Le Lingue in Fiera – III edizione


LA LINGUA COME PONTE SOCIOCULTURALE: DALLE TERZE PAGINE AL PLURILINGUISMO

In ottemperanza a quanto stabilito dal DPCM 18 ottobre 2020, articolo 1, punto 1, lettera d punto 5 che sospende le attività congressuali e convegnistiche in presenza, si comunica che  l’evento Le Lingue in Fiera 2020 (III edizione)  previsto presso la Sala della Gran Guardia di Rovigo per sabato 24 ottobre alle ore 16 si svolgerà interamente ed esclusivamente sulla piattaforma Zoom al seguente link: : https://unipd.zoom.us/j/87632702214?pwd=VEFnZWJGdk10SjRSZm1iMHk4ekxUdz09 Chiunque voglia partecipare può collegarsi liberamente.

In una società sempre più multiculturale e plurilingue in cui la mobilità degli individui, sia fisica, sia virtuale, ha raggiunto livelli impensabili fino anche a soli pochi decenni fa, l’incontro e il confronto con lingue e culture diverse sta assumendo un’importanza sempre maggiore. È da questa consapevolezza che nasce Lingue in Fiera, un’iniziativa che si inserisce nell’ambito delle manifestazioni dell’Ottobre Rodigino, quest’anno giunto alla sua 538° edizione. Le lingue in Fiera, ideata e diretta da Matteo Santipolo (professore ordinario di Didattica delle lingue moderne presso l’Università di Padova), è organizzata dal Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri, con Mirella Rigobello come presidente, e dalla sezione di Rovigo dell’Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere (ANILS) presieduta da Benedetta Garofolin. L’iniziativa gode anche del patrocinio dell’Assessorato alla cultura del Comune di Rovigo, del Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università di Padova, della Società Italiana di Didattica delle Lingue e Linguistica Educativa (DILLE) e dell’Accademia dei Concordi di Rovigo.

In occasione della terza edizione dell’iniziativa, intitolata quest’anno “La lingua come ponte socioculturale: dalle terze pagine al plurilinguismo”, che si terrà sabato 24 ottobre 2020, interverranno il prof. Andrea Lombardinilo, professore associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università degli studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, che tratterà il tema “La lingua della Terza pagina: comunicazione e informazione” per riflettere sull’evoluzione del giornalismo culturale in Italia nell’ultimo secolo, e il prof. Marco Mezzadri, professore ordinario presso l’Università degli Studi di Parma, che nella sua presentazione “Crescere con due o più lingue. Tra miti e realtà” affronterà la questione del plurilinguismo considerato anche da un punto di vista storico, cognitivo, educativo e politico.

In occasione dell’evento verrà anche consegnato alla vincitrice Angela Scorzoni il primo premio del Concorso S.I.C. Sogno Italiano Cercasi del 2018 promosso dal Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri e sponsorizzato dalla clinica odontoiatrica dei dottori Leonello Biscaro e Paola Poggio di Adria (RO).

L’incontro, gratuito e aperto a tutta la cittadinanza, si terrà sabato 24 ottobre 2020 dalle 16.00 alle 18.30 presso la Gran Guardia di Rovigo.

Si consiglia di arrivare con anticipo per consentire la registrazione dei partecipanti e l’applicazione delle norme di sicurezza dovute all’emergenza Covid-19.

Per informazioni contattare: rovigo@anils.it

ABSTRACT DEGLI INTERVENTI E BIONOTE DEI RELATORI

La lingua della Terza pagina: comunicazione e informazione

Andrea Lombardinilo (Università di Chieti-Pescara)

L’evoluzione del giornalismo culturale al tempo dell’informazione connessa consente di riflettere sulle modalità con cui la Terza pagina è mutata dai tempi in cui Alberto Bergamini, direttore del “Giornale d’Italia”, dedicava un’intera pagina alla prima rappresentazione della Francesca da Rimini di Gabriele d’Annunzio (9 dicembre 1901), dando così vita ad un format divenuto ben presto un marchio di fabbrica del giornalismo italiano. Ne deriva la possibilità di enucleare alcuni momenti significativi nella storia della comunicazione culturale italiana, che ha assunto forme espressive nuove, legate anche alle innovazioni impresse dalla rete e dai social, nel segno di declinazioni linguistiche ispirate agli input comunicativi della società complessa.

Andrea Lombardinilo è professore associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università degli studi “G.  d’Annunzio” di Chieti-Pescara, dove è componente del Nucleo di Valutazione e insegna Comunicazione e sicurezza sociale, Comunicazione mediale e criminalità, Sociologia della comunicazione culturale. Ha ricoperto diversi incarichi presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), tra cui quello di responsabile della Segreteria tecnica del Direttore generale per l’Università e del Capo Dipartimento per l’Università, l’alta formazione artistica e per la ricerca. Si dedica allo studio dei processi di riforma del sistema universitario, con particolare riferimento alla sociologia degli spazi accademici e alle strategie di comunicazione istituzionale degli atenei. Svolge inoltre attività di ricerca nel campo della sociologia dei media e della letteratura. Il suo ultimo volume è Università in democrazia. Habermas e la sfera della comunicazione accademica (Mimesis 2019).

Crescere con due o più lingue. Tra miti e realtà

Marco Mezzadri (Università di Parma)

Plurilinguismo, pluriculturalismo, società multietnica… Sono concetti che spingono tutti noi a riflessioni quotidiane, ma che spesso accendono reazioni frutto di un’elaborazione non del tutto basata su presupposti scientifici, se non addirittura scarsamente informata.

La conversazione che si propone affronta il tema da un punto di vista storico, delle politiche linguistiche, delle neuroscienze e delle scienze cognitive, dell’educazione linguistica, per cercare di fornire alcune informazioni e alcuni spunti per riuscire a districarsi meglio tra miti e realtà.

Marco Mezzadri è linguista educativo, professore ordinario di Didattica delle Lingue Moderne presso l’Università di Parma, dove insegna Didattica dell’italiano e Didattica delle lingue moderne. È delegato del Rettore per la formazione iniziale e in servizio degli insegnanti. Coordina il Laboratorio di Glottodidattica ed è vicedirettore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali, e del Centro SELMA (Servizi per l’e-learning e multimediali d’ateneo) dell’Università di Parma. È autore di un centinaio di articoli, capitoli di libri e saggi sulla didattica delle lingue moderne e di una dozzina di volumi monografici, e curatore di vari volumi collettanei. È direttore di collane editoriali e membro del comitato scientifico o revisore di numerose riviste e collane. È impegnato a vario titolo a livello internazionale nella promozione e diffusione della lingua e della cultura italiana, e in progetti di cooperazione con paesi low income. Sito personale: www.marcomezzadri.it

La vena verde, Alessio Arena


La vena verde di Alessio Arena

(I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

Liberamente ispirato alle lettere di Maria Antonietta Portolano Pirandello

Postfazione di Fabrizio Catalano

Con piacere annunciamo l’uscita per i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno de La vena verde del nostro giovane socio Alessio Arena. Il volume pubblicato è stato voluto e selezionato per i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno dalla scrittrice e poetessa Chiara Evangelista. La cura grafica è opera di Giuseppe Mauro.

Dichiara l’Autore: “La vena verde è un atto d’amore: un amore mancato, sofferto, fragile, contraddittorio, ma comunque amore. La storia è inventata dal sottoscritto, ma, nonostante questo, è più vera del reale. Ho cercato di raccontare, almeno in parte, la disperazione, la rabbia, le nostalgie e le passioni contraddittorie di una delle tante donne che sono state prigioniere di una casa di cura e di custodia. La mia protagonista esprime inoltre un mondo interiore che sintetizza le esperienze e i sogni di tante donne che, oggi come ieri, lottano per affermare la propria indipendenza in contesti sociali esclusivi, bigotti e sterili. Attraverso la sua voce, ho voluto soprattutto trasmettere l’urlo dei diversi di ogni genere, epoca e luogo che sempre sono stati strategicamente relegati ai margini delle società dai potenti di turno.”

“E come non riconoscere nell’io narrante del monologo di Alessio Arena una sconnessa sfida alle istituzioni? Portatrice di ricchezza il cui ruolo all’interno del tessuto sociale viene squinternato in un istante, donna sgretolata dal dubbio, moglie carica di desiderio, e che desiderio suscitava, rosa dal tarlo del matrimonio d’interesse, madre gelosa della figlia: nella donna coesistono e cozzano così tante pulsioni e pressioni da rendere ineludibile il verdetto. Al termine della parabola, una psiche così impreparata e così sollecitata non può che cedere alla devastazione. Supponendo di scrutarla attraverso poche fotografie sbiadite, la protagonista ci scruta e ci accusa. Vittima dell’aridità, se non della crudeltà, del marito? Scomoda denuncia delle debolezze, a tratti financo dello squallore, dell’uomo? Prodotto di una delle regioni più arretrate e più logoranti d’Italia? Creatura che si reputava protetta da una barriera di incontestabili parametri ridicolizzati dalla vita cittadina, dal successo del consorte scrittore, dal fato? Purtroppo per la donna, sarebbe lecito rispondere affermativamente ad ognuna di queste domande. Una donna semplice, disarmata, si trasformerà in ispiratrice e specchio di un’epopea, in protagonista del viaggio più periglioso: quello dell’essere umano dentro se stesso. Soltanto i matti, svincolati dal concetto di opportuno, sono davvero liberi. Ma, per chi non è riuscito a emanciparsi, per chi non ha sciolto le briglie della repressione, questa libertà è intollerabile. (Dalla postfazione di Fabrizio Catalano).

Ci congratuliamo con il nostro socio e con la casa editrice salentina che conferma ancora una volta la sua vocazione nell’individuare le giovani eccellenze del panorama culturale italiano.

Alessio Arena è nato a Palermo il 12 ottobre 1996. Nel 2018 si è laureato in Lettere con lode presso l’Università degli Studi di Palermo. Nel 2020, in anticipo di un anno accademico, ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze storiche con lode presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Dal 2018 conduce «La biblioteca di Babele», rubrica di lingua e cultura italiana trasmessa dalla Radio Nazionale argentina. Dal 2018 è collaboratore della sezione «lingua italiana» di Treccani. Dallo stesso anno è Ambasciatore del C. P. per il Club per l’Unesco di Matera attraverso il progetto «Distributori di Poesia». Dal 2019 è cultore di storia del costume presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo. Dal 2020 è cultore di letteratura e filosofia del teatro, di storia dello spettacolo e di storia del cinema e del video presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale tra cui nel 2016 il I Premio Internazionale «Salvatore Quasimodo», nel 2018 il Premio «Virgilio Giordano» e il Premio «Italia Giovane» a Roma, nel 2019 il Premio Internazionale della World Poetry Conference in India e nel 2020 il Premio «Costa Normanna» della Fondazione Maison France-Italie. È, inoltre, curatore della collana di poesia contemporanea “Metro” per la casa editrice Edity. Ha pubblicato in numerose riviste e antologie poesie e articoli scientifici e divulgativi di argomento letterario, artistico, teatrale, linguistico e storico. Ha pubblicato, fino ad oggi, nove libri, tra cui cinque raccolte di poesie e due saggi. Alcune sue opere sono state tradotte in spagnolo e in arabo. Nel 2014 ha curato la raccolta di poesie scritte da Nino Quaranta, intitolata «Poesie rustiche». Nel 2015 ha pubblicato la raccolta «Discorsi da caffè». Nel 2016 ha pubblicato la raccolta «Cassetti in disordine» (Mohicani Edizioni) e la raccolta «Lettere dal Terzo Millennio» (Mohicani Edizioni). Nel 2017 pubblica la raccolta «Campi aperti» (Edizioni Ex Libris). Nel 2018 pubblica il saggio «Il mondo a ribaltone. Il teatro nel gesto di Dario Fo» (Edizioni Ex Libris). Nel 2019 pubblica la raccolta «Il cielo in due» (Edizioni Ex Libris). Nello stesso anno pubblica, con Elisa Iacovo, il libro-intervista «L’importante è che non diventi un’abitudine» (Anscarichae Domus). Nel 2020 pubblica il saggio «Nero accidentale» (Palermo University Press).

In copertina

Opera di Mattia Pirandello

Correzione di bozze e interventi di critica: Andrea Emanuele

Info link

I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno

https://iquadernidelbardoedizionidistefanodonno.com/posts/2132829034324434504?hl=it

Presentazione della raccolta “Di sogni, lucciole e lampare”


Il nostro Comitato ha il piacere di presentare la raccolta di poesie della socia Nuccia Venuto dal titolo “Di sogni, lucciole e lampare”

Mercoledì 19 febbraio alle ore 17,30 a Palazzo Cezza Sala degli Stucchi

Una raccolta di liriche che parlano della sensibilità, delle visioni, delle riflessioni e dei ricordi di una rodigina vincitrice di vari premi nazionali.

Nelle sue poesie si trovano insieme le radici sicule e l’amore per la città che l’ha accolta e dimostrando un alto senso civico e di partecipazione alla vita della comunità. Un esempio di amore per la lingua e per la cultura come strumenti di identità e appartenenza.

Introduzione del prof. Antonio Gardin e intervento musicale del chitarrista Fabio Capostagno.Locandina incontro del 19 febbraio 2020

Biografia

Nuccia Venuto è nata a Messina il 22.12.1951. Fina dalla prima infanzia risiede con la famiglia a Rovigo, è sposata, ha due figlie e ha svolto il suo lavoro da impiegata nel Comune di Rovigo. Oltre la famiglia e le persone che le sono care, ama moltissimo gli animali, in particolare i gatti.

In questa città conta amicizie profonde e datate, ma le sue radici siciliane sono sempre salde, profonde e sovente fonte d’ispirazione ai suoi scritti. Questo libro di poesie, che fa seguito al precedente “Stazione di Posta“, ha deciso di pubblicarlo per fare ordine, soprattutto nel cuore, nella sua ormai significante produzione.

Il suo primo impegno è stata la progettazione del volumetto “Gatta ci cova” che avvalendosi di poesie appositamente scritte da autori di varia età (bambini ed anziani) per il Gruppo Autori Polesani di cui fa parte, della competenza grafica della brava artista Andù e della mano magica e generosa di Gabbris Ferrari, è stato pubblicato per aiutare l’Oasi Felina di Rovigo.

Questa pubblicazione si pone la finalità di sostenere l’Associazione “Bandiera Gialla“, tanto attiva nell’offrire sostegno a famiglie ed Associazioni con particolari necessità quanto nei progetti umanitari rivolti a popolazioni in difficoltà. Parte del ricavato sarà coscientemente utilizzato anche per i gatti di Rovigo ancora privi di famiglia.

Ad oggi non vanta molte partecipazioni a concorsi letterari, ma può citare all’attivo alcuni riconoscimenti ottenuti (Concorso Letterario internazionale Gian Antonio Cibotto; Concorso Biennale di Poesia “Città di Rovigo“; Premio Nazionale di Poesia “Cosmo d’oro“; Concorso “Poesia e Sport, Momenti di emozione“; Premio Letterario “Quinta Stagione“; Concorso Letterario Internazionale “La Locanda del Doge“; Concorso “Storie d’amore e abiti da sposa“; Premio letterario “L’arcobaleno della Vita“).

Collabora con pubblicazione di poesie e racconti al periodico semestrale “Ventaglio novanta” edito da Turismo & Cultura Rovigo.

Apertura Anno Sociale 2020


Dove e quando

In occasione dell’apertura dell’anno sociale 2020 del nostro Comitato, sabato 18 gennaio 2020 alle ore 18.00 presso l’Auditorium Marco Tamburini del Conservatorio F. Venezze il Maestro Adriano Bassi, pianista, compositore e direttore d’orchestra e Presidente del Comitato Dante di Milano ci intratterrà sul tema:

Conosciamo veramente Beethoven? Abbiamo parlato con lui?!

No! La storia ci ha tramandato la sua produzione, la sua vita (ufficiale) ma non quella ufficiosa! Quindi, lo conosciamo veramente? Personalmente non ho avuto questa fortuna ed opportunità. Peccato! Gli avrei posto tantissime domande! Il mio incontro con tutti voi si baserà sul tentativo di entrare in “intimità” con un “Genius” in assoluto, con un positivo provocatore, con un rivoluzionario senza paura e con un compositore irraggiungibile.la dante_apertura anno sociale 2020

Adriano Bassi: biografia

Adriano Bassi, nato a Milano. Concertista di Pianoforte, Compositore e Direttore d’Orchestra.
Ha scritto vari libri di argomento musicale e storico fra i quali figurano: “Storia del Cafè chantant” (Prefazione di Paolo Limiti), “Caro Maestro”, Epistolario inedito di D’Annunzio ai musicisti (Prefazione Giampaolo Rugarli) riedito nel 2018. “La Musica e il gesto”, Storia dell’orchestra e dei direttori (Prefazione M° Carlo Maria Giulini), “Erik Satie”, L’Antiaccademico, “W Verdi” (Prefazione del Sindaco di Milano Gabriele Albertini), “Riccardo Zandonai”, “Benjamin Britten”, “Storia degli Inni Nazionali”, “Domenico Scarlatti”, “La storia del pianoforte”, “Arturo Toscanini”, “Mozart a Milano”, “Curiosità in Mozart e i suoi contemporanei”, “La storia del bacio” Le Eroine del Risorgimento” (Il Risorgimento visto dalle donne)

Nel 1986 ha pubblicato il primo libro intervista al M° Giorgio Gaslini (ripubblicato e aggiornato nell’aprile 2016, rendendo omaggio al Maestro dopo la sua scomparsa).

Per il teatro ha scritto: “Gli amori disperati di L. van Beethoven” e “Vita di Casanova

E’ iscritto all’Ordine dei Giornalisti ed ha ricoperto la carica di Probiviro nell’Associazione Lombarda dei Giornalisti.
Scrive su numerose riviste fra le quali Nuova Antologia fondata da Benedetto Croce.
Tiene conferenze di argomento musicologico, storico e filosofico in importanti sedi quali Accademia Rubiconia dei Filopatridi, Lyceum di Catania, Circolo della Stampa di Milano, Centro Culturale Francese, Goethe Institut, Società del Giardino.

Ha inciso numerosi LP e CD fra i quali il Requiem di W. A. Mozart ( Ducale).

Dirige varie orchestre fra le quali la Ludwig van Beethoven tenendo numerosi concerti in Italia e all’estero.

Ha collaborato con il Teatro alla Scala.
È Presidente della Società Dante Alighieri di Milano.
Collabora in veste di musicologo con la RAI e con la Radio Vaticana. Ha collaborato con Paolo Limiti.

È Direttore Artistico dell’Associazione “Pietro Mongini”.
Cura la direzione artistica di numerose stagioni musicali che hanno luogo in sedi italiane e straniere.
Ha composto tre Opere sulla Vita di Giuseppe Verdi (incisa su CD), Maria Callas (incisa su CD) e Giovanni Paolo II (rappresentata già a Milano e il 3 Settembre 2005 ad Introd, Val d’Aosta, luogo di villeggiatura del Papa) e in altre città.

TESTAMENTO DI HEILIGENSTADT

Heiligenstadt, 6 ottobre 1802, Ludwig van Beethoven (1770-1827)

O voi, uomini che mi reputate o definite astioso, scontroso o addirittura misantropo, come mi fate torto!
Voi non conoscete la causa segreta di ciò che mi fa apparire a voi così. Il mio cuore e il mio animo fin dall’infanzia erano inclini al delicato sentimento della benevolenza e sono sempre stato disposto a compiere azioni generose. Considerate, però, che da sei anni mi ha colpito un grave malanno peggiorato per colpa di medici incompetenti. Di anno in anno le mie speranze di guarire sono state gradualmente frustrate, ed alla fine sono stato costretto ad accettare la prospettiva di una malattia cronica (la cui guarigione richiederà forse anni o sarà del tutto impossibile).
Pur essendo di un temperamento ardente, vivace, e anzi sensibile alle attrattive della società, sono stato presto obbligato ad appartarmi, a trascorrere la mia vita in solitudine. E se talvolta ho deciso di non dare peso alla mia infermità, ahimè, con quanta crudeltà sono stato allora ricacciato indietro dalla triste, rinnovata esperienza della debolezza del mio udito. Tuttavia non mi riusciva di dire alla gente: “Parlate più forte, gridate, perché sono sordo”. Come potevo, ahimè, confessare la debolezza di un senso, che in me dovrebbe essere più raffinato che negli altri uomini e che in me un tempo raggiungeva una grado di perfezione massima, un grado di perfezione quale pochi nella mia professione sicuramente posseggono, o hanno mai posseduto.
Tali esperienza mi hanno portato sull’orlo della disperazione e poco è mancato che non ponessi fine alla mia vita. La mia arte, soltanto essa mi ha trattenuto. Ah, mi sembrava impossibile abbandonare questo mondo, prima di aver creato tutte quelle opere che sentivo l’imperioso bisogno di comporre; e così ho trascinato avanti questa misera esistenza – davvero misera, dal momento che il mio fisico tanto sensibile può, da un istante all’altro, precipitarmi dalle migliori condizioni di spirito nella più angosciosa disperazione.
No, non posso farlo; perdonatemi perciò se talora mi vedrete stare in disparte dalla vostra compagnia, che un tempo invece mi era caro ricercare. La mia sventura mi fa doppiamente soffrire perché mi porta ad essere frainteso. Per me non può esservi sollievo nella compagnia degli uomini, non possono esserci
conversazioni elevate, confidenze reciproche. Costretto a vivere completamente solo, posso entrare furtivamente in società solo quando lo richiedono le necessità più impellenti; debbo vivere come un proscritto. Se sto in compagnia vengo sopraffatto da un’ansietà cocente, dalla paura di correre il rischio che si noti il mio stato. E così è stato anche in questi sei mesi che ho trascorso in campagna. Invitandomi a risparmiare il più possibile il mio udito, quell’assennata persona del mio medico ha più o meno incoraggiato la mia attuale disposizione naturale, sebbene talvolta, sedotto dal desiderio di compagnia, mi sia lasciato tentare a ricercarla. Ma quale umiliazione ho provato quando qualcuno, vicino a me, udiva il suono di un flauto in lontananza ed io non udivo niente, o udiva il canto i un pastore ed io nulla udivo.
Tali esperienza mi hanno portato sull’orlo della disperazione e poco è mancato che non ponessi fine alla mia vita. La mia arte, soltanto essa mi ha trattenuto. Ah, mi sembrava impossibile abbandonare questo mondo, prima di aver creato tutte quelle opere che sentivo l’imperioso bisogno di comporre; e così ho trascinato avanti questa misera esistenza – davvero misera, dal momento che il mio fisico tanto sensibile può, da un istante all’altro, precipitarmi dalle migliori condizioni di spirito nella più angosciosa disperazione.
Pazienza. Mi dicono che questa è la virtù che adesso devo scegliermi come guida; e adesso io la posseggo.
Duratura deve essere, io spero, la mia risoluzione di resistere sino alla fine, finché alle Parche inesorabili piacerà spezzare il filo; forse il mio stato migliorerà, forse no, ad ogni modo io, ora, sono rassegnato.
Essere costretti a diventare filosofi ad appena 28 anni non è davvero una cosa facile e per l’artista è più difficile che per chiunque altro. Dio onnipotente, che mi guardi fino in fondo all’anima, [che] vedi nel mio cuore e sai che esso è colmo di amore per l’umanità e del desiderio di bene operare.
O uomini, se un giorno leggerete queste mie parole, ricordate che mi avete fato torto; e l’infelice tragga conforto dal pensiero di aver trovato un altro infelice che, nonostante tutti questi ostacoli imposti dalla natura, ha fatto quanto era in suo potere per elevarsi al rango degli artisti nobili e degli uomini degni.
E voi, fratelli miei, Carl e Johann, dopo la mia morte, se prof. Schmidt sarà ancora in vita, pregatelo in mio nome di fare una descrizione della mia infermità e allegate al suo documento questo mio scritto, in modo che, almeno dopo la mia morte, il mondo ed io possiamo riconciliarci, per quanto possibile. – nello stesso tempo vi dichiaro qui tutti e due eredi del mio piccolo patrimonio (se possiamo chiamarlo così) – dividetelo giustamente, andate d’accordo e aiutatevi reciprocamente. Il male che mi avete fatto, voi lo sapete, vi è stato perdonato da lungo tempo. Ringrazio ancora in maniera particolare te, fratello Carl, per l’affetto che mi hai dimostrato in questi ultimi anni. Il mio augurio è che la vostra vita sia più serena e più scevra da preoccupazioni della mia. Raccomandate ai vostri figli di essere virtuosi; perché soltanto la virtù può rendere felici, non certo il denaro. Parlo per esperienza. È stata la virtù che mi ha sostenuto nella sofferenza. Io debbo ad essa, oltre che alla mia arte, se non ho messo fine alla mia vita col suicidio.
State bene e amatevi – Ringrazio tutti i miei amici, in particolare il Principe Lichnowsky e il professor Schmidt. Vorrei che gli strumenti del principe L venissero custoditi da uno di voi, purché ciò non conduca ad un litigio tra di voi. Qualora non possano servire ad uno scopo più proficuo, vendeteli pure; quanto sarò lieto, se potrò esservi utile anche nella tomba – Ebbene, questo è tutto
Vado con gioia incontro alla Morte – se essa venisse prima che io abbia avuto la possibilità di sviluppare tutte le mie qualità artistiche, allora, malgrado la durezza del mio destino, giungerebbe troppo presto; e indubbiamente mi piacerebbe ritardarne la venuta – Sarei però contento anche così; non mi libererebbe essa forse da uno stato di sofferenza senza fine? Vieni dunque, Morte, quando tu vuoi, io ti verrò incontro coraggiosamente – Addio, non dimenticatemi del tutto, dopo la mia morte. Io merito di essere ricordato da voi, perché nella mia vita ho spesso pensato a voi, e ho cercato di rendervi felici – Siate felici –

Heiligenstadt, 6 ottobre 1802
Ludwig van Beethoven

Impara l’italiano con noi


Corsi inverno 2020

NUOVI CORSI INVERNO 2020

Lunedì 13 gennaio alle ore 15.00, presso l’Istituto De Amicis in Via Parenzo 16, si terrà una riunione informativa sui corsi di lingua italiana per l’inverno 2020. Sono invitati tutti coloro che sono interessati a frequentare un corso per migliorare la loro conoscenza della lingua italiana o per prepararsi agli esami A2 e B1 (per cittadinanza).

Per eventuali chiarimenti chiamare il 346 0959561 (LU-VE 9.30-12.30/17.00-19.00).

Vi aspettiamo!

Dante nel “Canone…”


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Giovedì 28 novembre alle ore 17 Sala degli Arazzi di Palazzo Cezza

Antonio Lodo presenta: Dante nel “Canone…” di Harold Bloom

Nella sterminata produzione critica su Dante da tempo occupa un posto del tutto singolare lo studio che al poeta ha dedicato il grande critico statunitense Harold Bloom, scomparso nell’ottobre scorso. L’opera forse più diffusamente conosciuta -e discussa- di Bloom, Il Canone Occidentale, che elenca 26 autori fondamentali, pone al centro e vertice Shakespeare e, unico a rivaleggiare con lui per potenza e originalità creativa, Dante. La personale lettura e l’interpretazione del critico americano sono piuttosto eccentriche rispetto a quelle degli studiosi e “dantisti” di ieri e di oggi più accreditati. Nella sua visione critica la Commedia dantesca che ha al centro l’invenzione della figura di Beatrice, e mostra “la più originale versione di Ulisse”; e il poeta, personaggio lui stesso come “Pellegrino”, è definito come “orgoglioso e audace più di tutti i poeti prima e dopo di lui”, dotato di “incomparabile forza cognitiva”.

Nato nel 1930 nell’East Bronx di New York in una famiglia di ebrei ortodossi immigrati dalla Russia, i quali non impararono mai a leggere l’inglese, Bloom fu esposto per prima cosa alla poesia yiddish, per poi divenire un lettore vorace e onnivoro. Ben presto fu ammaliato dai poeti romantici (che difese dal vituperio critico nei primi anni di ricerca), da William Blake, John Donne e TS Eliot, e da lì la sua passione per la lettura non cessò di crescere e mai si esaurì: c’era chi sostiene che riuscisse a leggere 400 pagine all’ora e che la sua memoria fotografica avesse del prodigioso. Sapeva inoltre recitare a memoria, sempre secondo le testimonianze, tutto Shakespeare, l’intero Paradiso perduto di Milton, tutte le poesie di Blake, la Bibbia ebraica e molto altro. Laureato nel 1951 alla Cornell University, studiò in Europa con la bors Fullbright prima di arrivare a Yale nel 1955.

Dante Dentro: un seminario sul musical “La Divina Commedia”


Per il Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri il Seminario sulla genesi dell’opera musical “La Divina Commedia” in programma al Teatro Geox di Padova

Un’opportunità unica e straordinaria quella che il Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri ha offerto ai soci e ai cittadini: regista, produttore e attori si mobilitano per raccontare e spiegare il loro viaggio nella costruzione dell’opera teatrale in un vero e proprio laboratorio che definire solo teatrale è riduttivo.

È stata la Presidente della Dante di Rovigo Mirella Rigobello a proporre ai soci l’opportunità di organizzare la partecipazione alla rappresentazione dell’opera musical “La Divina Commedia” al Teatro Geox di Padova e quando ha telefonato per prenotare i posti ha subito colto la proposta del regista Andrea Ortis e della produzione di offrire al Comitato di Rovigo della Dante il laboratorio che ha l’obiettivo di accompagnare i partecipanti all’interno delle varie fasi di allestimento dell’opera.

E così martedì sera alle ore 18 nella sala degli stucchi di Palazzo Cezza, offerta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, il regista e attore (nel ruolo di Virgilio) Andrea Ortis, accompagnato dal produttore esecutivo Lara Carissimi e da due attori, Antonello Angiolillo (Dante) e Bryan Boccuni (Catone) hanno dato vita a un’esperienza unica che ha lasciato un segno profondo nel vissuto di soci, docenti e studenti che hanno voluto partecipare al laboratorio.

Andrea Ortis ha animato il laboratorio con la storia del suo approccio alla Commedia di Dante e dell’Officina nella quale è stata costruita l’opera musicale. Una “bottega” l’ha definita il regista che è anche coautore dell’opera, un’opera di artigianato, non un manufatto preconfezionato e offerto al pubblico, ma un percorso guidato da una strategia di esplorazione del testo dantesco contestualizzato negli spazi e nei tempi vissuti da Dante medesimo, un Dante uomo del suo tempo con i suoi dubbi, le sue paure, i vissuti. Il percorso di costruzione dell’opera ha richiesto un preventivo lavoro di pulitura, un reset, di tutte le incrostazioni depositatesi nel corso degli studi, delle letture, che hanno costruito in ognuno di noi, nel tempo, immagini, preconcetti, modelli interpretativi e approcci che andavano eliminati come Michelangelo quando scolpiva le sue opere e pensava di togliere tutto quello che imprigionava l’anima dell’opera.

È stato un lavoro impegnativo per arrivare all’essenza, al nucleo vivo della Commedia, un viaggio che è stato quasi più importante del risultato finale perché ha coinvolto tutto il laboratorio/bottega nell’elaborazione di una visione condivisa della Commedia da portare al pubblico. L’obiettivo era fare innamorare del tesoro racchiuso nella Commedia togliendo un po’ di polvere, dice testualmente il regista, che lo ha reso difficile da affrontare, noioso a causa dell’approccio scolastico, usando linguaggi comprensibili. Nella Commedia Dante ha messo tutto, ha messo i paesaggi, i suoni, la musica, le atmosfere, i personaggi… si trattava di tradurli nei diversi linguaggi dello spettacolo. Per primo il linguaggio musicale. Le musiche originali scritte da Marco Frisina su libretto di Gianmario Pagano utilizzano diversi stili e le scelte scenografiche rendono le atmosfere connotative rispetto ai luoghi della Commedia e ai personaggi con una predominanza dell’atmosfera petrolifera di un ambiente suburbano e postatomico nell’Inferno, dei colori e delle atmosfere del foliage nel Purgatorio fino alla magia dell’aurora boreale e della bioluminescenza nel Paradiso.

Il racconto, le profonde riflessioni e le intuizioni registiche di Andrea Ortis sono state accompagnate da un saggio di due brani: Antonello Angiolillo ha cantato il primo canto dell’inferno coinvolgendo e sconvolgendo i presenti nel dar voce all’angoscia e alla paura di Dante nell’intricata selva e Bryan Boccuni ha gridato l’inno alla libertà di Catone “schiavo solo della libertà”. Lunghi applausi e commozione palpabile, attenzione tesissima dall’inizio alla fine quando nessuno voleva finisse la magia del percorso laboratoriale vissuto.

Un laboratorio, come si diceva all’inizio, non solo sul teatro, sul quale si sono proposte riflessioni di straordinario spessore, ma che ha dato spunti importanti di riflessione sulla didattica scolastica, sull’organizzazione del lavoro, sulla creatività, sui linguaggi. Un’esperienza veramente unica e straordinaria.LaVoce_Dante Dentro

 

Apertura dell’anno sociale 2019: Dante e il mondo Classico


Dante e il mondo classico

 

In occasione dell’apertura dell’anno sociale 2019 del nostro Comitato, mercoledì 23 gennaio alle ore 17.30 nella Sala degli Stucchi di Palazzo Cezza il Prof. Giuseppe Ledda dell’Università di Bologna presenterà “Dante e il mondo Classico“.

Da Virgilio a Ovidio

L’importanza delle relazioni fra Dante e la cultura classica è davvero straordinaria. Basti pensare alla scelta, inattesa e innovativa nella cultura medievale, di Virgilio quale guida del protagonista per il viaggio nell’aldilà e al ruolo di primissimo piano che la guida avrà nel corso del viaggio. Ma si pensi anche alle decine di altri personaggi provenienti dal mondo classico rappresentati nell’aldilà dantesco o alla continua ripresa di episodi e di espressioni linguistiche provenienti dalla poesia antica, soprattutto di Virgilio ma anche di Ovidio, di Stazio e di Lucano.

L’intervento mira a presentare alcuni aspetti della presenza classica nella Commedia dantesca, soffermandosi soprattutto su Virgilio, come personaggio del poema e insieme come autore di testi continuamente citati e riscritti da Dante.
Un’attenzione speciale sarà data anche alla presenza, meno nota ma altrettanto significativa, di Ovidio, la cui opera maggiore, le Metamorfosi, è utilizzata da Dante come principale repertorio per i miti classici da lui riutilizzati. Lo stesso concetto di metamorfosi ha poi un ruolo centrale nel suo nuovo poema cristiano.

Biografia

Giuseppe Ledda ha conseguito la Laurea in Filosofia all’Università di Firenze, la Laurea in Lettere Classiche all’Università di Bologna e il Dottorato in Scienze Letterarie all’Università di Pavia. Dal 2000 insegna a vario titolo all’Università di Bologna, dove è attualmente professore associato di Letteratura italiana.

Il suo principale campo di ricerca è costituito dagli studi danteschi e medievali. I suoi lavori danteschi più recenti si concentrano intorno ad alcuni interessi: il rapporto con la cultura classica; il riuso dei modelli biblici e agiografici; le similitudini animali e il loro rapporto con il bestiario medievale; l’ineffabilità nei suoi aspetti retorici e teologici; la ripresa del modello dantesco in Boccaccio e in Petrarca. Si occupa anche di letteratura rinascimentale (con lavori su Pulci e su Ariosto) e novecentesca (con lavori su Montale e sulla letteratura sarda contemporanea).

È autore di numerosi saggi e articoli. Tra le sue pubblicazioni sono i volumi danteschi La guerra della lingua. Ineffabilità, retorica e narrativa nella «Commedia» di Dante, Ravenna, Longo, 2002; Dante, Bologna, il Mulino, 2008; La Bibbia di Dante, Torino, Claudiana, 2015; Leggere la «Commedia», Bologna, Il Mulino, 2016.
Ha inoltre curato i volumi La poesia della natura nella «Divina Commedia», Ravenna, Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali, 2009; La Bibbia di Dante. Esperienza mistica, profezia e teologia biblica in Dante, ivi, 2011; Preghiera e liturgia nella «Commedia», ivi, 2013; Le teologie di Dante, ivi, 2015; Dante e la cultura religiosa medievale, ivi, 2018.
È condirettore della rivista «L’Alighieri» e membro del Comitato Direttivo della rivista «Studi Danteschi». È membro del Consiglio Scientifico della Società Dantesca Italiana e dei comitati scientifici di centri di ricerca nazionali e internazionali.

Arte e Magia nella nuova grande mostra a Palazzo Roverella


Paul Klee [Public domain]

Venerdì 14 dicembre, ore 17:30: vista alla mostra Arte e Magia

Sorseggiamo l’Arte

Demoni, spiriti, streghe, maghi, vampiri, fantasmi e altre oscure presenze. Fascinosi abitanti di un immaginario che ha stregato maestri dell’arte come Kandinsky, Rodin, Munch, Basile, Klee, Previati, Mondrian.
Sono i protagonisti di Arte e Magia. Il fascino dell’esoterismo in Europa, la nuova grande mostra trasformerà le sale di Palazzo Roverella in tappe di un vero e proprio percorso iniziatico. Un viaggio alla scoperta delle correnti esoteriche che, a cavallo tra ’800 e ’900, hanno influenzato la pittura in Europa mettendola in contatto con una dimensione in cui la ragione tace e si spalancano le porte di un mondo fatto di mistero, sogno e inconscio.

Il fascino del mistero

Tra il 1880 e il 1925 l’interesse per l’esoterismo e le dottrine ermetiche riemerge con prepotenza in Europa, avvolgendo con il suo alone di mistero le arti figurative, la letteratura e l’architettura. Il desiderio di esplorare l’occulto, il sogno, l’inconscio lega a doppio filo la nuova corrente artistica del Simbolismo con la nascente psicoanalisi. Fino ad abbracciare, di lì a poco, le prime avanguardie del Novecento, il Futurismo e l’Astrattismo.

Ogni percorso iniziatico comincia con una promessa: gli iniziati non riveleranno le dottrine occulte che stanno apprendendo.
E il viaggio di Arte e Magia si apre proprio con un Invito al silenzio. Un gesto – il dito o le mani sulle labbra sigillate – che rimbalza da un’opera all’altra, da Giorgio Kienerk a Odilon Redon, intimando al visitatore di non rivelare i segreti che si prepara a scoprire. Un invito a far tacere la ragione, per ascoltare il sussurrio dell’inconscio.

Gli eventi di novembre 2018


Il calendario degli eventi della Dante Rovigo per questo mese

Venerdì 16 novembre ore 17,30, Sala degli Stucchi di Palazzo Cezza

Antonio Lodo presenterà il libro “Vivrò per sempre” di Patrizia Ferrante. Il libro è tratto da una storia vera, che dimostra come il grande amore duri oltre il tempo
Sarà presente l’autrice

Martedì 20 novembre, Sala degli Stucchi di Palazzo Cezza

Ore 17:00 incontro con l’ambasciatore della mostra “Arte e Magia” che ci introdurrà ai contenuti della stessa. Abbiamo già prenotato la visita guidata per venerdì 14 dicembre alle ore 17:30; chi è interessato è pregato di darne comunicazione.

Ore 17:45 conferenza sul tema “Leopardi – Stendhal: i costumi degli italiani” a cura di Antonio Lodo

Nei primi decenni dell’Ottocento due grandi della letteratura, del tutto diversi per formazione esperienze  e scrittura, ci offrono nelle loro opere descrizioni e osservazioni sui “caratteri” e sui “costumi” degli Italiani del loro tempo che colgono con straordinaria acutezza e in profondità tanti fondamentali tratti di quei caratteri: evidenziandone aspetti di secolari modi di manifestazione e di formazione, le continuità e le evoluzioni fino al momento storico ad essi contemporaneo

23-24 novembre Convegno “Misurare l’Italiano”

Tutte le informazioni sul convegno per festeggiare i 120 anni dalla fondazione della Dante Rovigo a questo link.