezioni e seminari in numerose università italiane ed estere (Atene, Basilea, Cracovia, Heidelberg, Klagenfurt, Lisbona, Praga, Siviglia, Tubinga, Würzburg, Zara, ecc.).
Ha pubblicato quasi 200 contributi scientifici, i più importanti dei quali sono stati riuniti in tre raccolte: Lingue speciali. La dimensione verticale (Padova, Unipress, 1990), Italiano d’oggi (Padova, Esedra, 2000), I sentieri della lingua. Saggi sugli usi dell’italiano tra passato e presente (a cura di C. Di Benedetto, S. Ondelli, A. Pezzin, S. Tonellotto, V. Ujcich, M. Viale, Padova, Esedra, 2012).
Si occupa principalmente dell′italiano contemporaneo e lingue speciali (linguaggio medico, linguaggio scientifico, linguaggio giuridico). Si è occupato anche dei processi di italianizzazione, in particolare nel Veneto, di storia della lessicografia e di insegnamento della lingua materna.
Negli ultimi anni si è dedicato soprattutto alla semplificazione del linguaggio amministrativo e di linguaggio istituzionale-politico. In questo campo ha pubblicato nel 2016 il volume Il linguaggio della politica e il capitolo Il linguaggio dei presidenti. Fa parte della REI, Rete di eccellenza dell′italiano istituzionale, promossa dalla Direzione Generale della Traduzione della Commissione Europea: dal 2006 al 2013 ne ha presieduto il Comitato di coordinamento, dal 2014 ne presiede il Comitato scientifico.
Attualmente si occupa di similarità tra testi e di attribuzione d’autore. In particolare, si è impegnato a riconoscere le affinità tra le opere di Elena Ferrante e quelle di altri autori contemporanei.

Barbara D’Annunzio (Società Dante Alighieri, PLIDA, Roma)

Barbara D’Annunzio è membro del comitato scientifico della Società Dante Alighieri di Roma dal 2014. All’interno del PLIDA della Società Dante Alighieri è responsabile del progetto ADA, coordinatrice della formazione docenti e formatrice. Ha conseguito il dottorato di ricerca all’Università Ca’ Foscari di Venezia con la tesi dal titolo “La didattica tra lingue tipologicamente distanti. Un caso: la didattica del cinese LS per apprendenti italofoni”. È stata assegnista di ricerca presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con il progetto FSE “Formazione online nell’ambito della comunicazione interculturale tra operatori economici, turistici, scientifici veneti e operatori estremo-orientali” (2009) e con il progetto “Il mantenimento delle lingue d’origine presso i migranti di seconda generazione” (2012-2014). Oltre ai contributi nei volumi miscellanei e ai diversi saggi, nel 2009 ha pubblicato una monografia L’allievo di origine cinese (Perugia, Guerra). Ha insegnato Didattica delle lingue straniere e moderne e Sociolinguistica dell’italiano in diverse università italiane (Padova, Catania, Venezia, della Calabria).

Matteo Santipolo (Università di Padova)

È professore ordinario di didattica delle lingue moderne presso il Dipartimento di Studi Linguistici e letterari dell’Università di Padova. Dopo avere studiato per alcuni semestri presso le Università di Warwick e Reading in Gran Bretagna ed in Germania, si è laureato cum laude in Lingue e letterature straniere presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi di socio-fonetica sul dialetto di Londra, un estratto della quale è stato pubblicato negli Annali di Ca’ Foscari. È stato Visiting Professor presso la University of Melbourne (Australia), la University of KwaZulu Natal di Durban (Sudafrica), la University of Malta, la Tribhuvan University di Kathmandu (Nepal), la Universidad Nacional de Tucumán (Argentina), la Eötvös Loránd University, Budapest (Ungheria), la Universität Hamburg (Germania) e la Universidad de Santiago de Compostela (Spagna). Ha tenuto corsi, seminari e conferenze, in quasi 40 paesi. È stato per 10 anni docente di Lingua e Linguistica inglese presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e direttore editoriale della Rivista ITALS. Didattica e linguistica dell’italiano come lingua straniera. Dal 2017 è direttore della rivista RILA. Rassegna italiana di linguistica applicata, fondata dal Renzo Titone nel 1969. Dal 2017 è membro del Consiglio nazionale dell’ANILS (Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere), con delega alle relazioni internazionali e ai rapporti con le altre associazioni linguistiche. Dal 2007 è socio ordinario dell’Accademia dei Concordi di Rovigo e dal 2018 fa parte del suo Consiglio Direttivo. I suoi principali ambiti di ricerca riguardano la didattica delle lingue moderne (in particolare italiano L2/LS, inglese e spagnolo), la didattica degli aspetti sociolinguistici nelle lingue straniere, la sociolinguistica, la politica linguistica e il rapporto tra la Folk Linguistics e la glottodidattica. È autore di oltre 130 pubblicazioni scientifiche (tra monografie, curatele, articoli e recensioni) in sedi nazionali ed internazionali.

Weekend a Pistoia, Montecatini e Lucca


Photo by Mister B. on Unsplash

Il 13 e 14 ottobre 2018 La Dante Rovigo organizza un weekend culturale a Pistoia, Montecatini e Lucca

Programma

PISTOIA – SABATO 13 OTTOBRE

  • Partenza ore 7.30 davanti Hotel Cristallo – arrivo a Pistoia ore 10.30
  • Ore 11.00 incontro con la guida per la visita di Pistoia sotterranea
  • Ore 12.30 pranzo presso la Trattoria dell’Abbondanza
  • Ore 14.30 proseguimento visita guidata città di Pistoia:
    piazza del Duomo, dove sorgono il medievale Palazzo del Comune e il Palazzo del Podestà, dei quali saranno visitati i cortili, il Battistero, caratterizzato dal rivestimento a marmi policromi bianco e verde di Prato, la Cattedrale, che sarà visitata anche all’interno dove potranno essere ammirati la cripta, la Sacra Conversazione di Lorenzo di Credi, la croce dipinta di Coppo di Marcovaldo, piazza della Sala, caratteristico luogo del mercato alimentare di Pistoia, la chiesa romanica di S. Andrea, che custodisce al suo interno il prezioso pulpito, opera dell’artista Giovanni Pisano, capolavoro di scultura medievale
  • Ore 18.00 Trasferimento a Montecatini sistemazione al Grand Hotel Nizza et Suisse – Via Verdi n. 72
  • Cena in Hotel nel rinomato Ristorante Just Meat

LUCCA – DOMENICA 14 OTTOBRE

  • Partenza per Lucca ore 9.00 ore 10.00 incontro con la guida per la visita della città
    • Piazza S.Michele in Foro, con l’omonima chiesa romanica
    • Piazza Napoleone, dalla quale si possono ammirare Palazzo Ducale ed il Teatro del Giglio
    • Duomo di S.Martino, meta fondamentale per i pellegrini medioevali che da qui passavano per venerare l’immagine del “Volto Santo” di Cristo, ancora oggi simbolo della città. All’interno della sacristia, possibilità di ammirare (ingresso a pagamento) il celebre sarcofago di Ilaria del Carretto, opera di Jacopo della Quercia
    • Caratteristiche vie medioevali, tra le quali spiccano la via degli antiquari e l’elegante Via Fillungo.
    • Piazza Anfiteatro, fondata sui resti dell’antica arena romana, rimane uno dei luoghi più pittoreschi della città
    • Torre Guinigi, unica nel suo genere, conserva sulla sua sommità un suggestivo giardino pensile alberato
    • Basilica di S.Frediano, una delle più antiche chiese cittadine caratterizzata dal bel mosaico in facciata
    • Mura cinquecentesche, un tempo difesa contro il nemico, oggi divenute un parco pubblico da percorrere a piedi, in bicicletta o in carrozza
  • Ore 13.00 pranzo in Ristorante tipico nel centro storico. Al termine tempo dedicato a visite di approfondimento e/o shopping .
  • Ore 17.30 partenza per rientro a Rovigo previsto per le ore 21.00