Marco Angius presenta “Tempi e tempeste”


© Alessandra Lazzarotto

Un incontro con il M° Angius

Il 19 settembre 2018 alle ore 18:00 incontreremo il M° Marco Angius, Direttore musicale e artistico dell’OPV, che avrà il piacere di presentarci l’imminente stagione concertistica “Tempi e tempeste” presso la Sala degli Stucchi di Palazzo Cezza, in Piazza Vittorio Emanuele. Seguirà un aperitivo con il Maestro Angius.

Tempi e tempeste: la Stagione Concertistica 2018/19 dell’Orchestra di Padova e del Veneto

di Marco Angius
Direttore musicale e artistico, Orchestra di Padova e del Veneto

«Profondo è il pozzo del passato. O non dovremmo dirlo imperscrutabile?» scrive Mann nell’incipit di Giuseppe e i suoi fratelli. Problema anche musicale, quello del tempo e della stratificazione di opere e stili compositivi. Anzi nessuna opera contemporanea, nemmeno la più recente e inedita, nasce senza passato, lo si voglia o no.

Accanto ai tempi, il titolo della Stagione OPV 2018/2019 presenta quello di tempeste, che vanno intese sia in senso metereologico che metaforico. Non si tratta di un mero gioco di parole in quanto, in musica, assistiamo spesso a tempeste di tempi. Inevitabile il richiamo al Beethoven dionisiaco dello Sturm und Drang ma anche all’arte apollinea di Schubert, i due compositori coetanei che incarnano altrettanti principi d’invenzione musicale e che sono emblematicamente in testa alla stagione.

Il concetto di tempo è legato a quello di spazio e il Concerto di Natale sarà per gruppi spazializzati nella Basilica del Santo: non tanto musicisti dispersi nello spazio quanto musica proiettata e letteralmente portata accanto al pubblico, superando così in modo pragmatico un secolare ostacolo di fruizione acustica dell’esperienza musicale al Santo.

Il nostro tempo musicale torna con diverse figure della contemporaneità, dalla novità assoluta di Ambrosini – ispirata ad Andrea Gabrieli (Nuova commissione OPV 2018) – a Sconcerto di Battistelli su testo di Marcoaldi, fino al nuovo compositore in residenza 2019, Nicola Sani, protagonista delle prossime Lezioni di suono. A Sani, come di consuetudine, OPV ha commissionato una novità assoluta che verrà presentata accanto a due orchestrazioni di Berio: proprio Berio (1925-2003) è stato il Maestro del travestimento in musica, colui che ha mostrato la forza mimetica del comporre contemporaneo e a lui, a quindici anni dalla scomparsa, OPV rende omaggio con tre orchestrazioni memorabili. Ecco allora il tempo trasversale in cui la musica permette un viaggio percettivo unico: oltre a Berio che reinventa Verdi, Boccherini e Brahms, incontriamo John Adams orchestratore di un tardo Liszt, Ravel e Tchaikovsky con pagine schumanniane e mozartiane, Ghedini e Ambrosini con le musiche di Andrea Gabrieli, Stravinsky con l’amato Gesualdo in un gioco illimitato di fughe temporali attraverso una galleria di specchi.
Con Brahms, Berg e Ligeti il tempo si moltiplica e sospende in rotazioni orbitali, mentre il tempo fiabesco e incantato di Tchaikovsky si riflette nelle tempeste delle rare musiche di Shostakovich per il King Lear.

La Stagione si chiuderà con il maestro supremo dei giochi combinatori che creano un tempo circolare e illimitato: Bach e la sua Offerta musicale nella rilettura di Igor Markevitch che sarà il pendant ideale all’avventura iniziata qualche anno fa con L’arte della fuga.

® Silvia Lelli

Biografia

Marco Angius è un direttore d’orchestra e d’ensemble. Ha diretto Ensemble Intercontemporain, London Sinfonietta, Tokyo Philharmonic, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, Orchestra Verdi, Orchestra della Svizzera Italiana, Orchestre de Lausanne, Orchestre de Nancy, Orchestra della Toscana, IPomeriggi Musicali, Luxembourg Philharmonie, Muziekgebouw/Bimhuis di Amsterdam.

Tra i teatri La Fenice di Venezia, Opera di Firenze/Maggio Musicale Fiorentino, Comunale di Bologna, Regio di Torino, Lirico di Cagliari, Regio di Parma.Nella vasta discografia spiccano Luci mie traditrici di Salvatore Sciarrino, Mosaîque e Mixtim di Ivan Fedele, Die Schachtel di Evangelisti,Risonanze erranti di Nono, Abyss di Donatoni, Quodlibet di Castiglioni, Noîse di Adámek (con l’Ensemble Intercontemporain) fino a Die Kunst der Fuge di Bach.

Nell’ambito del teatro musicale ha diretto La volpe astuta e Káťa Kabanová di Janáček, Sancta Susanna di Hindemith, Aspern di Sciarrino, Jakob Lenz di Rihm, Don Perlimplin di Maderna, L’Italia del destino di Luca Mosca, Il suono giallo di Alessandro Solbiati (Premio Abbiati 2016), Medematerial di Dusapin (Premio Abbiati 2018), Alfred Alfred di Donatoni, Il diario di Nijinsky di Detlev Glanert.

Già direttore principale dell’Ensemble Bernasconi dell’Accademia Teatro alla Scala, dal settembre 2015 è direttore musicale e artistico dell’Orchestra di Padova e del Veneto con cui ha all’attivo numerosi dischi e integrali sinfoniche (in particolare quelle di Beethoven e Schubert). Tra i suoi libri: Come avvicinare il silenzio (Rai Eri, 2007), Del suono estremo (Aracne, 2014). Ha inaugurato la Stagione 2016/2017 del Teatro La Fenice con l’opera Aquagrandadi Filippo Perocco (Premio Abbiati 2017), oltre a una nuova edizione delPrometeodi Luigi Nono al Teatro Regio di Parma (di imminente uscita discografica). Tra i prossimi impegni l’inaugurazione della Stagione 2018/2019 dell’Opera di Firenze con Le villidi Puccini.
Da settembre 2015 Marco Angius è il nuovo direttore musicale e artistico dell’Orchestra di Padova e del Veneto.

Riunione informativa per i corsi autunnali 2018


Corsi italiano autunno 2018

Per tutti gli interessati ai nostri corsi di italiano nella sessione autunnale del 2018

Mercoledì 12 settembre alle ore 15:00, presso l’Istituto De Amicis in Via Parenzo 6, si terrà una riunione informativa sui corsi autunnali di lingua italiana. Sono invitati tutti coloro che sono interessati a frequentare un corso per migliorare la loro conoscenza della lingua italiana durante i mesi autunnali.

Per eventuali chiarimenti chiamare il 346 0959561 (LU-VE 9.30-12.30/17.00-19.00).

OPV: stagione concertistica 2018-2019


OPV stagione concertistica 2018-2019

Photo by Ira Selendripity on Unsplash

Rinnovata la convezione tra l’Orchestra di Padova e del Veneto e la Dante Rovigo

A tutti i Soci della Dante Rovigo

È con vero piacere che anche quest’anno la Fondazione dell’Orchestra di Padova e del Veneto, ha rinnovato la convenzione  con il nostro Comitato, offrendoci l’opportunità di usufruire gratuitamente del pullman per i 12 concerti della stagione 2018-2019.

Il costo rimane invariato e precisamente:

  • vecchi abbonati: € 170.00
  • nuovi abbonati: € 180.00
  • under 35: € 50.00

I soci possono confermare la propria adesione all’iniziativa entro il 20 settembre 2018, effettuando il pagamento con i dati bancari qui di seguito e dandoci comunicazione dell’avvenuto versamento.

IT39F0335901600100000133393

La stagione avrà inizio l’11 di ottobre, qui sotto potete consultare il programma completo. Vi aspettiamo numerosi!

OPV Stagione Concertistica 2018 - 2019

I mutevoli linguaggi dell’architettura


la dante_circolo seminari linguaggi universali_architettura

Il titolo della comunicazione riprende quello di una conferenza tenuta da Carlo Scarpa all’Akademie der Bildenden Künste di Vienna il 16 novembre 1976.
In quell’occasione il maestro veneziano non affrontò le questioni strutturali e/o funzionali che sembrano oggi essere maggiormente nel focus degli studi d’architettura ma parlò unicamente di valori espressivi.

Come dire che, in contrapposizione al mondo attuale che dedica la sua maggiore attenzione a due delle tre categorie vitruviane e cioè alla firmitas e all’utilitas, Carlo Scarpa concentrò il suo discorso sulla terza: la venustas che trova pienezza – secondo Vitruvio – “quando l’aspetto dell’opera sarà piacevole per l’armoniosa proporzione delle parti che si ottiene con l’avveduto calcolo delle simmetrie” .

Al giorno d’oggi possiamo tradurre questa frase anche – ma non solo – con:

“la bellezza in architettura è conquistata quando la correttezza compositiva e l’espressività dell’opera conseguono esiti alti, polisemantici liberati dalla contingenza temporale.”

Apparentemente la venustas sembra avere attinenza solo con fatti estetici, espressivi e di efficiente comunicazione dei propri dei temi e questa posizione lascerebbe alla firmitas e all’utilitas il raccordo con la fisicità quotidiana e il contingente; ma così non è dato che le tre sorelle si sostengono mutuamente tanto che non si dà firmitas se la struttura non è armonica e proporzionatautilitas se la distribuzione delle parti non è chiaramente leggibile e non raggiunge un armonioso bilanciamento tra destinazione d’uso e costi di realizzazione.

Sembra chiaro che nel breve spazio di questa comunicazione non sarà possibile affrontare tutte le questioni relative alle tre componenti vitruviane ma si può tentare di individuare a quale centro, nucleo e/o entità fanno riferimento i sistemi di segni, convenzioni e fatti espressivi che ruotano attorno all’arte edificatoria.
Questo nucleo, entità, centro di riferimento è indubbiamente il corpo umano inteso nella sua realtà fisico/geometrica e nella sua capacità di costruire un linguaggio che certamente sarebbe diverso – sia nell’architettura che in altri ambiti – se fossero sostanzialmente differenti le facoltà percettive, le caratteristiche antropometriche e tutto quanto attiene il modo di stare e di essere dell’uomo nel mondo.

Se gli umani strisciassero sul proprio ventre, possedessero braccia tentacolari e non articolate o avessero organi visivi con apertura di 180°, pure con facoltà intellettuali pari alle nostre, essi produrrebbero edifici del tutto diversi da quelli che fino ad oggi conosciamo.
Una breve comunicazione sul linguaggio dell’ architettura non può dunque prescindere dall’elencazione, seppure schematica, delle caratteristiche sensoriali, motorie e dimensionali dell’uomo mentre per la parte attinente la “venustas” ci si limiterà alla lettura di un complesso architettonico in cui siano esemplificate sia le caratteristiche precipuamente “umane” della fabbrica edilizia che quelle espressive simbolico/culturali che fanno di essa un’opera d’architettura.

Guido Pietropoli

L’Eterno e il Tempo: uscita culturale a Forlì


Programma

DOMENICA 13 MAGGIO 2018

  • Partenza da Rovigo Hotel Cristallo – ore 8,30
  • arrivo a Forlì verso le ore 10,30 e visita del centro storico dalle ore 10,30 alle ore 12,00
  • Ore 12,00 Musei di San Domenico, visita guidata alla mostra “L’Eterno e il Tempo
  • Ore 13,45 Pranzo all’Hostaria Del Vicoletto
    Al termine del pranzo trasferimento a Bertinoro
  • Alle ore 16.15 Bertinoro incontro con la guida : visita del borgo e della rocca e degustazione nell’Albana Dèi.
  • In seguito visita Pieve di Polenta: visita alla chiesa e ai luoghi dove Dante fu ospite dei Da Polenta
  • Al termine rientro a Rovigo

Un nuovo percorso espositivo che, per la prima volta, utilizza come sede la Chiesa conventuale di San Giacomo Apostolo, a conclusione del suo integrale recupero. L’Eterno e il tempo tra Michelangelo e Caravaggio documenta quello che è stato uno dei momenti più alti e affascinanti della storia occidentale. Gli anni che idealmente intercorrono tra il Sacco di Roma (1527) e la morte di Caravaggio (1610); tra l’avvio della Riforma protestante (1517-1520) e il Concilio di Trento (1545-1563); tra il Giudizio universale di Michelangelo (1541) e il Sidereus Nuncius di Galileo (1610) rappresentano l’avvio della nostra modernità.

Opere in mostra: dall’ultimo Michelangelo a Caravaggio, passando attraverso Raffaello, Rosso Fiorentino, Lorenzo Lotto, Pontormo, Sebastiano del Piombo, Correggio, Bronzino, Vasari, Parmigianino, Daniele da Volterra, El Greco, Pellegrino Tibaldi, i Carracci, Federico Barocci, Veronese, Tiziano, Federico Zuccari, Cavalier d’Arpino, Giuseppe Valeriano e Scipione Pulzone. Un filo estetico di rimandi e innovazioni che darà vita a una età nuova. Comprese le forme alternative di Rubens e Guido Reni.

Per ulteriori informazioni rivolgersi alla Dante Comitato di Rovigo
Mail ladante.rovigo@gmail.com
Cellulare 340 8385517

Senza Parole, un percorso sul valore comunicativo della musica


la dante_circolo seminari linguaggi universali_locandina_2

Venerdì 27 aprile ore 17.30 Salone dei Concerti del Conservatorio F. Venezze
il Maestro Gerardo Felisatti:

Senza Parole, un percorso sul valore comunicativo della musica

Parlare del linguaggio della musica richiede, in ambito gnoseologico, uno studio approfondito e basato sulla fenomenologia del suono, sulla sua percezione; tale forma di linguaggio si riconosce attraverso una analisi delle modalità con cui i suoni diventano veicoli di espressione, una identificazione delle funzioni della musica all’interno di un determinato ambiente e contesto culturale, oltre che mediante considerazioni di base sulla prassi esecutiva.

Trattare la totalità di questi aspetti in un solo incontro non sarebbe materialmente possibile, occorre quindi dirigere il percorso di analisi verso una via più empirica ma altrettanto affascinante.

Un primo passo verso l’individuazione della tematica, parte dal concetto generale della musica come “linguaggio universale”; definizione che consegna a noi echi di radici antiche attraversando in maniera più o meno esplicita la storia del pensiero occidentale.

Trattandosi di un vero linguaggio, la musica ha in sé tutte le caratteristiche di una lingua, una struttura e grammatica, un ordine e logica definiti, condivisi e costantemente supportati. Esattamente come un linguaggio, la musica si è profondamente modificata nel corso degli anni, assolvendo a diverse funzioni, ruoli e acquisendo (o perdendo) valori.

Viene così proposto un percorso non tanto di carattere storico o musicologico, ma vivo e reale legato a tali aspetti. Non sarà possibile illustrare in modo esaustivo tutti gli esempi e le esperienze relative ai linguaggi musicali. Ma l’ausilio di ascolti, esempi pratici ed esecuzioni dal vivo, permetteranno di arrivare a comprendere maggiormente il valore comunicativo della musica.

SIC – Sogno Italiano Cercasi


Locandina SIC

Con il supporto della Clinica Odontoiatrica Biscaro Poggio di Adria, la Società Dante Alighieri di Rovigo ha bandito un concorso, riservato agli studenti del triennio delle scuole superiori della provincia di Rovigo, che intende premiare un sogno, un progetto futuro da realizzare in Italia.

Per partecipare, i ragazzi dovranno raccontarlo in un video di 60″.

La giovinezza è uno dei periodi più belli della nostra vita. Essere giovani significa essere sognatori: non ci dovrebbe essere gioventù senza progetti e aspirazioni. Eppure accade oggi, soprattutto in Italia, che molti giovani abbandonino i loro sogni perché scoraggiati dalla crisi di valori, di risorse e di opportunità. Per questo è nata l’idea del concorso SIC – Sogno Italiano Cercasi: per far ritrovare ai giovani la fiducia in un domani da vivere nel nostro Paese.

Un’iniziativa come questa richiedeva un valido supporto e noi l’abbiamo trovato, accompagnato da una condivisione d’intenti entusiasta, nel Dott. Leonello Biscaro della Clinica Odontoiatrica Biscaro Poggio di Adria. Assieme abbiamo organizzato e promosso il concorso, per il quale abbiamo stabilito regole e modalità di iscrizione particolarmente semplici.

Per poter partecipare, gli studenti del triennio di tutti gli Istituti di Scuola Superiore di Rovigo e Provincia dovranno raccontarci il loro sogno, brevemente e direttamente, utilizzando lo strumento di comunicazione che probabilmente apprezzano di più: il video.

Per tutte le informazioni su SIC, regolamento ed iscrizioni:
www.sognoitalianocercasi.it
www.facebook.com/sognoitalianocercasi

Uscita culturale a Follina e Treviso


Domenica 8 aprile 2018

Partenza da Rovigo Hotel Cristallo ore 8,00
Arrivo a Follina verso le ore 10,30
Ore 11,15 Inizio visita guidata Abbazia Cistercense Santa Maria di Follina

Eretta su una precedente edificazione benedettina nel XII secolo, rivista in epoca cistercense, l’attuale basilica (1305 abate Gualtiero da Lodi – 1335 abate Nordio di Treviso) presenta la tipica costruzione a pianta latina con la facciata rivolta a ponente e l’abside rivolta a levante proprio come prevedeva la simbologia cistercense.
Lo splendido chiostro, di età precedente alla basilica e perfettamente conservato nell’elegante effetto di movimento creato dalle colonne che lo costituiscono, fu portato a termine nel 1268, quando i monaci cistercensi si insediarono nel monastero, come dimostra l’incisione su pietra posta sulla parte nord del chiostro stesso.

Ore 13.00 pranzo a Follina in ristorante tipico

Ore 15.00 circa partenza per Treviso

Museo di Santa Caterina

Ore 17,00 visita guidata alla mostra: “Rodin, un grande scultore al tempo di Monet

Con 50 sculture e 23 disegni di Rodin, una scultura di Camille Claudel, un quadro di Monet e uno di Munch, prende vita il racconto appassionante di un artista che a ragione è stato definito “l’erede diretto di Michelangelo”. 
”Cacciatore di verità e di vita”, secondo le sue stesse parole, Rodin ha tradotto nelle forme uniche e sempre nuove della figura umana il suo amore assoluto per la vita. Animate da una bellezza senza tempo, nascono così sculture contemporanee non a un’epoca, ma all’uomo. Eterne per questo nel loro valore.


Per informazioni rivolgersi a:
ladante.rovigo@gmail.com
Cellulare 340 8385517