Capire le lingue oltre la lingua


La Dante Rovigo propone il ciclo di incontri “Capire le lingue oltre la lingua”, dedicato a questioni linguistiche e comunicative.

Direzione scientifica: Matteo Santipolo (Università di Padova)

La complessità della società contemporanea trova nelle questioni linguistiche da un lato una cartina di tornasole e dall’altro un potenziale fattore di sviluppo. Il legame tra lingua e società è inscindibile e comprenderne il rapporto può aiutare a capire in profondità il mondo in cui viviamo.

Con questo ciclo di incontri ci si propone di affrontare alcuni dei temi oggi più sentiti e dibattuti anche al di fuori della ristretta cerchia degli esperti, ma per farlo ci si avvarrà del contributo di chi invece di tali problematiche si occupa in maniera scientifica.Capire le lingue_locandina_marzo 2019

Primo incontro

Ministra no, maestra sì. La questione della ‘lingua al femminile’ tra norma e uso nell’italiano.

L’uso del femminile in ampi settori della comunicazione si va sempre più affermando: negli ultimi anni in cui abbiamo monitorato la sua evoluzione abbiamo verificato sulla stampa, nella televisione, in rete, nell’uso comune e pubblico una promettente diffusione del femminile ‘corretto’.

Al contempo però perdurano molte perplessità e incertezze che derivano da motivazioni difformi. A partire dalle Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana (1987) di Alma, l’intervento intende proporre una riflessione sugli ostacoli e le resistenze che, a distanza di decenni, consentono il persistere di rappresentazioni stereotipate e di modalità comunicative capaci di generare discriminazione.

Fabiana Fusco, laureata in Lingue e Letterature straniere all’Università di Udine, ha trascorso dei periodi di formazione e di ricerca in diverse sedi (tra cui le Università di Macerata, per il corso di dottorato, Zurigo e Graz per i corsi di specializzazione). Insegna all’Università di Udine a partire dal 1996 nel settore scientifico disciplinare Glottologia e Linguistica (L-LIN/01) prima come ricercatrice, poi dal 2005 come professoressa associata e dal 2016 come professoressa ordinaria.

Dall’a.a. 2013/14, è Prorettrice alla didattica dell’ateneo udinese; dal 2016 Direttrice Vicaria del Centro Internazionale sul Plurilinguismo dell’ateneo udinese.

I suoi principali interessi di ricerca si possono ricondurre ai seguenti filoni:

  • osservazione dello spazio sociolinguistico italiano e friulano in tutte le sue dimensioni e con particolare attenzione alla variazione sociale;
  • approfondimento sul plurilinguismo, l’educazione plurilingue e le minoranze linguistiche nel territorio friulano, incluse le cosiddette ‘nuove minoranze’, quale componente essenziale del plurilinguismo urbano);
  • studio della correlazione tra traduzione e interferenza linguistica con analisi ‘applicative’ nei vari settori della traduttologia (doppiaggio, fumetto e ritraduzione).

Svolge inoltre attività didattica nell’ambito dell’educazione plurilingue e dell’italiano come L2 presso varie istituzioni italiane ed estere e consulenza linguistica sui temi della parità di genere presso i CUG di enti locali e amministrazioni pubbliche.

Secondo incontro

Cinque lingue in un colpo solo! Come imparare a comprendere più lingue in pochissimo tempo: i percorsi dell’intercomprensione.

Partendo dalla constatazione che gran parte dei contesti sociali sono multilingui e/o plurilingui, le riflessioni in ambito di linguistica educativa e di didattica del plurilinguismo hanno da anni messo in evidenza l’importanza della valorizzazione del bagaglio linguistico di ciascun individuo, fatto di competenze diversificate di varietà linguistiche diverse.

In questo quadro si inserisce l’intercomprensione, che è una forma di comunicazione in cui i partecipanti all’interazione condividono la lingua solo parzialmente. Negli ultimi venti anni si è consolidato l’interesse per l’intercomprensione, vista come una porta di accesso verso il plurilinguismo, e per i meccanismi che permettono di apprenderla e insegnarla.

In questo contributo si intende presentare lo stato dell’arte in questo ambito, illustrando in particolare le nuove vie della ricerca e della didattica. Più specificatamente, si cercherà di:

  • Illustrare alcune fra le principali metodologie per l’insegnamento dell’intercomprensione
  • Darne una dimostrazione pratica attraverso la metodologia EuRom5
  • Riflettere sulla portata politica di questo approccio didatticoLingua e società_intercomprensione

Elisabetta Bonvino ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Linguistica presso École Pratique des Hautes Études (Parigi).

È Professore Ordinario di Didattica delle lingue moderne presso l’Università Roma Tre. Dirige il Centro Linguistico di Ateneo e l’Ufficio della Certificazione dell’italiano L2. È Presidente della Società di Didattica delle lingue e linguistica educativa (DILLE).

Fra i suoi ambiti di ricerca: l’intercomprensione tra lingue romanze e le sue applicazioni didattiche, l’analisi del parlato in L1 e L2, lo sviluppo delle abilità ricettive, la valutazione delle competenze linguistiche.

Terzo incontro

L’Italia e la Galizia a confronto: il Cammino, la lingua, la cultura.

L’intervento si propone di illustrare tratti comuni e distintivi fra l’Italia e la Spagna, centrando l’attenzione in particolare sui fattori linguistici e culturali. In un secondo momento ci si rivolgerà soprattutto all’area Nord-occidentale della Spagna, la Galizia e Santiago de Compostela, meta di un importante itinerario di pellegrinaggio religioso, che nel corso dei secoli ha rappresentato un vettore fondamentale di scambio culturale fra Italia e Spagna.Lingua e società_Italia e Spagna

Nato il 31 maggio del 1963 a Londra, Benedict Buono ha conseguito la maturità presso il Liceo Classico “Sociale” di Torino. Si è laureato cum laude in Filologia italiana presso l’Università di Torino con una tesi sul Milione di Marco nella redazione latina del manoscritto zeladiano di Toledo.

Si è quindi addottorato cum laude  con una tesi sulla tradizione grammaticale italiana in Piemonte nel Rinascimento presso l’Università di Santiago de Compostela (Spagna), dove attualmente insegna Storia della lingua.italiana. Dal  2014 è Direttore del Dipartimento di Filologia Classica, Francese e Università dell’Università di Santiago de Compostela. È membro del Consiglio Direttivo della Società degli Italianisti Spagnoli (SEI).

Ha tenuto corsi, seminari e conferenze in diverse università spagnole, francesi e italiane. È stato Visiting Professor presso la facoltà di Lettere e Filolofia dell’Università Roma Tre (2012). È membro di Comitati Scientifici di riviste di italianistica italiane ed internazionali.

I suoi principali ambiti di ricerca riguardano la storia della lingua italiana (in particolare in epoca rinascimentale e ottocentesca), il petrarchismo settentrionale nel Cinquecento, la didattica delle lingua in prospettiva storica e la lessicografia bilingue in Italia e in Spagna.
È autore di numerose pubblicazioni scientifiche (tra monografie, articoli e recensioni) in sedi nazionali ed internazionali.

Nel 2012 ha vinto il primo premio di poesía Laurentum (sezione Italiani nel mondo) e nel 2014 ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie dal titolo Esule ovunque. Dal 2019 è socio corrispondente dell’Accademia dei Concordi di Rovigo.

Il Thesoro di Luigi Groto


Il Thesoro: la rilettura innovativa di una commedia del ‘500

Martedì 12 marzo alle ore 17,30 a Palazzo Cezza Sala degli Stucchi Antonio Lodo e Gianni Sparapan presenteranno “Il Thesoro” di Luigi Groto

Quella che si presenta è una interessante, curiosa “rilettura” della commedia cinquecentesca Il tesoro, di Luigi Groto, il Cieco d’Adria. Viene rievocata la vicenda di un intreccio classico delle opere del tempo (il giovane che desidera una giovane sposata a un vecchio ottuso e avaro, col contorno di figure e macchinazioni varie tipiche del genere), con tratti di originalità quali per esempio l’ambientazione (Adria stessa, con elementi realistici descritti in forma critica e satirica), i cenni autobiografici ironici, i personaggi tradizionali (in particolare la giovane Licinia).

Alla presentazione della commedia, originariamente in lingua italiana, si accompagna quella della trasposizione “in veneto rustico” operata da Sparapan, con le caratteristiche e gli adattamenti linguistici del caso. Raccontano e leggono alcune parti Antonio Lodo e Gianni Sparapan.

Luigi Groto (o Grotto) fu letterato, tragediografo, commediografo e rimatore. Nacque ad Adria l’8 settembre 1541 e morì a Venezia il 13 dicembre 1585. Appartenne a famiglia nobile e fu cieco dalla nascita, per questo venne chiamato Il Cieco d’Adria. Studiò intensamente guidato dal napoletano Scipione Gesualdo de’ Belligni. Precocissimo per cultura ed ingegno, a soli 14 anni pronunciò due fra le sue più note Orazioni, per la regina Bona di Polonia e per l’elezione al dogato di Lorenzo Priuli. Scrisse due tragedie, tre commedie e due drammi pastorali, carmi latini e rime varie, anche amorose, e tradusse in volgare opere antiche, tra le quali il primo libro dell’Iliade.

Fu membro, con il titolo di principe, dell’Accademia degli Illustri di Adria e fu frequentatore dell’Accademia degli Addormentati di Rovigo. Nel 1567 dovette subire un processo per eresia a Rovigo e, riconosciuto colpevole di aver letto testi di Erasmo da Rotterdam, Agrippa di Nettesheim, Bernardino Ochino – tutti autori proibiti – nonché di aver professato opinioni antitrinitarie, fu costretto alla pubblica abiura e venne escluso dall’insegnamento.

Visita alla mostra Il Trionfo del Colore


(C) Wikimedia

Vicenza, Il Trionfo del Colore: Da Tiepolo a Canaletto e Guardi

Vicenza e i capolavori dal Museo Pushkin di Mosca

16 febbraio 2019 – ore 16.30 partenza ore 14.30 Hotel Cristallo

Oltre sessanta capolavori distribuiti tra Palazzo Chiericati, sede del museo civico, e le Gallerie d’Italia, una delle tre sedi museali di Intesa Sanpaolo, per dare vita a una straordinaria avventura visiva che consente di apprezzare appieno il Settecento veneziano e veneto, reso eterno dai suoi protagonisti: Giambattista Tiepolo, Giovanni Battista Pittoni, Luca Carlevarijs, Giambattista Piazzetta, Antonio Giovanni Canal detto Canaletto, Francesco Guardi e Pietro Longhi.

Ore 19,00 partenza per Abano Terme – per concludere la serata presso la Pizzeria “La Scuderia”

Per informazioni rivolgersi alla Soc. Dante Alighieri – Comitato di Rovigo
Cell. 3482938852

Dante Dentro: un seminario sul musical “La Divina Commedia”


Per il Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri il Seminario sulla genesi dell’opera musical “La Divina Commedia” in programma al Teatro Geox di Padova

Un’opportunità unica e straordinaria quella che il Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri ha offerto ai soci e ai cittadini: regista, produttore e attori si mobilitano per raccontare e spiegare il loro viaggio nella costruzione dell’opera teatrale in un vero e proprio laboratorio che definire solo teatrale è riduttivo.

È stata la Presidente della Dante di Rovigo Mirella Rigobello a proporre ai soci l’opportunità di organizzare la partecipazione alla rappresentazione dell’opera musical “La Divina Commedia” al Teatro Geox di Padova e quando ha telefonato per prenotare i posti ha subito colto la proposta del regista Andrea Ortis e della produzione di offrire al Comitato di Rovigo della Dante il laboratorio che ha l’obiettivo di accompagnare i partecipanti all’interno delle varie fasi di allestimento dell’opera.

E così martedì sera alle ore 18 nella sala degli stucchi di Palazzo Cezza, offerta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, il regista e attore (nel ruolo di Virgilio) Andrea Ortis, accompagnato dal produttore esecutivo Lara Carissimi e da due attori, Antonello Angiolillo (Dante) e Bryan Boccuni (Catone) hanno dato vita a un’esperienza unica che ha lasciato un segno profondo nel vissuto di soci, docenti e studenti che hanno voluto partecipare al laboratorio.

Andrea Ortis ha animato il laboratorio con la storia del suo approccio alla Commedia di Dante e dell’Officina nella quale è stata costruita l’opera musicale. Una “bottega” l’ha definita il regista che è anche coautore dell’opera, un’opera di artigianato, non un manufatto preconfezionato e offerto al pubblico, ma un percorso guidato da una strategia di esplorazione del testo dantesco contestualizzato negli spazi e nei tempi vissuti da Dante medesimo, un Dante uomo del suo tempo con i suoi dubbi, le sue paure, i vissuti. Il percorso di costruzione dell’opera ha richiesto un preventivo lavoro di pulitura, un reset, di tutte le incrostazioni depositatesi nel corso degli studi, delle letture, che hanno costruito in ognuno di noi, nel tempo, immagini, preconcetti, modelli interpretativi e approcci che andavano eliminati come Michelangelo quando scolpiva le sue opere e pensava di togliere tutto quello che imprigionava l’anima dell’opera.

È stato un lavoro impegnativo per arrivare all’essenza, al nucleo vivo della Commedia, un viaggio che è stato quasi più importante del risultato finale perché ha coinvolto tutto il laboratorio/bottega nell’elaborazione di una visione condivisa della Commedia da portare al pubblico. L’obiettivo era fare innamorare del tesoro racchiuso nella Commedia togliendo un po’ di polvere, dice testualmente il regista, che lo ha reso difficile da affrontare, noioso a causa dell’approccio scolastico, usando linguaggi comprensibili. Nella Commedia Dante ha messo tutto, ha messo i paesaggi, i suoni, la musica, le atmosfere, i personaggi… si trattava di tradurli nei diversi linguaggi dello spettacolo. Per primo il linguaggio musicale. Le musiche originali scritte da Marco Frisina su libretto di Gianmario Pagano utilizzano diversi stili e le scelte scenografiche rendono le atmosfere connotative rispetto ai luoghi della Commedia e ai personaggi con una predominanza dell’atmosfera petrolifera di un ambiente suburbano e postatomico nell’Inferno, dei colori e delle atmosfere del foliage nel Purgatorio fino alla magia dell’aurora boreale e della bioluminescenza nel Paradiso.

Il racconto, le profonde riflessioni e le intuizioni registiche di Andrea Ortis sono state accompagnate da un saggio di due brani: Antonello Angiolillo ha cantato il primo canto dell’inferno coinvolgendo e sconvolgendo i presenti nel dar voce all’angoscia e alla paura di Dante nell’intricata selva e Bryan Boccuni ha gridato l’inno alla libertà di Catone “schiavo solo della libertà”. Lunghi applausi e commozione palpabile, attenzione tesissima dall’inizio alla fine quando nessuno voleva finisse la magia del percorso laboratoriale vissuto.

Un laboratorio, come si diceva all’inizio, non solo sul teatro, sul quale si sono proposte riflessioni di straordinario spessore, ma che ha dato spunti importanti di riflessione sulla didattica scolastica, sull’organizzazione del lavoro, sulla creatività, sui linguaggi. Un’esperienza veramente unica e straordinaria.LaVoce_Dante Dentro

 

Apertura dell’anno sociale 2019: Dante e il mondo Classico


Dante e il mondo classico

 

In occasione dell’apertura dell’anno sociale 2019 del nostro Comitato, mercoledì 23 gennaio alle ore 17.30 nella Sala degli Stucchi di Palazzo Cezza il Prof. Giuseppe Ledda dell’Università di Bologna presenterà “Dante e il mondo Classico“.

Da Virgilio a Ovidio

L’importanza delle relazioni fra Dante e la cultura classica è davvero straordinaria. Basti pensare alla scelta, inattesa e innovativa nella cultura medievale, di Virgilio quale guida del protagonista per il viaggio nell’aldilà e al ruolo di primissimo piano che la guida avrà nel corso del viaggio. Ma si pensi anche alle decine di altri personaggi provenienti dal mondo classico rappresentati nell’aldilà dantesco o alla continua ripresa di episodi e di espressioni linguistiche provenienti dalla poesia antica, soprattutto di Virgilio ma anche di Ovidio, di Stazio e di Lucano.

L’intervento mira a presentare alcuni aspetti della presenza classica nella Commedia dantesca, soffermandosi soprattutto su Virgilio, come personaggio del poema e insieme come autore di testi continuamente citati e riscritti da Dante.
Un’attenzione speciale sarà data anche alla presenza, meno nota ma altrettanto significativa, di Ovidio, la cui opera maggiore, le Metamorfosi, è utilizzata da Dante come principale repertorio per i miti classici da lui riutilizzati. Lo stesso concetto di metamorfosi ha poi un ruolo centrale nel suo nuovo poema cristiano.

Biografia

Giuseppe Ledda ha conseguito la Laurea in Filosofia all’Università di Firenze, la Laurea in Lettere Classiche all’Università di Bologna e il Dottorato in Scienze Letterarie all’Università di Pavia. Dal 2000 insegna a vario titolo all’Università di Bologna, dove è attualmente professore associato di Letteratura italiana.

Il suo principale campo di ricerca è costituito dagli studi danteschi e medievali. I suoi lavori danteschi più recenti si concentrano intorno ad alcuni interessi: il rapporto con la cultura classica; il riuso dei modelli biblici e agiografici; le similitudini animali e il loro rapporto con il bestiario medievale; l’ineffabilità nei suoi aspetti retorici e teologici; la ripresa del modello dantesco in Boccaccio e in Petrarca. Si occupa anche di letteratura rinascimentale (con lavori su Pulci e su Ariosto) e novecentesca (con lavori su Montale e sulla letteratura sarda contemporanea).

È autore di numerosi saggi e articoli. Tra le sue pubblicazioni sono i volumi danteschi La guerra della lingua. Ineffabilità, retorica e narrativa nella «Commedia» di Dante, Ravenna, Longo, 2002; Dante, Bologna, il Mulino, 2008; La Bibbia di Dante, Torino, Claudiana, 2015; Leggere la «Commedia», Bologna, Il Mulino, 2016.
Ha inoltre curato i volumi La poesia della natura nella «Divina Commedia», Ravenna, Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali, 2009; La Bibbia di Dante. Esperienza mistica, profezia e teologia biblica in Dante, ivi, 2011; Preghiera e liturgia nella «Commedia», ivi, 2013; Le teologie di Dante, ivi, 2015; Dante e la cultura religiosa medievale, ivi, 2018.
È condirettore della rivista «L’Alighieri» e membro del Comitato Direttivo della rivista «Studi Danteschi». È membro del Consiglio Scientifico della Società Dantesca Italiana e dei comitati scientifici di centri di ricerca nazionali e internazionali.

Arte e Magia nella nuova grande mostra a Palazzo Roverella


Paul Klee [Public domain]

Venerdì 14 dicembre, ore 17:30: vista alla mostra Arte e Magia

Sorseggiamo l’Arte

Demoni, spiriti, streghe, maghi, vampiri, fantasmi e altre oscure presenze. Fascinosi abitanti di un immaginario che ha stregato maestri dell’arte come Kandinsky, Rodin, Munch, Basile, Klee, Previati, Mondrian.
Sono i protagonisti di Arte e Magia. Il fascino dell’esoterismo in Europa, la nuova grande mostra trasformerà le sale di Palazzo Roverella in tappe di un vero e proprio percorso iniziatico. Un viaggio alla scoperta delle correnti esoteriche che, a cavallo tra ’800 e ’900, hanno influenzato la pittura in Europa mettendola in contatto con una dimensione in cui la ragione tace e si spalancano le porte di un mondo fatto di mistero, sogno e inconscio.

Il fascino del mistero

Tra il 1880 e il 1925 l’interesse per l’esoterismo e le dottrine ermetiche riemerge con prepotenza in Europa, avvolgendo con il suo alone di mistero le arti figurative, la letteratura e l’architettura. Il desiderio di esplorare l’occulto, il sogno, l’inconscio lega a doppio filo la nuova corrente artistica del Simbolismo con la nascente psicoanalisi. Fino ad abbracciare, di lì a poco, le prime avanguardie del Novecento, il Futurismo e l’Astrattismo.

Ogni percorso iniziatico comincia con una promessa: gli iniziati non riveleranno le dottrine occulte che stanno apprendendo.
E il viaggio di Arte e Magia si apre proprio con un Invito al silenzio. Un gesto – il dito o le mani sulle labbra sigillate – che rimbalza da un’opera all’altra, da Giorgio Kienerk a Odilon Redon, intimando al visitatore di non rivelare i segreti che si prepara a scoprire. Un invito a far tacere la ragione, per ascoltare il sussurrio dell’inconscio.

Gli eventi di novembre 2018


Il calendario degli eventi della Dante Rovigo per questo mese

Venerdì 16 novembre ore 17,30, Sala degli Stucchi di Palazzo Cezza

Antonio Lodo presenterà il libro “Vivrò per sempre” di Patrizia Ferrante. Il libro è tratto da una storia vera, che dimostra come il grande amore duri oltre il tempo
Sarà presente l’autrice

Martedì 20 novembre, Sala degli Stucchi di Palazzo Cezza

Ore 17:00 incontro con l’ambasciatore della mostra “Arte e Magia” che ci introdurrà ai contenuti della stessa. Abbiamo già prenotato la visita guidata per venerdì 14 dicembre alle ore 17:30; chi è interessato è pregato di darne comunicazione.

Ore 17:45 conferenza sul tema “Leopardi – Stendhal: i costumi degli italiani” a cura di Antonio Lodo

Nei primi decenni dell’Ottocento due grandi della letteratura, del tutto diversi per formazione esperienze  e scrittura, ci offrono nelle loro opere descrizioni e osservazioni sui “caratteri” e sui “costumi” degli Italiani del loro tempo che colgono con straordinaria acutezza e in profondità tanti fondamentali tratti di quei caratteri: evidenziandone aspetti di secolari modi di manifestazione e di formazione, le continuità e le evoluzioni fino al momento storico ad essi contemporaneo

23-24 novembre Convegno “Misurare l’Italiano”

Tutte le informazioni sul convegno per festeggiare i 120 anni dalla fondazione della Dante Rovigo a questo link.

Misurare l’Italiano: un convegno per i 120 anni della Dante Rovigo


In occasione dei 120 anni dalla fondazione del Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri si terrà un convegno a Palazzo Roncale, Sala degli Arazzi, il 23 e 24 novembre 2018.

Direzione Scientifica: Matteo Santipolo Università di Padova
Comitato scientifico-organizzatore: Mirella Rigobello, Benedetta Garofolin, Alberta Novello, Victoriya Trubnikova

La vitalità di una lingua, che ne fa presagire le prospettive future, si può valutare in tanti modi. Sicuramente tra i più efficaci e che meglio ne fotografano lo stato di salute, c’è quello di “misurarla” attraverso le sue varie dimensioni: dal lessico alle strutture più diffuse, dal numero di parlanti nativi a quanti la studiano come lingua seconda o straniera, fino al prestigio internazionale della sua letteratura.  Sono questi, ed altri ancora, i temi che verranno affrontati da esperti di altissimo livello scientifico nel Convegno organizzato dal Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri in occasione dei 120 anni dalla sua fondazione.

Venerdì 23 novembre dalle ore 14:45 alle ore 18:30 interverranno:

  • Cecilia Poletto (Università Padova)
  • Silvia Giugni (PLIDA Roma)
  • Carla Marello (Università di Torino)
  • Matteo Viale (Università di Bologna)

Sabato 24 novembre dalle ore 9:30 alle ore 12:30 interverranno:

  • Giulio Ferroni (Università La Sapienza Roma)
  • Michele Cortelazzo (Università di Padova)
  • Barbara D’Annunzio (PLIDA Roma)
  • Matteo Santipolo (Università di Padova)

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Cecilia Poletto (Università di Padova)

Cecilia Poletto è professore ordinario di Glottologia e Linguistica presso il dipartimento di studi linguistici e letterari dell’università di Padova e professore di linguistica italiana e francese presso l’istituto di Romanistica della Goethe Universität di Francoforte. Dal 1/10/2016 è responsabile del corso di laurea magistrale in Linguistica del dipartimento di studi linguistici e letterari dell’Università di Padova e tiene corsi di istituzioni di linguistica e sintassi. Si occupa di dialettologia e di linguistica diacronica delle varietà italiane, in particolare della loro morfosintassi. È stata professore associato presso il Dipartimento di Scienze del Linguaggio dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove ha insegnato presso il corso di laurea in Mediazione linguistica e culturale. È responsabile del progetto ASIt (Atlante Sintattico d’Italia) che mappa le caratteristiche principali dei dialetti italiani. È reviewer per le riviste Syntax, Natural Language and Linguistic Theory, Lingua, Probus e Hystorical Syntax, Glossa. Ha effettuato reviews di monografie proposte alla Oxford University Press e alla Philological Society inglese. Fa parte dei seguenti comitati editoriali: Quaderni di Lavoro dell’Atlante Sintattico d’Italia, Linguistic Variation, Historical Syntax. Journal of Italian Linguistics. È autore di più di 120 pubblicazioni tra cui ci sono due monografie Word Order in Old Italian (Oxford & New York: Oxford University Press 2014) e The higher functional field: evidence from Northern Italian Dialects (Oxford & New York: Oxford University Press 2000).

Silvia Giugni (Società Dante Alighieri, PLIDA, Roma)

Silvia Giugni è responsabile del PLIDA (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri) e Direttrice della certificazione PLIDA presso la Società Dante Alighieri Sede Centrale. Possiede pluriennale e diversificata esperienza nel campo della glottodidattica e dell’insegnamento dell’Italiano come Lingua Straniera. Si è occupata in particolare delle problematiche legate alla valutazione, all’utilizzo dei mass media nella didattica delle lingue, all’e-learning e blended-learning, allo sviluppo di materiali didattici per adolescenti e agli aspetti interculturali della glottodidattica. Ha svolto la sua attività didattica e di ricerca presso numerose istituzioni, tra cui: Bundessprachenamt, centro linguistico del Ministero della Difesa Tedesco, a Huerth (Germania), INVALSI a Roma (Centro di Ricerca sulla Formazione degli Insegnanti e la Valutazione del Ministero della Pubblica Istruzione), Pontificia Università Urbaniana di Roma, Consorzio Universitario ICoN di Pisa, Università di Roma Tre di Roma. Ha una consolidata esperienza nel campo della formazione a docenti in Italia e all’estero. Dal 2006 è alla Società Dante Alighieri. È coordinatrice scientifica e coautrice del piano curricolare della Società Dante Alighieri, Piano dei corsi ADA (Alma edizioni, Firenze 2014).

Carla Marello (Università di Torino)

Carla Marello è professore ordinario di Didattica delle Lingue Moderne al Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne presso l’Università degli Studi di Torino. Si occupa prevalentemente della lessicografia bilingue, linguistica teorica e applicata. Ha pubblicato 17 monografie e 145 articoli nelle riviste scientifiche. Fino al 2016 ha ricoperto l’incarico di editore associato dell’International Journal of Lexigraphy (Oxford University Press). È stata una delle curatrici di collane delle case editrici Zanichelli, Guerra e Edizioni dell’Orso. Dal 2013 è socio corrispondente dell’Accademia della Crusca. È membro della Euralex – European Association for Lexicography di cui è stata presidente dal 2008 al 2010. É membro dell’Associazione per la Storia della lingua Italiana, della Società di Linguistica italiana, della DILLE (Associazione di Didattica delle lingue e linguistica educativa) e dell’AATI (American Association of Teachers of Italian).

Matteo Viale (Università di Bologna)

Matteo Viale è professore associato di Linguistica italiana (L-FIL-LET/12, 10/F3) all’Università di Bologna. Ha conseguito il Dottorato di ricerca in Romanistica (2007) ed è stato assegnista di ricerca all’Università di Padova (2007-2012). Ha tenuto corsi anche nelle università di Ferrara e di Rijeka (Croazia). Le sue ricerche e le sue pubblicazioni scientifiche riguardano la storia della lingua italiana (con particolare riferimento all’italiano delle scienze e a quello dell’amministrazione), la grammatica italiana (dal punto di vista della descrizione del sistema e delle applicazioni didattiche), la didattica dell’italiano, la scrittura professionale e altri aspetti del nostro sistema linguistico. È coordinatore dell’unità di ricerca italiana del progetto europeo Erasmus+ E-LENGUA. E-Learning Novelties towards the Goal of a Universal Acquisition of Foreign and Second Languages (2015-2018) e XCELING. Towards Excellence in Applied Linguistics. Innovative Second Language Education in Egypt (2017-2020). È “Principal Investigator” del progetto di Ateneo “Alma Idea” DISPEL. Didattica speciale per le lingue di scolarizzazione: italiano e lingue classiche” (2018-2020). Accanto all’attività didattica universitaria, si occupa di educazione linguistica e formazione degli insegnanti. Si è inoltre interessato alla scrittura professionale, con consulenze per la pubblica amministrazione e numerose docenze in corsi di redazione di testi e semplificazione del linguaggio amministrativo presso enti pubblici e privati. Ha tenuto interventi a convegni, lezioni e conferenze in Italia e all’estero.

Giulio Ferroni (Università la Sapienza di Roma)

Giulio Ferroni è professore emerito di Letteratura italiana all’Università la Sapienza di Roma. Ha insegnato all’Università della Calabria dal 1975 al 1982; dal 1982 al 2012 è stato professore ordinario di Letteratura italiana all’Università di Roma “La Sapienza”. Ha tenuto corsi alla Harvard University e alle Università di Paris- VIII e Paris- X e l’University of California, Los Angeles.
Ha svolto studi sul Cinquecento italiano, ha pubblicato saggi su Ariosto, Machiavelli, Castiglione, Caro, Cellini, su problemi storiografici e questioni teoriche riguardanti il Rinascimento. Ha approfondito le questioni relative al comico e ha allargato il suo sguardo a vari aspetti della letteratura del Novecento, affrontando anche l’opera pirandelliana.
Ha raccolto l’esperienza dello studio della letteratura italiana in una ampia Storia della letteratura italiana in 4 volumi apparsi presso l’Einaudi Scuola, nel 1991 (nuova edizione aggiornata Mondadori Università, 2012-2013), che poi hanno avuto sviluppo nell’antologia Storia e testi della letteratura italiana (con la collaborazione di Andrea Cortellessa, Italo Pantani, Silvia Tatti) in 11 volumi (Einaudi Scuola e Mondadori Università, 2002-2005) e nel manuale Letteratura italiana contemporanea (Mondadori Università, 2007).
Al piano della polemica politico-culturale appartengono le lettere raccolte nel volume Lettere a Belfagor di Gianmatteo del Brica (Donzelli, 1994), Sul banco dei cattivi. A proposito di Baricco e di altri scrittori alla moda (Donzelli, 2006) e Scritture a perdere. La letteratura negli anni zero (Laterza, 2010). Una sintesi della sua prospettiva insieme “teorica” e militante è data dal volume del 1996 Dopo la fine. Sulla condizione postuma della letteratura (Einaudi, nuova edizione Donzelli, 2010).
Vari saggi sulla letteratura contemporanea sono compresi nel volume Passioni del Novecento, (Donzelli 1999). Sui problemi della scuola è il volume La scuola sospesa. Istruzione, cultura e illusioni della riforma (Einaudi contemporanea, 1997). Due diverse sintesi delle sue prospettive di studio della letteratura si trovano in Prima lezione di letteratura italiana (Laterza, 2009) e La passion predominante. Perché la letteratura (Liguori, 2009). Attualmente collabora alle pagine culturali del “L’Unità” e a “il manifesto-Alias”.

Michele Corlelazzo (Università di Padova)

Michele Cortelazzo è professore ordinario di Linguistica Italiana presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università di Padova e direttore della Scuola Galileiana di Studi Superiori dell’Università di Padova.
In precedenza ha insegnato all′Università di Trieste (Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori) e ha avuto incarichi di insegnamento e di ricerca nelle università di Saarbrücken, Innsbruck, Venezia e Ferrara. È Accademico corrispondente dell’Accademia della Crusca e Presidente dell’Associazione per la storia della lingua italiana (ASLI).
Ha tenuto lezioni e seminari in numerose università italiane ed estere (Atene, Basilea, Cracovia, Heidelberg, Klagenfurt, Lisbona, Praga, Siviglia, Tubinga, Würzburg, Zara, ecc.).
Ha pubblicato quasi 200 contributi scientifici, i più importanti dei quali sono stati riuniti in tre raccolte: Lingue speciali. La dimensione verticale (Padova, Unipress, 1990), Italiano d’oggi (Padova, Esedra, 2000), I sentieri della lingua. Saggi sugli usi dell’italiano tra passato e presente (a cura di C. Di Benedetto, S. Ondelli, A. Pezzin, S. Tonellotto, V. Ujcich, M. Viale, Padova, Esedra, 2012).
Si occupa principalmente dell′italiano contemporaneo e lingue speciali (linguaggio medico, linguaggio scientifico, linguaggio giuridico). Si è occupato anche dei processi di italianizzazione, in particolare nel Veneto, di storia della lessicografia e di insegnamento della lingua materna.
Negli ultimi anni si è dedicato soprattutto alla semplificazione del linguaggio amministrativo e di linguaggio istituzionale-politico. In questo campo ha pubblicato nel 2016 il volume Il linguaggio della politica e il capitolo Il linguaggio dei presidenti. Fa parte della REI, Rete di eccellenza dell′italiano istituzionale, promossa dalla Direzione Generale della Traduzione della Commissione Europea: dal 2006 al 2013 ne ha presieduto il Comitato di coordinamento, dal 2014 ne presiede il Comitato scientifico.
Attualmente si occupa di similarità tra testi e di attribuzione d’autore. In particolare, si è impegnato a riconoscere le affinità tra le opere di Elena Ferrante e quelle di altri autori contemporanei.

Barbara D’Annunzio (Società Dante Alighieri, PLIDA, Roma)

Barbara D’Annunzio è membro del comitato scientifico della Società Dante Alighieri di Roma dal 2014. All’interno del PLIDA della Società Dante Alighieri è responsabile del progetto ADA, coordinatrice della formazione docenti e formatrice. Ha conseguito il dottorato di ricerca all’Università Ca’ Foscari di Venezia con la tesi dal titolo “La didattica tra lingue tipologicamente distanti. Un caso: la didattica del cinese LS per apprendenti italofoni”. È stata assegnista di ricerca presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con il progetto FSE “Formazione online nell’ambito della comunicazione interculturale tra operatori economici, turistici, scientifici veneti e operatori estremo-orientali” (2009) e con il progetto “Il mantenimento delle lingue d’origine presso i migranti di seconda generazione” (2012-2014). Oltre ai contributi nei volumi miscellanei e ai diversi saggi, nel 2009 ha pubblicato una monografia L’allievo di origine cinese (Perugia, Guerra). Ha insegnato Didattica delle lingue straniere e moderne e Sociolinguistica dell’italiano in diverse università italiane (Padova, Catania, Venezia, della Calabria).

Matteo Santipolo (Università di Padova)

È professore ordinario di didattica delle lingue moderne presso il Dipartimento di Studi Linguistici e letterari dell’Università di Padova. Dopo avere studiato per alcuni semestri presso le Università di Warwick e Reading in Gran Bretagna ed in Germania, si è laureato cum laude in Lingue e letterature straniere presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi di socio-fonetica sul dialetto di Londra, un estratto della quale è stato pubblicato negli Annali di Ca’ Foscari. È stato Visiting Professor presso la University of Melbourne (Australia), la University of KwaZulu Natal di Durban (Sudafrica), la University of Malta, la Tribhuvan University di Kathmandu (Nepal), la Universidad Nacional de Tucumán (Argentina), la Eötvös Loránd University, Budapest (Ungheria), la Universität Hamburg (Germania) e la Universidad de Santiago de Compostela (Spagna). Ha tenuto corsi, seminari e conferenze, in quasi 40 paesi. È stato per 10 anni docente di Lingua e Linguistica inglese presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e direttore editoriale della Rivista ITALS. Didattica e linguistica dell’italiano come lingua straniera. Dal 2017 è direttore della rivista RILA. Rassegna italiana di linguistica applicata, fondata dal Renzo Titone nel 1969. Dal 2017 è membro del Consiglio nazionale dell’ANILS (Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere), con delega alle relazioni internazionali e ai rapporti con le altre associazioni linguistiche. Dal 2007 è socio ordinario dell’Accademia dei Concordi di Rovigo e dal 2018 fa parte del suo Consiglio Direttivo. I suoi principali ambiti di ricerca riguardano la didattica delle lingue moderne (in particolare italiano L2/LS, inglese e spagnolo), la didattica degli aspetti sociolinguistici nelle lingue straniere, la sociolinguistica, la politica linguistica e il rapporto tra la Folk Linguistics e la glottodidattica. È autore di oltre 130 pubblicazioni scientifiche (tra monografie, curatele, articoli e recensioni) in sedi nazionali ed internazionali.

Le lingue in Fiera


Il 3 e il 6 ottobre le lingue diventano protagoniste dell’Ottobre Rodigino

In una società sempre più multiculturale e plurilingue, in cui la mobilità degli individui, sia fisica, sia virtuale ha raggiunto livelli impensabili fino anche a soli pochi decenni fa, assume sempre maggiore importanza l’incontro e il confronto con lingue e culture diverse.

È a partire da questa consapevolezza che nasce Le lingue in Fiera, un’iniziativa che si inserisce nell’ambito delle manifestazioni dell’Ottobre Rodigino, ideata e diretta da Matteo Santipolo (professore ordinario di Didattica delle lingue moderne presso l’Università di Padova), promossa dall’ANILS (Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere), sezione di Rovigo, e dalla Società Dante Alighieri, Comitato di Rovigo, e con il patrocinio del Rotary Club Rovigo e del Comune di Rovigo, Assessorato alla Cultura.

Il suo scopo è quello di costituire una sorta di “contenitore” in cui verranno presentate mostre, conferenze, progetti che hanno come oggetto le lingue in senso lato. In questa prima edizione, che si terrà mercoledì 3 ottobre e sabato 6 ottobre, i relatori saranno il Prof. Paolo E. Balboni (ordinario di Didattica delle lingue moderne presso l’Università Ca’ Foscari Venezia) che tratterà il tema “Fare educazione linguistica oggi” e Piero Dorfles (giornalista e critico letterario, protagonista di “Per un pugno di libri”, programma di grande successo di Rai 3) che parlerà de “L’attualità dei classici”.

Verrà altresì presentato il Service del Rotary Club RovigoPo.Li.S., Potenziamento della lingua dello studio”, rivolto ai ragazzi di cittadinanza non italiana degli istituti tecnici e professionali del Comune di Rovigo e attualmente in fase di avvio. Sarà inoltre presente la casa editrice Loescher Editore (partner di ANILS) con saggi e manuali di didattica delle lingue.

Infine, i ragazzi del gruppo giovani del Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri allestiranno una mostra per promuovere le attività da loro organizzate. Sarà dato spazio anche ad alcuni studenti del Conservatorio Venezze di Rovigo, i quali accompagneranno con intermezzi musicali il dialogo sui classici che la prof.ssa Odette Sette terrà con il giornalista Piero Dorfles.

Weekend a Pistoia, Montecatini e Lucca


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Il 13 e 14 ottobre 2018 La Dante Rovigo organizza un weekend culturale a Pistoia, Montecatini e Lucca

Programma

PISTOIA – SABATO 13 OTTOBRE

  • Partenza ore 7.30 davanti Hotel Cristallo – arrivo a Pistoia ore 10.30
  • Ore 11.00 incontro con la guida per la visita di Pistoia sotterranea
  • Ore 12.30 pranzo presso la Trattoria dell’Abbondanza
  • Ore 14.30 proseguimento visita guidata città di Pistoia:
    piazza del Duomo, dove sorgono il medievale Palazzo del Comune e il Palazzo del Podestà, dei quali saranno visitati i cortili, il Battistero, caratterizzato dal rivestimento a marmi policromi bianco e verde di Prato, la Cattedrale, che sarà visitata anche all’interno dove potranno essere ammirati la cripta, la Sacra Conversazione di Lorenzo di Credi, la croce dipinta di Coppo di Marcovaldo, piazza della Sala, caratteristico luogo del mercato alimentare di Pistoia, la chiesa romanica di S. Andrea, che custodisce al suo interno il prezioso pulpito, opera dell’artista Giovanni Pisano, capolavoro di scultura medievale
  • Ore 18.00 Trasferimento a Montecatini sistemazione al Grand Hotel Nizza et Suisse – Via Verdi n. 72
  • Cena in Hotel nel rinomato Ristorante Just Meat

LUCCA – DOMENICA 14 OTTOBRE

  • Partenza per Lucca ore 9.00 ore 10.00 incontro con la guida per la visita della città
    • Piazza S.Michele in Foro, con l’omonima chiesa romanica
    • Piazza Napoleone, dalla quale si possono ammirare Palazzo Ducale ed il Teatro del Giglio
    • Duomo di S.Martino, meta fondamentale per i pellegrini medioevali che da qui passavano per venerare l’immagine del “Volto Santo” di Cristo, ancora oggi simbolo della città. All’interno della sacristia, possibilità di ammirare (ingresso a pagamento) il celebre sarcofago di Ilaria del Carretto, opera di Jacopo della Quercia
    • Caratteristiche vie medioevali, tra le quali spiccano la via degli antiquari e l’elegante Via Fillungo.
    • Piazza Anfiteatro, fondata sui resti dell’antica arena romana, rimane uno dei luoghi più pittoreschi della città
    • Torre Guinigi, unica nel suo genere, conserva sulla sua sommità un suggestivo giardino pensile alberato
    • Basilica di S.Frediano, una delle più antiche chiese cittadine caratterizzata dal bel mosaico in facciata
    • Mura cinquecentesche, un tempo difesa contro il nemico, oggi divenute un parco pubblico da percorrere a piedi, in bicicletta o in carrozza
  • Ore 13.00 pranzo in Ristorante tipico nel centro storico. Al termine tempo dedicato a visite di approfondimento e/o shopping .
  • Ore 17.30 partenza per rientro a Rovigo previsto per le ore 21.00