LE LINGUE IN FIERA a Rovigo – 3^ edizione


La terza edizione di “Le Lingue in Fiera” del Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri e della sezione di Rovigo di Anils (Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere), tenutasi sabato 24 ottobre 2020, è stata patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Rovigo, dal Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università degli Studi di Padova, dall’Accademia dei Concordi di Rovigo e dalla società Dille (Società Italiana di Didattica delle Lingue e Linguistica Educativa) e si è svolta a distanza su piattaforma Zoom.

Nonostante le condizioni particolari imposte dalla tecnologia, numerosi sono stati i partecipanti, attivi e molto soddisfatti, tenendo conto dei feedback entusiasti delle relazioni e della magistrale conduzione del moderatore, Professore Matteo Santipolo, docente ordinario di Didattica delle Lingue Moderne dell’Università degli Studi di Padova che è stato, anche per questa edizione, il direttore scientifico.

Soddisfatta la Professoressa Mirella Rigobello, Presidente dell’attivissimo Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri, e la Presidente dell’Anils di Rovigo, Dottoressa Benedetta Garofolin.

Dopo i saluti e l’introduzione dell’edizione da parte delle Presidenti Rigobello e Garofolin, c’è stato il saluto del Professor Roberto Tovo, Assessore alla Cultura del Comune di Rovigo, che ha elogiato l’iniziativa e sottolineato la vivacità culturale della città che vede proliferare innumerevoli e qualificate iniziative culturali. Anche il Professor Giovanni Boniolo, Presidente dell’Accademia dei Concordi, una delle più antiche d’Italia (attiva dal 1580), ribadisce che Rovigo si distingue a livello nazionale tra le piccole città impegnate in iniziative culturali di alto livello come quella della Società Dante Alighieri di Rovigo organizzata sotto la direzione del Prof. Santipolo membro del Comitato Direttivo dell’Accademia medesima. Ha terminato il giro di saluti il Professor Gabriele Bizzarri, vice direttore del Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università di Padova.

La relazione del Professor Andrea Lombardinilo, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università di Chieti-Pescara, dal titolo “Le lingue della terza pagina: comunicazione e informazione” si è focalizzata su un’analisi supportata da ricca documentazione e bibliografia sulla nascita e l’evoluzione della “Terza Pagina” dei giornali italiani ritenuta un fattore culturale fortemente identitario del giornalismo italiano. La Terza pagina è stata infatti, storicamente, lo spazio che i quotidiani italiani hanno dedicato alla cultura. Ha costituito l’indice del prestigio di un quotidiano e ha rappresentato uno spazio proficuo e importante per la crescita culturale dell’Italia, oltre a essere una peculiarità dei giornali della penisola. L’ideatore fu Alberto Bergamini che l’11 dicembre 1901 pubblicò sul Giornale d’Italia, quotidiano di Roma, la prima terza pagina culturale dedicandola alla messa in scena al Teatro Costanzi della Francesca da Rimini di Gabriele D’Annunzio con la compagnia di Eleonora Duse. Da un’analisi della terza pagina del 1901 e di quelle degli attuali quotidiani italiani, il Professor Lombardinilo è riuscito a ricavare puntuali e interessanti considerazioni di tipo culturale, storico, sociale e linguistico. Quella del 1901 era una pagina monotematica strutturata in un rigoroso formato editoriale diviso in sette colonne di fitta scrittura scandita da quattro sottotitoli palesemente rivolta ad un’élite culturale ristretta dotata degli strumenti culturali necessari per la comprensione e l’apprezzamento dell’articolo. Non era rivolto certamente alle masse al tempo penalizzate da un altissimo analfabetismo. Le terze pagine dei nostri attuali quotidiani non sono monotematiche ma spaziano su temi e fatti molto meno elevati culturalmente, più “popolari” potremmo affermare e spesso mutuati dalla carica mitica delle serie televisive. Si potrebbe dire che lo spazio della terza pagina sia diventato più “democratico”, rivolto a tutti, privo di complessi riferimenti culturali e inserito nella macrocornice narrativa raccontata dai moderni mezzi di comunicazione, mediata con sofisticati strumenti multimediali e finalizzato alla lettura del complesso presente.

La seconda parte del convegno è stata dedicata alla relazione dal titolo “Crescere con due o più lingue. Tra miti e realtà” con il Professor Marco Mezzadri, docente ordinario di Didattica delle Lingue Moderne presso l’Università di Parma. A rendere più vivace questo intervento ci ha pensato il Professor Santipolo che ha guidato il relatore con una serie di domande stimolanti che hanno toccato oltre alle problematiche del plurilinguismo anche gli aspetti didattici.

Il Professore ricorda che l’Italia dell’unità era un paese dialettofono e quindi il plurilinguismo era un dato di fatto. Non solo, è da considerarsi una sorta di patologia il monolinguismo e tutti i Paesi europei sono sollecitati a superarlo con l’obbligo dell’insegnamento per tutti gli studenti di due lingue straniere a scuola. La legge italiana che recepisce questa raccomandazione è molto avanzata e quindi occorre pensare all’apprendimento linguistico come apprendimento multilinguistico. Le ricerche delle neuroscienze hanno sfatato molti miti come quello del cosiddetto “periodo critico” al di fuori del quale l’apprendimento delle lingue straniere diventa difficoltoso a causa della mancata plasticità del cervello umano spiegando così in maniera non adeguata la difficoltà a imparare una lingua straniera negli adulti. Il fattore età conta ma in maniera meno drastica anche perché le competenze richieste ad un adulto, in termini di scambi comunicativi, sono più elevate rispetto a quelle di un bambino. Comunque facendo riferimento anche ad altri miti come la rigida divisione delle aree cerebrali deputate all’apprendimento linguistico, il Professore presenta un interessante modello che rappresenta la competenza linguistica come un grande iceberg dal quale affiorano in superficie le punte relative alle competenze specifiche delle diverse lingue apprese, sostenute però, sotto la superficie, da una base/massa comune, un’area che comprende meccanismi cognitivi comuni, modelli conoscitivi del mondo e altre particolarità che spiegherebbero meglio la complessità e la plasticità del cervello impegnato nell’apprendimento linguistico. L’esistenza di questa zona di “interlingua” che porta a parlare di una “multicompetenza” dovrebbe guidare anche le scelte metodologico-didattiche degli insegnanti. Attualmente tendono ancora a prevalere approcci che prediligono prima le regole e poi la comunicazione, quando invece per mettere a frutto quell’area di “interlingua” sarebbe più fruttuoso un approccio che preveda di partire da contesti significativi di comunicazione (molto più interessanti e vicini all’esperienza del discente) per poi riflettere (riflessione linguistica) su come funzionano i meccanismi linguistici a livello formale (morfologico, sintattico, semantico).

Grande entusiasmo da parte dei docenti che hanno ricevuto input molto importanti a sostegno delle loro scelte didattiche e degli enti che hanno sostenuto la realizzazione di questa terza edizione di “Le Lingue in Fiera” primi fra tutti il Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri e la Sezione di Rovigo dell’Anils.

Le Lingue in Fiera – III edizione


LA LINGUA COME PONTE SOCIOCULTURALE: DALLE TERZE PAGINE AL PLURILINGUISMO

In ottemperanza a quanto stabilito dal DPCM 18 ottobre 2020, articolo 1, punto 1, lettera d punto 5 che sospende le attività congressuali e convegnistiche in presenza, si comunica che  l’evento Le Lingue in Fiera 2020 (III edizione)  previsto presso la Sala della Gran Guardia di Rovigo per sabato 24 ottobre alle ore 16 si svolgerà interamente ed esclusivamente sulla piattaforma Zoom al seguente link: : https://unipd.zoom.us/j/87632702214?pwd=VEFnZWJGdk10SjRSZm1iMHk4ekxUdz09 Chiunque voglia partecipare può collegarsi liberamente.

In una società sempre più multiculturale e plurilingue in cui la mobilità degli individui, sia fisica, sia virtuale, ha raggiunto livelli impensabili fino anche a soli pochi decenni fa, l’incontro e il confronto con lingue e culture diverse sta assumendo un’importanza sempre maggiore. È da questa consapevolezza che nasce Lingue in Fiera, un’iniziativa che si inserisce nell’ambito delle manifestazioni dell’Ottobre Rodigino, quest’anno giunto alla sua 538° edizione. Le lingue in Fiera, ideata e diretta da Matteo Santipolo (professore ordinario di Didattica delle lingue moderne presso l’Università di Padova), è organizzata dal Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri, con Mirella Rigobello come presidente, e dalla sezione di Rovigo dell’Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere (ANILS) presieduta da Benedetta Garofolin. L’iniziativa gode anche del patrocinio dell’Assessorato alla cultura del Comune di Rovigo, del Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università di Padova, della Società Italiana di Didattica delle Lingue e Linguistica Educativa (DILLE) e dell’Accademia dei Concordi di Rovigo.

In occasione della terza edizione dell’iniziativa, intitolata quest’anno “La lingua come ponte socioculturale: dalle terze pagine al plurilinguismo”, che si terrà sabato 24 ottobre 2020, interverranno il prof. Andrea Lombardinilo, professore associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università degli studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, che tratterà il tema “La lingua della Terza pagina: comunicazione e informazione” per riflettere sull’evoluzione del giornalismo culturale in Italia nell’ultimo secolo, e il prof. Marco Mezzadri, professore ordinario presso l’Università degli Studi di Parma, che nella sua presentazione “Crescere con due o più lingue. Tra miti e realtà” affronterà la questione del plurilinguismo considerato anche da un punto di vista storico, cognitivo, educativo e politico.

In occasione dell’evento verrà anche consegnato alla vincitrice Angela Scorzoni il primo premio del Concorso S.I.C. Sogno Italiano Cercasi del 2018 promosso dal Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri e sponsorizzato dalla clinica odontoiatrica dei dottori Leonello Biscaro e Paola Poggio di Adria (RO).

L’incontro, gratuito e aperto a tutta la cittadinanza, si terrà sabato 24 ottobre 2020 dalle 16.00 alle 18.30 presso la Gran Guardia di Rovigo.

Si consiglia di arrivare con anticipo per consentire la registrazione dei partecipanti e l’applicazione delle norme di sicurezza dovute all’emergenza Covid-19.

Per informazioni contattare: rovigo@anils.it

ABSTRACT DEGLI INTERVENTI E BIONOTE DEI RELATORI

La lingua della Terza pagina: comunicazione e informazione

Andrea Lombardinilo (Università di Chieti-Pescara)

L’evoluzione del giornalismo culturale al tempo dell’informazione connessa consente di riflettere sulle modalità con cui la Terza pagina è mutata dai tempi in cui Alberto Bergamini, direttore del “Giornale d’Italia”, dedicava un’intera pagina alla prima rappresentazione della Francesca da Rimini di Gabriele d’Annunzio (9 dicembre 1901), dando così vita ad un format divenuto ben presto un marchio di fabbrica del giornalismo italiano. Ne deriva la possibilità di enucleare alcuni momenti significativi nella storia della comunicazione culturale italiana, che ha assunto forme espressive nuove, legate anche alle innovazioni impresse dalla rete e dai social, nel segno di declinazioni linguistiche ispirate agli input comunicativi della società complessa.

Andrea Lombardinilo è professore associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università degli studi “G.  d’Annunzio” di Chieti-Pescara, dove è componente del Nucleo di Valutazione e insegna Comunicazione e sicurezza sociale, Comunicazione mediale e criminalità, Sociologia della comunicazione culturale. Ha ricoperto diversi incarichi presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), tra cui quello di responsabile della Segreteria tecnica del Direttore generale per l’Università e del Capo Dipartimento per l’Università, l’alta formazione artistica e per la ricerca. Si dedica allo studio dei processi di riforma del sistema universitario, con particolare riferimento alla sociologia degli spazi accademici e alle strategie di comunicazione istituzionale degli atenei. Svolge inoltre attività di ricerca nel campo della sociologia dei media e della letteratura. Il suo ultimo volume è Università in democrazia. Habermas e la sfera della comunicazione accademica (Mimesis 2019).

Crescere con due o più lingue. Tra miti e realtà

Marco Mezzadri (Università di Parma)

Plurilinguismo, pluriculturalismo, società multietnica… Sono concetti che spingono tutti noi a riflessioni quotidiane, ma che spesso accendono reazioni frutto di un’elaborazione non del tutto basata su presupposti scientifici, se non addirittura scarsamente informata.

La conversazione che si propone affronta il tema da un punto di vista storico, delle politiche linguistiche, delle neuroscienze e delle scienze cognitive, dell’educazione linguistica, per cercare di fornire alcune informazioni e alcuni spunti per riuscire a districarsi meglio tra miti e realtà.

Marco Mezzadri è linguista educativo, professore ordinario di Didattica delle Lingue Moderne presso l’Università di Parma, dove insegna Didattica dell’italiano e Didattica delle lingue moderne. È delegato del Rettore per la formazione iniziale e in servizio degli insegnanti. Coordina il Laboratorio di Glottodidattica ed è vicedirettore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali, e del Centro SELMA (Servizi per l’e-learning e multimediali d’ateneo) dell’Università di Parma. È autore di un centinaio di articoli, capitoli di libri e saggi sulla didattica delle lingue moderne e di una dozzina di volumi monografici, e curatore di vari volumi collettanei. È direttore di collane editoriali e membro del comitato scientifico o revisore di numerose riviste e collane. È impegnato a vario titolo a livello internazionale nella promozione e diffusione della lingua e della cultura italiana, e in progetti di cooperazione con paesi low income. Sito personale: www.marcomezzadri.it

Una mostra da sogno: Marc Chagall a Palazzo Roverella


L’arte non si ferma!

Il nostro Comitato organizza per venerdì 9 ottobre 2020 dalle ore 17,00 una visita alla mostra di Marc Chagall a Palazzo Roverella.

Il nostro Comitato è pronto a ripartire con uno degli artisti più amati del Novecento: preparati a fluttuare nel suo mondo onirico in un viaggio tra oltre cento opere, tra cui alcuni dei suoi capolavori più noti come “Passeggiata”, “Ebreo in rosa”, “Il matrimonio” e tanti altri. L’ingresso sarà contingentato e i gruppi potranno essere formati da un massimo di 12 partecipanti. La visita sarà effettuata venerdì 9 ottobre a partire dalle ore 17.00.

chagall a palazzo roverella

IMPORTANTE!

Per poter contingentare il numero degli aderenti ( visto che ogni gruppo non può superare il numero di 12 persone ) siete pregati vivamente di dare la vostra adesione e relativo pagamento entro e non oltre il 15 settembre p.v.

In base alle adesioni possiamo fare più gruppi. Per ulteriori informazioni contattare il 340 8385517

De Nittis e la rivoluzione dello sguardo a Palazzo dei Diamanti


Di LPLT – Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9042808

Il nostro Comitato organizza per sabato 25 gennaio alle ore 17.30 una visita alla mostra di Giuseppe De Nittis

Palazzo dei Diamanti – Ferrara con partenza alle ore 15.30 dall’Hotel Cristallo – “De Nittis e la rivoluzione dello sguardo”

La mostra metterà in luce l’originalità della sua arte e il suo modo, per certi versi inedito, di guardare la realtà e tradurla con immediatezza sulla tela per mezzo di inquadrature audaci, tagli improvvisi, prospettive sorprendenti affiancate a una sapiente resa della luce e delle atmosfere.

Figura di spicco, insieme a Boldini, della scena parigina di fine Ottocento, nel corso della sua carriera, De Nittis fu prima un interprete d’avanguardia della scuola verista del sud Italia, per entrare poi a pieno titolo nella compagine degli innovatori parigini con i quali condivise gli interessi per la fotografia e per l’arte giapponese, linguaggi che influenzarono profondamente la sua ricerca.

Paesaggista virtuoso nel tradurre gli effetti di luce abbagliante del suo paese natale come i cieli brumosi dell’Ile de France, o le nebbie londinesi, egli fu abile nel raccontare un mondo e una società in veloce cambiamento fermando il suo obiettivo pittorico sulle città in trasformazione, sulla vita dei boulevard e sui luoghi della mondanità e del tempo libero.

Nel percorso espositivo ai dipinti del pittore di Barletta verranno affiancate delle fotografie d’epoca firmate dai più importanti autori del tempo – da Edward Steichen a Gustave Le Gray, da Alvin Coburn a Alfred Stieglitz – oltre ad alcune delle prime immagini in movimento dei fratelli Lumière, con il fine di evidenziare il contributo dell’artista alla comune creazione del linguaggio della modernità.

L’adesione e relativo pagamento alla mostra di Palazzo Diamanti deve pervenire entro il 14 gennaio 2020.

Per ulteriori informazioni: 340 8385517

La Divina Commedia Opera Musical al Gran Teatro Geox di Padova


Credits: https://www.divinacommediaopera.it/

Anche La Dante Rovigo assisterà a La Divina Commedia Opera Musical

Sabato 8 febbraio 2020 alle ore 21:00, partenza ore 19.30 dall’Hotel Cristallo.

Dopo il successo delle precedenti stagioni, con oltre 700.000 spettatori e 450.000 studenti che hanno assistito a rappresentazioni sui principali palchi italiani, La Divina Commedia Opera Musical torna in un nuovo, emozionante allestimento teatrale, con imponenti maxi proiezioni e sorprendenti effetti speciali.

Un’avvincente opera musical che coinvolge e appassiona lo spettatore, accompagnandolo nel viaggio più famoso della storia in cui, tra sogno e realtà, prendono vita le suggestioni della fantasia dantesca.

Lo spettacolo utilizza diversi linguaggi espressivi e asseconda l’inesauribile fantasia di Dante. Il Dante Viaggiatore in scena diventa la proiezione fisica della voce di se stesso, che nella magistrale interpretazione di Giancarlo Giannini (esclusiva voce narrante dello spettacolo), rappresenta la maturità di un Dante che si ricorda con tenerezza, quando a metà della propria esistenza, spinto da una forte depressione, trova nella scrittura una salvezza creativa e fertile.

Essendo i posti in platea molto richiesti e dovendo prenotare online i biglietti, è necessaria la vostra adesione, con relativo pagamento, entro venerdì 20 dicembre 2019.

Per informazioni: 340 8385517

Giuseppe Antonelli a Le Lingue in Fiera


 

“Le lingue in fiera”, evento dedicato alle lingue nato nel 2018, giunge alla seconda edizione.

Nato dalla produttiva collaborazione tra il comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri (Presidente Prof.ssa Mirella Rigobello) e la sezione di Rovigo di ANILSAssociazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere (Presidente Dott.ssa Benedetta Garofolin), quest’anno ha ospitato, con buon successo di pubblico, sabato 12 ottobre il Professore Francesco Sabatini che ci ha fatto riflettere sul tema “Solo la scuola può salvare l’italiano”.

Nella stessa giornata erano presenti anche il Dott. Alessandro Masi, Segretario Generale della Società Dante Alighieri con un intervento dal titolo “Il mondo in italiano: globalizzazione e umanesimo. La lingua e la cultura italiane quale modello di cultura includente a livello mondiale” e il Dott. Giacomo Pierini, direttore marketing di ALMA edizioni il quale ha presentato “Le novità editoriali di ALMA edizioni per il 2019 – 2020”.

Giuseppe AntonelliLa seconda giornata si terrà sabato 12 ottobre dalle 17.00 e vedrà presente il Professore Giuseppe Antonelli, docente ordinario di storia della lingua italiana presso l’Università di Pavia. Egli collabora anche all’inserto “La lettura” del Corriere della sera e racconta storie di parole su Rai Tre. A “Le lingue in fiera” ci condurrà attraverso “Il museo della lingua italiana: breve visita guidata”, uno dei sui ultimi progetti.

A seguire verrà presentata la Borsa di studio SIC – Sogno Italiano Cercasi, una borsa di studio internazionale promossa dalla Clinica Biscaro – Poggio di Adria e dal Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri.
Gli incontri si tengono alla Pescheria Nuova a Rovigo e sono rivolti a tutta la cittadinanza.

Lingue in Fiera – II Edizione


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In una società sempre più multiculturale e plurilingue, in cui la mobilità degli individui, sia fisica, sia virtuale, ha raggiunto livelli impensabili fino anche a soli pochi decenni fa, assume sempre maggiore importanza l’incontro e il confronto con lingue e culture diverse. È a partire da questa consapevolezza che è nato Le Lingue in Fiera, un’iniziativa che si inserisce nell’ambito delle manifestazioni dell’Ottobre Rodigino, ideata e diretta da Matteo Santipolo (professore ordinario di Didattica delle lingue moderne presso l’Università di Padova), promossa dalla Società Dante Alighieri, Comitato di Rovigo, da ANILS (Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere) – sezione di Rovigo, e con il patrocinio del Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università degli Studi di Padova e dell’Accademia dei Concordi di Rovigo.

Il suo scopo è quello di costituire una sorta di “contenitore” in cui verranno presentate mostre, conferenze, progetti che hanno come oggetto le lingue in senso lato. Durante questa seconda edizione si affronteranno due viaggi, l’uno all’interno della vita linguistica di ogni individuo e l’altro all’interno della lingua italiana.

Sabato 5 ottobre saranno presenti Alessandro Masi e Francesco Sabatini. Alessandro Masi, segretario generale della Società Dante Alighieri, affronterà il tema della diffusione dell’italiano nel mondo attraverso la rete capillare della Società Dante Alighieri mentre Francesco Sabatini presenterà un viaggio all’interno della vita di una persona da un punto di vista linguistico. Il professore ha elaborato uno schema suddividendo la vita di un individuo in tre fasi. Durante queste tre fasi, il soggetto deve formulare dei programmi per lavorare sulla propria dotazione linguistica. I tre periodi sono: 0-19 anni; 19-25/26 anni; 25/26 anni in poi ma indicativamente fino ai 35/40 anni. Tale schema è utile per focalizzare le scelte linguistiche di una persona affinché non venga sacrificata la padronanza della lingua materna che talvolta passa in secondo piano.

Sabato 12 ottobre Giuseppe Antonelli illustrerà il suo ultimo progetto “Il museo della lingua italiana: breve visita guidata“. Durante la seconda giornata si affronterà un viaggio all’interno del museo dedicato alla nostra lingua, un museo composto da quindici sale su tre piani corrispondenti all’italiano antico, moderno e contemporaneo. Questo viaggio aiuterà i partecipanti a cogliere i cambianti che stanno caratterizzando la nostra lingua ritrovando tracce della nostra storia nelle tradizioni locali e negli scambi con le altre lingue.

Biografie

Alessandro Masi è storico e critico dell’arte e giornalista italiano. Dal 1999 ricopre l’incarico di Segretario Generale della Società Dante Alighieri, Presidente CLI (Certificazioni Lingua Italiana di Qualità).Autore di numerosi saggi storici sull’arte e la cultura italiana, ha pubblicato di recent per i tipi Mursia, il volume “Idealismo e opportunismo della cultura italiana. 1943-1948

Giuseppe Antonelli è un filologo e linguista italiano. È professore ordinario di Linguistica Italiana presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Pavia. È ospite fisso della trasmissione di Rai Tre “Alle falde del Kilimangiaro”.

Francesco Sabatini è un linguista, filologo e lessicografo italiano. È presidente onorario dell’Accademia della Crusca, di cui è stato Presidente dal 2000 al 2008, e professore emerito dell’università degli Studi Roma Tre. È ospite fisso di Uno Mattina in Famigli (Rai Uno) con “Pronto soccorso linguistico”.

Matteo Santipolo è professore ordinario di didattica delle lingue moderne presso l’Università degli Studi di Padova, membro del comitato scientifico operativo della Società Dante Alighieri, membro del consiglio nazionale di ANILS, vicepresidente di DILLE (Società Italiana di Didattica delle Lingue e Linguistica Educativa) e Segretario Generale di FIPLV (Fédération Internationale des Professeurs de Langues Vivantes –International Federation of Language Teacher Associations).

Giacomo Pierini è Direttore marketing di Alma Edizioni.

La Giornata della Dante 2019


Celebrazioni per la Giornata della Dante il 31 maggio

Venerdì 31 maggio 2019 il nostro Comitato in collaborazione con il Gruppo Giovani presenterà agli studenti delle Scuole Superiori della città all’Auditorium del Liceo Scientifico P. Paleocapa “Tautogrammi telegrafici e terapeutici per teenager” a cura di Walter Lazzarin.

Nel pomeriggio prosegue la celebrazione presso Palazzo Roncale  dalle ore 17.30 con lo spettacolo “Mitico! da Omero a Homer Simpson” scritto e interpretato da Walter Lazzarin e Marcello Ubertone con intermezzi da parte del Gruppo Giovani del nostro Comitato.Giornata della Dante 2019 Mitico

La giornata della società Dante Alighieri della sezione di Rovigo quest’anno propone la partecipazione di due ospiti d’eccezione, due talenti affermati nel mondo della scrittura e della musica: Walter Lazzarin e Marcello Ubertone.

Walter nasce a Padova nel 1982, consegue due lauree, rispettivamente in Economia Aziendale ed in Filosofia; pubblica diversi romanzi tra cui ‘Il drago non si droga’, opera uscita nel 2015 che lo farà conoscere al grande pubblico. Partecipa alla trasmissione ‘Dribbling’ su Rai2 dal 2016 al 2017. Nel 2016 comincia inoltre il suo progetto ‘Scrittore per strada’ in cui viaggia per tutta Italia con la sua macchina da scrivere incuriosendo il pubblico con i suoi tautogrammi ed avvicinandolo sempre più alla passione per la narrazione.Giornata della Dante 2019 Lazzarin Ubertone

Marcello, anche lui classe ‘82, nel 2006 si laurea in Lettere (linguaggi e tecniche di scrittura) e nel 2009 in Televisione, cinema e produzione. Cantautore, scrittore di libri musicali, sceneggiatore di cortometraggi e radiodrammi, Marcello ora scrive la sceneggiatura per una serie televisiva della RAI.

Il 31 maggio, al mattino, Walter terrà un laboratorio di scrittura e sui tautogrammi a contatto con gli studenti delle scuole superiori. Nel pomeriggio i due ospiti presenteranno lo spettacolo da loro scritto ed interpretato, tra musica e parole, con l’inserimento di sketch teatrali condotti da alcuni ragazzi del comitato giovani della società Dante Alighieri.la dante_giornata dante 19_locandina

Il Thesoro di Luigi Groto


Il Thesoro: la rilettura innovativa di una commedia del ‘500

Martedì 12 marzo alle ore 17,30 a Palazzo Cezza Sala degli Stucchi Antonio Lodo e Gianni Sparapan presenteranno “Il Thesoro” di Luigi Groto

Quella che si presenta è una interessante, curiosa “rilettura” della commedia cinquecentesca Il tesoro, di Luigi Groto, il Cieco d’Adria. Viene rievocata la vicenda di un intreccio classico delle opere del tempo (il giovane che desidera una giovane sposata a un vecchio ottuso e avaro, col contorno di figure e macchinazioni varie tipiche del genere), con tratti di originalità quali per esempio l’ambientazione (Adria stessa, con elementi realistici descritti in forma critica e satirica), i cenni autobiografici ironici, i personaggi tradizionali (in particolare la giovane Licinia).

Alla presentazione della commedia, originariamente in lingua italiana, si accompagna quella della trasposizione “in veneto rustico” operata da Sparapan, con le caratteristiche e gli adattamenti linguistici del caso. Raccontano e leggono alcune parti Antonio Lodo e Gianni Sparapan.

Luigi Groto (o Grotto) fu letterato, tragediografo, commediografo e rimatore. Nacque ad Adria l’8 settembre 1541 e morì a Venezia il 13 dicembre 1585. Appartenne a famiglia nobile e fu cieco dalla nascita, per questo venne chiamato Il Cieco d’Adria. Studiò intensamente guidato dal napoletano Scipione Gesualdo de’ Belligni. Precocissimo per cultura ed ingegno, a soli 14 anni pronunciò due fra le sue più note Orazioni, per la regina Bona di Polonia e per l’elezione al dogato di Lorenzo Priuli. Scrisse due tragedie, tre commedie e due drammi pastorali, carmi latini e rime varie, anche amorose, e tradusse in volgare opere antiche, tra le quali il primo libro dell’Iliade.

Fu membro, con il titolo di principe, dell’Accademia degli Illustri di Adria e fu frequentatore dell’Accademia degli Addormentati di Rovigo. Nel 1567 dovette subire un processo per eresia a Rovigo e, riconosciuto colpevole di aver letto testi di Erasmo da Rotterdam, Agrippa di Nettesheim, Bernardino Ochino – tutti autori proibiti – nonché di aver professato opinioni antitrinitarie, fu costretto alla pubblica abiura e venne escluso dall’insegnamento.

Dante Dentro: un seminario sul musical “La Divina Commedia”


Per il Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri il Seminario sulla genesi dell’opera musical “La Divina Commedia” in programma al Teatro Geox di Padova

Un’opportunità unica e straordinaria quella che il Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri ha offerto ai soci e ai cittadini: regista, produttore e attori si mobilitano per raccontare e spiegare il loro viaggio nella costruzione dell’opera teatrale in un vero e proprio laboratorio che definire solo teatrale è riduttivo.

È stata la Presidente della Dante di Rovigo Mirella Rigobello a proporre ai soci l’opportunità di organizzare la partecipazione alla rappresentazione dell’opera musical “La Divina Commedia” al Teatro Geox di Padova e quando ha telefonato per prenotare i posti ha subito colto la proposta del regista Andrea Ortis e della produzione di offrire al Comitato di Rovigo della Dante il laboratorio che ha l’obiettivo di accompagnare i partecipanti all’interno delle varie fasi di allestimento dell’opera.

E così martedì sera alle ore 18 nella sala degli stucchi di Palazzo Cezza, offerta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, il regista e attore (nel ruolo di Virgilio) Andrea Ortis, accompagnato dal produttore esecutivo Lara Carissimi e da due attori, Antonello Angiolillo (Dante) e Bryan Boccuni (Catone) hanno dato vita a un’esperienza unica che ha lasciato un segno profondo nel vissuto di soci, docenti e studenti che hanno voluto partecipare al laboratorio.

Andrea Ortis ha animato il laboratorio con la storia del suo approccio alla Commedia di Dante e dell’Officina nella quale è stata costruita l’opera musicale. Una “bottega” l’ha definita il regista che è anche coautore dell’opera, un’opera di artigianato, non un manufatto preconfezionato e offerto al pubblico, ma un percorso guidato da una strategia di esplorazione del testo dantesco contestualizzato negli spazi e nei tempi vissuti da Dante medesimo, un Dante uomo del suo tempo con i suoi dubbi, le sue paure, i vissuti. Il percorso di costruzione dell’opera ha richiesto un preventivo lavoro di pulitura, un reset, di tutte le incrostazioni depositatesi nel corso degli studi, delle letture, che hanno costruito in ognuno di noi, nel tempo, immagini, preconcetti, modelli interpretativi e approcci che andavano eliminati come Michelangelo quando scolpiva le sue opere e pensava di togliere tutto quello che imprigionava l’anima dell’opera.

È stato un lavoro impegnativo per arrivare all’essenza, al nucleo vivo della Commedia, un viaggio che è stato quasi più importante del risultato finale perché ha coinvolto tutto il laboratorio/bottega nell’elaborazione di una visione condivisa della Commedia da portare al pubblico. L’obiettivo era fare innamorare del tesoro racchiuso nella Commedia togliendo un po’ di polvere, dice testualmente il regista, che lo ha reso difficile da affrontare, noioso a causa dell’approccio scolastico, usando linguaggi comprensibili. Nella Commedia Dante ha messo tutto, ha messo i paesaggi, i suoni, la musica, le atmosfere, i personaggi… si trattava di tradurli nei diversi linguaggi dello spettacolo. Per primo il linguaggio musicale. Le musiche originali scritte da Marco Frisina su libretto di Gianmario Pagano utilizzano diversi stili e le scelte scenografiche rendono le atmosfere connotative rispetto ai luoghi della Commedia e ai personaggi con una predominanza dell’atmosfera petrolifera di un ambiente suburbano e postatomico nell’Inferno, dei colori e delle atmosfere del foliage nel Purgatorio fino alla magia dell’aurora boreale e della bioluminescenza nel Paradiso.

Il racconto, le profonde riflessioni e le intuizioni registiche di Andrea Ortis sono state accompagnate da un saggio di due brani: Antonello Angiolillo ha cantato il primo canto dell’inferno coinvolgendo e sconvolgendo i presenti nel dar voce all’angoscia e alla paura di Dante nell’intricata selva e Bryan Boccuni ha gridato l’inno alla libertà di Catone “schiavo solo della libertà”. Lunghi applausi e commozione palpabile, attenzione tesissima dall’inizio alla fine quando nessuno voleva finisse la magia del percorso laboratoriale vissuto.

Un laboratorio, come si diceva all’inizio, non solo sul teatro, sul quale si sono proposte riflessioni di straordinario spessore, ma che ha dato spunti importanti di riflessione sulla didattica scolastica, sull’organizzazione del lavoro, sulla creatività, sui linguaggi. Un’esperienza veramente unica e straordinaria.LaVoce_Dante Dentro