Arte e Magia nella nuova grande mostra a Palazzo Roverella


Paul Klee [Public domain]

Venerdì 14 dicembre, ore 17:30: vista alla mostra Arte e Magia

Sorseggiamo l’Arte

Demoni, spiriti, streghe, maghi, vampiri, fantasmi e altre oscure presenze. Fascinosi abitanti di un immaginario che ha stregato maestri dell’arte come Kandinsky, Rodin, Munch, Basile, Klee, Previati, Mondrian.
Sono i protagonisti di Arte e Magia. Il fascino dell’esoterismo in Europa, la nuova grande mostra trasformerà le sale di Palazzo Roverella in tappe di un vero e proprio percorso iniziatico. Un viaggio alla scoperta delle correnti esoteriche che, a cavallo tra ’800 e ’900, hanno influenzato la pittura in Europa mettendola in contatto con una dimensione in cui la ragione tace e si spalancano le porte di un mondo fatto di mistero, sogno e inconscio.

Il fascino del mistero

Tra il 1880 e il 1925 l’interesse per l’esoterismo e le dottrine ermetiche riemerge con prepotenza in Europa, avvolgendo con il suo alone di mistero le arti figurative, la letteratura e l’architettura. Il desiderio di esplorare l’occulto, il sogno, l’inconscio lega a doppio filo la nuova corrente artistica del Simbolismo con la nascente psicoanalisi. Fino ad abbracciare, di lì a poco, le prime avanguardie del Novecento, il Futurismo e l’Astrattismo.

Ogni percorso iniziatico comincia con una promessa: gli iniziati non riveleranno le dottrine occulte che stanno apprendendo.
E il viaggio di Arte e Magia si apre proprio con un Invito al silenzio. Un gesto – il dito o le mani sulle labbra sigillate – che rimbalza da un’opera all’altra, da Giorgio Kienerk a Odilon Redon, intimando al visitatore di non rivelare i segreti che si prepara a scoprire. Un invito a far tacere la ragione, per ascoltare il sussurrio dell’inconscio.

Misurare l’Italiano: un convegno per i 120 anni della Dante Rovigo


In occasione dei 120 anni dalla fondazione del Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri si terrà un convegno a Palazzo Roncale, Sala degli Arazzi, il 23 e 24 novembre 2018.

Direzione Scientifica: Matteo Santipolo Università di Padova
Comitato scientifico-organizzatore: Mirella Rigobello, Benedetta Garofolin, Alberta Novello, Victoriya Trubnikova

La vitalità di una lingua, che ne fa presagire le prospettive future, si può valutare in tanti modi. Sicuramente tra i più efficaci e che meglio ne fotografano lo stato di salute, c’è quello di “misurarla” attraverso le sue varie dimensioni: dal lessico alle strutture più diffuse, dal numero di parlanti nativi a quanti la studiano come lingua seconda o straniera, fino al prestigio internazionale della sua letteratura.  Sono questi, ed altri ancora, i temi che verranno affrontati da esperti di altissimo livello scientifico nel Convegno organizzato dal Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri in occasione dei 120 anni dalla sua fondazione.

Venerdì 23 novembre dalle ore 14:45 alle ore 18:30 interverranno:

  • Cecilia Poletto (Università Padova)
  • Silvia Giugni (PLIDA Roma)
  • Carla Marello (Università di Torino)
  • Matteo Viale (Università di Bologna)

Sabato 24 novembre dalle ore 9:30 alle ore 12:30 interverranno:

  • Giulio Ferroni (Università La Sapienza Roma)
  • Michele Cortelazzo (Università di Padova)
  • Barbara D’Annunzio (PLIDA Roma)
  • Matteo Santipolo (Università di Padova)

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Cecilia Poletto (Università di Padova)

Cecilia Poletto è professore ordinario di Glottologia e Linguistica presso il dipartimento di studi linguistici e letterari dell’università di Padova e professore di linguistica italiana e francese presso l’istituto di Romanistica della Goethe Universität di Francoforte. Dal 1/10/2016 è responsabile del corso di laurea magistrale in Linguistica del dipartimento di studi linguistici e letterari dell’Università di Padova e tiene corsi di istituzioni di linguistica e sintassi. Si occupa di dialettologia e di linguistica diacronica delle varietà italiane, in particolare della loro morfosintassi. È stata professore associato presso il Dipartimento di Scienze del Linguaggio dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove ha insegnato presso il corso di laurea in Mediazione linguistica e culturale. È responsabile del progetto ASIt (Atlante Sintattico d’Italia) che mappa le caratteristiche principali dei dialetti italiani. È reviewer per le riviste Syntax, Natural Language and Linguistic Theory, Lingua, Probus e Hystorical Syntax, Glossa. Ha effettuato reviews di monografie proposte alla Oxford University Press e alla Philological Society inglese. Fa parte dei seguenti comitati editoriali: Quaderni di Lavoro dell’Atlante Sintattico d’Italia, Linguistic Variation, Historical Syntax. Journal of Italian Linguistics. È autore di più di 120 pubblicazioni tra cui ci sono due monografie Word Order in Old Italian (Oxford & New York: Oxford University Press 2014) e The higher functional field: evidence from Northern Italian Dialects (Oxford & New York: Oxford University Press 2000).

Silvia Giugni (Società Dante Alighieri, PLIDA, Roma)

Silvia Giugni è responsabile del PLIDA (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri) e Direttrice della certificazione PLIDA presso la Società Dante Alighieri Sede Centrale. Possiede pluriennale e diversificata esperienza nel campo della glottodidattica e dell’insegnamento dell’Italiano come Lingua Straniera. Si è occupata in particolare delle problematiche legate alla valutazione, all’utilizzo dei mass media nella didattica delle lingue, all’e-learning e blended-learning, allo sviluppo di materiali didattici per adolescenti e agli aspetti interculturali della glottodidattica. Ha svolto la sua attività didattica e di ricerca presso numerose istituzioni, tra cui: Bundessprachenamt, centro linguistico del Ministero della Difesa Tedesco, a Huerth (Germania), INVALSI a Roma (Centro di Ricerca sulla Formazione degli Insegnanti e la Valutazione del Ministero della Pubblica Istruzione), Pontificia Università Urbaniana di Roma, Consorzio Universitario ICoN di Pisa, Università di Roma Tre di Roma. Ha una consolidata esperienza nel campo della formazione a docenti in Italia e all’estero. Dal 2006 è alla Società Dante Alighieri. È coordinatrice scientifica e coautrice del piano curricolare della Società Dante Alighieri, Piano dei corsi ADA (Alma edizioni, Firenze 2014).

Carla Marello (Università di Torino)

Carla Marello è professore ordinario di Didattica delle Lingue Moderne al Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne presso l’Università degli Studi di Torino. Si occupa prevalentemente della lessicografia bilingue, linguistica teorica e applicata. Ha pubblicato 17 monografie e 145 articoli nelle riviste scientifiche. Fino al 2016 ha ricoperto l’incarico di editore associato dell’International Journal of Lexigraphy (Oxford University Press). È stata una delle curatrici di collane delle case editrici Zanichelli, Guerra e Edizioni dell’Orso. Dal 2013 è socio corrispondente dell’Accademia della Crusca. È membro della Euralex – European Association for Lexicography di cui è stata presidente dal 2008 al 2010. É membro dell’Associazione per la Storia della lingua Italiana, della Società di Linguistica italiana, della DILLE (Associazione di Didattica delle lingue e linguistica educativa) e dell’AATI (American Association of Teachers of Italian).

Matteo Viale (Università di Bologna)

Matteo Viale è professore associato di Linguistica italiana (L-FIL-LET/12, 10/F3) all’Università di Bologna. Ha conseguito il Dottorato di ricerca in Romanistica (2007) ed è stato assegnista di ricerca all’Università di Padova (2007-2012). Ha tenuto corsi anche nelle università di Ferrara e di Rijeka (Croazia). Le sue ricerche e le sue pubblicazioni scientifiche riguardano la storia della lingua italiana (con particolare riferimento all’italiano delle scienze e a quello dell’amministrazione), la grammatica italiana (dal punto di vista della descrizione del sistema e delle applicazioni didattiche), la didattica dell’italiano, la scrittura professionale e altri aspetti del nostro sistema linguistico. È coordinatore dell’unità di ricerca italiana del progetto europeo Erasmus+ E-LENGUA. E-Learning Novelties towards the Goal of a Universal Acquisition of Foreign and Second Languages (2015-2018) e XCELING. Towards Excellence in Applied Linguistics. Innovative Second Language Education in Egypt (2017-2020). È “Principal Investigator” del progetto di Ateneo “Alma Idea” DISPEL. Didattica speciale per le lingue di scolarizzazione: italiano e lingue classiche” (2018-2020). Accanto all’attività didattica universitaria, si occupa di educazione linguistica e formazione degli insegnanti. Si è inoltre interessato alla scrittura professionale, con consulenze per la pubblica amministrazione e numerose docenze in corsi di redazione di testi e semplificazione del linguaggio amministrativo presso enti pubblici e privati. Ha tenuto interventi a convegni, lezioni e conferenze in Italia e all’estero.

Giulio Ferroni (Università la Sapienza di Roma)

Giulio Ferroni è professore emerito di Letteratura italiana all’Università la Sapienza di Roma. Ha insegnato all’Università della Calabria dal 1975 al 1982; dal 1982 al 2012 è stato professore ordinario di Letteratura italiana all’Università di Roma “La Sapienza”. Ha tenuto corsi alla Harvard University e alle Università di Paris- VIII e Paris- X e l’University of California, Los Angeles.
Ha svolto studi sul Cinquecento italiano, ha pubblicato saggi su Ariosto, Machiavelli, Castiglione, Caro, Cellini, su problemi storiografici e questioni teoriche riguardanti il Rinascimento. Ha approfondito le questioni relative al comico e ha allargato il suo sguardo a vari aspetti della letteratura del Novecento, affrontando anche l’opera pirandelliana.
Ha raccolto l’esperienza dello studio della letteratura italiana in una ampia Storia della letteratura italiana in 4 volumi apparsi presso l’Einaudi Scuola, nel 1991 (nuova edizione aggiornata Mondadori Università, 2012-2013), che poi hanno avuto sviluppo nell’antologia Storia e testi della letteratura italiana (con la collaborazione di Andrea Cortellessa, Italo Pantani, Silvia Tatti) in 11 volumi (Einaudi Scuola e Mondadori Università, 2002-2005) e nel manuale Letteratura italiana contemporanea (Mondadori Università, 2007).
Al piano della polemica politico-culturale appartengono le lettere raccolte nel volume Lettere a Belfagor di Gianmatteo del Brica (Donzelli, 1994), Sul banco dei cattivi. A proposito di Baricco e di altri scrittori alla moda (Donzelli, 2006) e Scritture a perdere. La letteratura negli anni zero (Laterza, 2010). Una sintesi della sua prospettiva insieme “teorica” e militante è data dal volume del 1996 Dopo la fine. Sulla condizione postuma della letteratura (Einaudi, nuova edizione Donzelli, 2010).
Vari saggi sulla letteratura contemporanea sono compresi nel volume Passioni del Novecento, (Donzelli 1999). Sui problemi della scuola è il volume La scuola sospesa. Istruzione, cultura e illusioni della riforma (Einaudi contemporanea, 1997). Due diverse sintesi delle sue prospettive di studio della letteratura si trovano in Prima lezione di letteratura italiana (Laterza, 2009) e La passion predominante. Perché la letteratura (Liguori, 2009). Attualmente collabora alle pagine culturali del “L’Unità” e a “il manifesto-Alias”.

Michele Corlelazzo (Università di Padova)

Michele Cortelazzo è professore ordinario di Linguistica Italiana presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università di Padova e direttore della Scuola Galileiana di Studi Superiori dell’Università di Padova.
In precedenza ha insegnato all′Università di Trieste (Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori) e ha avuto incarichi di insegnamento e di ricerca nelle università di Saarbrücken, Innsbruck, Venezia e Ferrara. È Accademico corrispondente dell’Accademia della Crusca e Presidente dell’Associazione per la storia della lingua italiana (ASLI).
Ha tenuto lezioni e seminari in numerose università italiane ed estere (Atene, Basilea, Cracovia, Heidelberg, Klagenfurt, Lisbona, Praga, Siviglia, Tubinga, Würzburg, Zara, ecc.).
Ha pubblicato quasi 200 contributi scientifici, i più importanti dei quali sono stati riuniti in tre raccolte: Lingue speciali. La dimensione verticale (Padova, Unipress, 1990), Italiano d’oggi (Padova, Esedra, 2000), I sentieri della lingua. Saggi sugli usi dell’italiano tra passato e presente (a cura di C. Di Benedetto, S. Ondelli, A. Pezzin, S. Tonellotto, V. Ujcich, M. Viale, Padova, Esedra, 2012).
Si occupa principalmente dell′italiano contemporaneo e lingue speciali (linguaggio medico, linguaggio scientifico, linguaggio giuridico). Si è occupato anche dei processi di italianizzazione, in particolare nel Veneto, di storia della lessicografia e di insegnamento della lingua materna.
Negli ultimi anni si è dedicato soprattutto alla semplificazione del linguaggio amministrativo e di linguaggio istituzionale-politico. In questo campo ha pubblicato nel 2016 il volume Il linguaggio della politica e il capitolo Il linguaggio dei presidenti. Fa parte della REI, Rete di eccellenza dell′italiano istituzionale, promossa dalla Direzione Generale della Traduzione della Commissione Europea: dal 2006 al 2013 ne ha presieduto il Comitato di coordinamento, dal 2014 ne presiede il Comitato scientifico.
Attualmente si occupa di similarità tra testi e di attribuzione d’autore. In particolare, si è impegnato a riconoscere le affinità tra le opere di Elena Ferrante e quelle di altri autori contemporanei.

Barbara D’Annunzio (Società Dante Alighieri, PLIDA, Roma)

Barbara D’Annunzio è membro del comitato scientifico della Società Dante Alighieri di Roma dal 2014. All’interno del PLIDA della Società Dante Alighieri è responsabile del progetto ADA, coordinatrice della formazione docenti e formatrice. Ha conseguito il dottorato di ricerca all’Università Ca’ Foscari di Venezia con la tesi dal titolo “La didattica tra lingue tipologicamente distanti. Un caso: la didattica del cinese LS per apprendenti italofoni”. È stata assegnista di ricerca presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con il progetto FSE “Formazione online nell’ambito della comunicazione interculturale tra operatori economici, turistici, scientifici veneti e operatori estremo-orientali” (2009) e con il progetto “Il mantenimento delle lingue d’origine presso i migranti di seconda generazione” (2012-2014). Oltre ai contributi nei volumi miscellanei e ai diversi saggi, nel 2009 ha pubblicato una monografia L’allievo di origine cinese (Perugia, Guerra). Ha insegnato Didattica delle lingue straniere e moderne e Sociolinguistica dell’italiano in diverse università italiane (Padova, Catania, Venezia, della Calabria).

Matteo Santipolo (Università di Padova)

È professore ordinario di didattica delle lingue moderne presso il Dipartimento di Studi Linguistici e letterari dell’Università di Padova. Dopo avere studiato per alcuni semestri presso le Università di Warwick e Reading in Gran Bretagna ed in Germania, si è laureato cum laude in Lingue e letterature straniere presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi di socio-fonetica sul dialetto di Londra, un estratto della quale è stato pubblicato negli Annali di Ca’ Foscari. È stato Visiting Professor presso la University of Melbourne (Australia), la University of KwaZulu Natal di Durban (Sudafrica), la University of Malta, la Tribhuvan University di Kathmandu (Nepal), la Universidad Nacional de Tucumán (Argentina), la Eötvös Loránd University, Budapest (Ungheria), la Universität Hamburg (Germania) e la Universidad de Santiago de Compostela (Spagna). Ha tenuto corsi, seminari e conferenze, in quasi 40 paesi. È stato per 10 anni docente di Lingua e Linguistica inglese presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e direttore editoriale della Rivista ITALS. Didattica e linguistica dell’italiano come lingua straniera. Dal 2017 è direttore della rivista RILA. Rassegna italiana di linguistica applicata, fondata dal Renzo Titone nel 1969. Dal 2017 è membro del Consiglio nazionale dell’ANILS (Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere), con delega alle relazioni internazionali e ai rapporti con le altre associazioni linguistiche. Dal 2007 è socio ordinario dell’Accademia dei Concordi di Rovigo e dal 2018 fa parte del suo Consiglio Direttivo. I suoi principali ambiti di ricerca riguardano la didattica delle lingue moderne (in particolare italiano L2/LS, inglese e spagnolo), la didattica degli aspetti sociolinguistici nelle lingue straniere, la sociolinguistica, la politica linguistica e il rapporto tra la Folk Linguistics e la glottodidattica. È autore di oltre 130 pubblicazioni scientifiche (tra monografie, curatele, articoli e recensioni) in sedi nazionali ed internazionali.

Marco Angius presenta “Tempi e tempeste”


© Alessandra Lazzarotto

Un incontro con il M° Angius

Il 19 settembre 2018 alle ore 18:00 incontreremo il M° Marco Angius, Direttore musicale e artistico dell’OPV, che avrà il piacere di presentarci l’imminente stagione concertistica “Tempi e tempeste” presso la Sala degli Stucchi di Palazzo Cezza, in Piazza Vittorio Emanuele. Seguirà un aperitivo con il Maestro Angius.

Tempi e tempeste: la Stagione Concertistica 2018/19 dell’Orchestra di Padova e del Veneto

di Marco Angius
Direttore musicale e artistico, Orchestra di Padova e del Veneto

«Profondo è il pozzo del passato. O non dovremmo dirlo imperscrutabile?» scrive Mann nell’incipit di Giuseppe e i suoi fratelli. Problema anche musicale, quello del tempo e della stratificazione di opere e stili compositivi. Anzi nessuna opera contemporanea, nemmeno la più recente e inedita, nasce senza passato, lo si voglia o no.

Accanto ai tempi, il titolo della Stagione OPV 2018/2019 presenta quello di tempeste, che vanno intese sia in senso metereologico che metaforico. Non si tratta di un mero gioco di parole in quanto, in musica, assistiamo spesso a tempeste di tempi. Inevitabile il richiamo al Beethoven dionisiaco dello Sturm und Drang ma anche all’arte apollinea di Schubert, i due compositori coetanei che incarnano altrettanti principi d’invenzione musicale e che sono emblematicamente in testa alla stagione.

Il concetto di tempo è legato a quello di spazio e il Concerto di Natale sarà per gruppi spazializzati nella Basilica del Santo: non tanto musicisti dispersi nello spazio quanto musica proiettata e letteralmente portata accanto al pubblico, superando così in modo pragmatico un secolare ostacolo di fruizione acustica dell’esperienza musicale al Santo.

Il nostro tempo musicale torna con diverse figure della contemporaneità, dalla novità assoluta di Ambrosini – ispirata ad Andrea Gabrieli (Nuova commissione OPV 2018) – a Sconcerto di Battistelli su testo di Marcoaldi, fino al nuovo compositore in residenza 2019, Nicola Sani, protagonista delle prossime Lezioni di suono. A Sani, come di consuetudine, OPV ha commissionato una novità assoluta che verrà presentata accanto a due orchestrazioni di Berio: proprio Berio (1925-2003) è stato il Maestro del travestimento in musica, colui che ha mostrato la forza mimetica del comporre contemporaneo e a lui, a quindici anni dalla scomparsa, OPV rende omaggio con tre orchestrazioni memorabili. Ecco allora il tempo trasversale in cui la musica permette un viaggio percettivo unico: oltre a Berio che reinventa Verdi, Boccherini e Brahms, incontriamo John Adams orchestratore di un tardo Liszt, Ravel e Tchaikovsky con pagine schumanniane e mozartiane, Ghedini e Ambrosini con le musiche di Andrea Gabrieli, Stravinsky con l’amato Gesualdo in un gioco illimitato di fughe temporali attraverso una galleria di specchi.
Con Brahms, Berg e Ligeti il tempo si moltiplica e sospende in rotazioni orbitali, mentre il tempo fiabesco e incantato di Tchaikovsky si riflette nelle tempeste delle rare musiche di Shostakovich per il King Lear.

La Stagione si chiuderà con il maestro supremo dei giochi combinatori che creano un tempo circolare e illimitato: Bach e la sua Offerta musicale nella rilettura di Igor Markevitch che sarà il pendant ideale all’avventura iniziata qualche anno fa con L’arte della fuga.

® Silvia Lelli

Biografia

Marco Angius è un direttore d’orchestra e d’ensemble. Ha diretto Ensemble Intercontemporain, London Sinfonietta, Tokyo Philharmonic, Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, Orchestra Verdi, Orchestra della Svizzera Italiana, Orchestre de Lausanne, Orchestre de Nancy, Orchestra della Toscana, IPomeriggi Musicali, Luxembourg Philharmonie, Muziekgebouw/Bimhuis di Amsterdam.

Tra i teatri La Fenice di Venezia, Opera di Firenze/Maggio Musicale Fiorentino, Comunale di Bologna, Regio di Torino, Lirico di Cagliari, Regio di Parma.Nella vasta discografia spiccano Luci mie traditrici di Salvatore Sciarrino, Mosaîque e Mixtim di Ivan Fedele, Die Schachtel di Evangelisti,Risonanze erranti di Nono, Abyss di Donatoni, Quodlibet di Castiglioni, Noîse di Adámek (con l’Ensemble Intercontemporain) fino a Die Kunst der Fuge di Bach.

Nell’ambito del teatro musicale ha diretto La volpe astuta e Káťa Kabanová di Janáček, Sancta Susanna di Hindemith, Aspern di Sciarrino, Jakob Lenz di Rihm, Don Perlimplin di Maderna, L’Italia del destino di Luca Mosca, Il suono giallo di Alessandro Solbiati (Premio Abbiati 2016), Medematerial di Dusapin (Premio Abbiati 2018), Alfred Alfred di Donatoni, Il diario di Nijinsky di Detlev Glanert.

Già direttore principale dell’Ensemble Bernasconi dell’Accademia Teatro alla Scala, dal settembre 2015 è direttore musicale e artistico dell’Orchestra di Padova e del Veneto con cui ha all’attivo numerosi dischi e integrali sinfoniche (in particolare quelle di Beethoven e Schubert). Tra i suoi libri: Come avvicinare il silenzio (Rai Eri, 2007), Del suono estremo (Aracne, 2014). Ha inaugurato la Stagione 2016/2017 del Teatro La Fenice con l’opera Aquagrandadi Filippo Perocco (Premio Abbiati 2017), oltre a una nuova edizione delPrometeodi Luigi Nono al Teatro Regio di Parma (di imminente uscita discografica). Tra i prossimi impegni l’inaugurazione della Stagione 2018/2019 dell’Opera di Firenze con Le villidi Puccini.
Da settembre 2015 Marco Angius è il nuovo direttore musicale e artistico dell’Orchestra di Padova e del Veneto.

Riunione informativa per i corsi autunnali 2018


Corsi italiano autunno 2018

Per tutti gli interessati ai nostri corsi di italiano nella sessione autunnale del 2018

Mercoledì 12 settembre alle ore 15:00, presso l’Istituto De Amicis in Via Parenzo 6, si terrà una riunione informativa sui corsi autunnali di lingua italiana. Sono invitati tutti coloro che sono interessati a frequentare un corso per migliorare la loro conoscenza della lingua italiana durante i mesi autunnali.

Per eventuali chiarimenti chiamare il 346 0959561 (LU-VE 9.30-12.30/17.00-19.00).

OPV: stagione concertistica 2018-2019


OPV stagione concertistica 2018-2019

Photo by Ira Selendripity on Unsplash

Rinnovata la convezione tra l’Orchestra di Padova e del Veneto e la Dante Rovigo

A tutti i Soci della Dante Rovigo

È con vero piacere che anche quest’anno la Fondazione dell’Orchestra di Padova e del Veneto, ha rinnovato la convenzione  con il nostro Comitato, offrendoci l’opportunità di usufruire gratuitamente del pullman per i 12 concerti della stagione 2018-2019.

Il costo rimane invariato e precisamente:

  • vecchi abbonati: € 170.00
  • nuovi abbonati: € 180.00
  • under 35: € 50.00

I soci possono confermare la propria adesione all’iniziativa entro il 20 settembre 2018, effettuando il pagamento con i dati bancari qui di seguito e dandoci comunicazione dell’avvenuto versamento.

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La stagione avrà inizio l’11 di ottobre, qui sotto potete consultare il programma completo. Vi aspettiamo numerosi!

OPV Stagione Concertistica 2018 - 2019

Senza Parole, un percorso sul valore comunicativo della musica


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Venerdì 27 aprile ore 17.30 Salone dei Concerti del Conservatorio F. Venezze
il Maestro Gerardo Felisatti:

Senza Parole, un percorso sul valore comunicativo della musica

Parlare del linguaggio della musica richiede, in ambito gnoseologico, uno studio approfondito e basato sulla fenomenologia del suono, sulla sua percezione; tale forma di linguaggio si riconosce attraverso una analisi delle modalità con cui i suoni diventano veicoli di espressione, una identificazione delle funzioni della musica all’interno di un determinato ambiente e contesto culturale, oltre che mediante considerazioni di base sulla prassi esecutiva.

Trattare la totalità di questi aspetti in un solo incontro non sarebbe materialmente possibile, occorre quindi dirigere il percorso di analisi verso una via più empirica ma altrettanto affascinante.

Un primo passo verso l’individuazione della tematica, parte dal concetto generale della musica come “linguaggio universale”; definizione che consegna a noi echi di radici antiche attraversando in maniera più o meno esplicita la storia del pensiero occidentale.

Trattandosi di un vero linguaggio, la musica ha in sé tutte le caratteristiche di una lingua, una struttura e grammatica, un ordine e logica definiti, condivisi e costantemente supportati. Esattamente come un linguaggio, la musica si è profondamente modificata nel corso degli anni, assolvendo a diverse funzioni, ruoli e acquisendo (o perdendo) valori.

Viene così proposto un percorso non tanto di carattere storico o musicologico, ma vivo e reale legato a tali aspetti. Non sarà possibile illustrare in modo esaustivo tutti gli esempi e le esperienze relative ai linguaggi musicali. Ma l’ausilio di ascolti, esempi pratici ed esecuzioni dal vivo, permetteranno di arrivare a comprendere maggiormente il valore comunicativo della musica.

Quale educazione finanziaria? Le nuove parole della finanza


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Il 27 marzo 2018, alle ore 17.30 presso Palazzo Roncale, il Prof. Mario Pomini, docente di Economia Politica e Scienza delle Finanze all’Università di Padova, ci introdurrà alle nuove parole della finanza.

La crisi del 2008 ha mostrato, da un lato, l’importanza della finanza per l’economia reale, ma dall’altro anche la mancanza di una reale cultura finanziaria.

Questo è successo perché negli anni Novanta il modo della finanza ha subito una straordinaria evoluzione, sia nelle finalità che nelle modalità operative.
L’incontro ha lo scopo di introdurre e spiegare alcune importanti aspetti della finanza contemporanea attraverso lo studio di alcuni termini adottati che appartengono spesso ad altri campi semantici, come contagio, titolo tossico, titolo derivato ed altri.

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“Fake” o “Bad” News? Etica e verità della comunicazione


Un’evento organizzato dal Gruppo Giovani della Società Dante Alighieri – Comitato di Rovigo

3 marzo 2018, dalle 17:00 alle 19:00 presso l’Aula Magna del Liceo Scientifico Paleocapa

Il tema delle fake news (‘false notizie’) si sta affermando nel dibattito pubblico come uno dei problemi più pericolosi e insidiosi della contemporaneità, data la contagiosità e la manifesta ingovernabilità di tale fenomeno. Tuttavia, notizie false sono sempre esistite nel corso della Storia occidentale.

Pertanto, la specificità del problema odierno delle fake news deve essere individuato in qualcosa di differente dalla semplice falsità. I mezzi di comunicazione di massa, l’informazione digitale ed un’educazione al ribasso degli utenti che indiscriminatamente ne fanno utilizzo pongono in essere tratti inediti delle fake news, la cui dannosità caratterizzante si esprime nella trama indifferenziata di una cattiva informazione con alternative sempre più ridotte. Così, il problema della singola notizia falsa deve essere ricondotto a quello plurale delle cattive notizie e, più generalmente, della cattiva informazione.

Locandina Gruppo Giovani evento 3 marzo