Tre romanzi, tre città, tre “casi letterari”


Quer pasticciaccio brutto, Venere privata, Sostiene Pereira

Tre romanzi, tre città, tre “casi letterari”

Lodo, Lamantea, Gasparini

Tre romanzi di autori e di periodi tra loro molto diversi. Eppure, a ben guardare, possono essere molti gli aspetti che li accomunano: ogni volta una città sullo sfondo, un crimine che è stato commesso, un’indagine cui non ci si può sottrarre e che forse va oltre il limite del conoscibile… e poi ci sono loro, i tre protagonisti occupati sì a trovare un colpevole ma, soprattutto, a restituire ordine a contesti insensati o intrisi di violenza, e che in fondo sembrano essere solamente alla ricerca di sé stessi.

In occasione della “Giornata della Dante“, il Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri organizza un incontro con i già noti relatori Lodo, Lamantea e Gasparini su tre autori di romanzi che coinvolgono tre città, tre “casi” letterari, tre opere “sui generis” che hanno avuto grande influenza non solo in ambito letterario ma anche nel costume, nella musica e nel cinema.

L’incontro si terrà mercoledì 1 giugno dalle 17 alle 18.30 presso la Sala Consigliare della Provincia di Rovigo in via L. Ricchieri detto Celio 10.

Le ragioni di Ungaretti, oggi


Venerdì 4 marzo alle ore 18.00 si terrà l’incontro “Le ragioni di Ungaretti, oggi” con il Prof. Antonio Lodo.

La conversazione, richiamando alcune poesie e riflessioni critiche e di poetica, intende evidenziare la fede assoluta di Ungaretti nella parola, intesa come “mezzo” e come “luogo” insieme di esplorazione, di libertà, …

L’incontro si potrà seguire sulla piattaforma Zoom:

https://us02web.zoom.us/j/83292473344

Dante, l’Oriente e la Terra Santa


Con la grande tradizione classica greco-romana, anche le conoscenze scientifiche e le riflessioni filosofiche del mondo arabo, si sa, hanno concorso alla formazione della cultura medievale europea, caratterizzata in modo determinante dallo sviluppo del pensiero cristiano. 

Al di là di riferimenti particolari, relativi alla concezione geografico-astronomica o per esempio al fenomeno delle Crociate (vedi Cacciaguida), taluni studiosi hanno visto nella Divina Commedia prove o tracce evidenti dell’influenza di tradizioni e opere religiose islamiche: “prove” accolte con estrema cautela, con diffidenza e spesso con scetticismo, dalla più gran parte della critica dantesca. 

Tuttavia, indagini recenti (vedi Maria Corti) sulla leggenda del viaggio di Ulisse, il folle volo di Inferno XXVI, hanno riaperto in certo modo la questione, “affascinante capitolo di storia della cultura medievale” – ha scritto l’arabista F. Gabrieli -, oltre che “della biografia intellettuale e dell’arte di Dante”.

Di questo si occuperanno Don Andrea Valiero e il Prof. Antonio Lodo venerdì 26 novembre alle ore 21 presso la Chiesa di San Bartolomeo Apostolo a Rovigo durante l’incontro Dante, l’Oriente e la Terra Santa. Gli interventi saranno accompagnati dall’arpa di Irene Pengo.

Si consiglia di arrivare in anticipo per consentire i controlli anti-Covid.

Dante: dalla magia ai quanti


Il Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri ha aderito al progetto “Rovigo città che legge” in collaborazione con il Liceo Celio Roccati. L’incontro “Dalla lettura ai quanti” a cura del Prof. Antonio Lodo prevede letture degli studenti del liceo e si terrà sabato 4 settembre 2021 alle ore 20:30 nell’atrio di Palazzo Campo.

L’infinita fecondità dei versi della Commedia ha prodotto nel tempo le suggestioni e le indagini più varie, dalla popolaresca diceria sul Dante reduce visitatore dell’Inferno alla scoperta dell’ideatore di un universo dalle caratteristiche post-einsteniane: per esemplificare, dall’episodio delle donne di Verona citato da Boccaccio, alla fama di negromante, al giudizio di Mandelstam sulla necessità della teoria dei quanti per comprendere il poeta, alle recenti letture del cosmo dantesco immaginato come “ipersfera”.

Si propongono, con la lettura di alcuni passi significativi, esempi della sconfinata e perfino sorprendente proliferazione di idee che l’opera di Dante ha provocato, e continua a provocare, nei lettori di ieri e di oggi.

Per partecipare sarà necessario esibire il Green Pass.

“Il primo e l’ultimo della Commedia”


Dalla selva oscura alla visione di luce del Paradiso

Conversazione di ANTONIO LODO

Mercoledì 14 aprile alle ore 18 il Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri organizza un incontro con il Prof. Antonio Lodo.

Oggetto della conversazione sono i canti I dell’Inferno e XXXIII del Paradiso.  Di ciascuno di questi due canti vengono proposte, nell’ordine, una parafrasi, la lettura e brevi note di commento. Con la parafrasi, quasi verso per verso, si confida di agevolare la comprensione letterale del testo. 

Con le note finali di commento si suggeriscono alcuni esempi, parziali, della complessità di aspetti tematici e intellettuali dei canti. L’ascolto vale solo come un possibile avvio a una lettura personale, e autonoma, del testo dantesco.

Seguiteci sul nostro canale YouTube La Dante Rovigo (https://www.youtube.com/channel/UCO495veK7ORFOtRtudyySng/featured).

Dante 700: Prologo dantesco


In preparazione degli eventi per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, il nostro Comitato apre con una conferenza dal titolo “Prologo Dantesco” tenuta da Antonio Lodo, storico e scrittore del nostro territorio.

Da sempre, si può dire, che la Commedia richiede al lettore un impegno che è del tutto singolare, per molti versi assai simile a quello richiesto per il testo della Bibbia: perciò la lettura della stessa implica la conoscenza di tanti disparati dati ed elementi storico-culturali anche complessi.

Locandina-incontro-7-settembre-2020

Gli eventi di novembre 2018


Il calendario degli eventi della Dante Rovigo per questo mese

Venerdì 16 novembre ore 17,30, Sala degli Stucchi di Palazzo Cezza

Antonio Lodo presenterà il libro “Vivrò per sempre” di Patrizia Ferrante. Il libro è tratto da una storia vera, che dimostra come il grande amore duri oltre il tempo
Sarà presente l’autrice

Martedì 20 novembre, Sala degli Stucchi di Palazzo Cezza

Ore 17:00 incontro con l’ambasciatore della mostra “Arte e Magia” che ci introdurrà ai contenuti della stessa. Abbiamo già prenotato la visita guidata per venerdì 14 dicembre alle ore 17:30; chi è interessato è pregato di darne comunicazione.

Ore 17:45 conferenza sul tema “Leopardi – Stendhal: i costumi degli italiani” a cura di Antonio Lodo

Nei primi decenni dell’Ottocento due grandi della letteratura, del tutto diversi per formazione esperienze  e scrittura, ci offrono nelle loro opere descrizioni e osservazioni sui “caratteri” e sui “costumi” degli Italiani del loro tempo che colgono con straordinaria acutezza e in profondità tanti fondamentali tratti di quei caratteri: evidenziandone aspetti di secolari modi di manifestazione e di formazione, le continuità e le evoluzioni fino al momento storico ad essi contemporaneo

23-24 novembre Convegno “Misurare l’Italiano”

Tutte le informazioni sul convegno per festeggiare i 120 anni dalla fondazione della Dante Rovigo a questo link.

Apertura Anno Sociale 2017


Foto Lodo

Francesco de Sanctis e la storia della letteratura italiana: un capolavoro della cultura storiografica italiana visto dal professor Antonio Lodo

di Antonio Gardin

A duecento anni dalla nascita di Francesco De Sanctis (28 marzo 1817 a Morra Irpino) il Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri ha voluto aprire il nuovo anno sociale con una straordinaria relazione del professor Antonio Lodo dal titolo “Francesco De Sanctis e la storia della letteratura italiana” nella splendida Sala dei Convegni di Palazzo Roncale venerdì 20 gennaio, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dell’Amministrazione Comunale di Rovigo.

Dato il tema ci si sarebbe aspettati una dotta relazione per pochi addetti ed invece l’erudizione e la passione del Professor Antonio Lodo hanno dato vita ad una coinvolgente riappropriazione di un capolavoro della storiografia italiana (Giovanni Getto) e del suo autore, definito da Antonio Gramsci “critico militante” dotato di “fervore appassionato” che con la sua opera ha dato vita ad un “nuovo concetto di ciò che è nazionale”.

Di questi tempi, per l’Italia, ma anche per l’Europa, così poveri di ideali e di personaggi illuminati con idee e progetti di grande respiro, c’era proprio bisogno di un “ritorno a De Sanctis” (Benedetto Croce) per il suo esemplare impegno politico, educativo, letterario, culturale e di ricerca e riprendere la sua opera più conosciuta e importante “La Storia della letteratura Italiana” che René Wellek ha definito “esempio della critica e storiografia letteraria europea dell’800 … la più bella storia letteraria sia mai stata scritta”.

Il Comitato della Dante Alighieri di Rovigo ha così motivato la sua scelta ricevendo per questo l’encomio del Comitato Nazionale e l’entusiasmo del Parco letterario Francesco De Sanctis di Morra Irpino “De Sanctis critico letterario, filosofo e uomo politico italiano. Massimo esponente italiano della critica romantica, formulò le sue originali teorie partendo dal concetto hegeliano dell’identità di forma e contenuto.

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La Storia della letteratura italiana (1870-71), capolavoro della storiografia letteraria, si pone anche come storia della coscienza nazionale e salva nella visione d’insieme l’autonomia delle singole opere”.
Dopo le rituali presentazioni, i saluti del vicesindaco della città di Rovigo Ezio Conchi e i dovuti ringraziamenti della Presidente del Comitato LaDante di Rovigo professoressa Mirella Rigobello che ha aperto uffialmente l’anno sociale 2017, Antonio Lodo ha aperto la prima parte della sua relazione dedicandola alle date significative della biografia di Francesco De Sanctis e alla ricostruzione della sua straordinaria vicenda umana, del suo impegno culturale e civile, dalla nascita a Morra Irpino da una famiglia di modesti proprietari terrieri, alla sua formazione a Napoli alla scuola dello zio Carlo nella quale maturò l’amore per la letteratura, la storia e l’insegnamento. In quella scuola non si insegnava in modo cattedratico, ma attraverso la discussione, il lavoro sui testi, l’analisi.

Diresse e fondò parecchie scuole e soprattutto insegnò a Napoli, Torino, Zurigo, studiò anche il tedesco e tradusse la Logica di Hegel. E poi ricorda il suo intenso impegno civile e politico: partecipò ai moti risorgimentali del 1848, arrestato e rinchiuso in Castel dell’Ovo per due anni, esiliato ma riparato a Torino dove collaborò a varie riviste e insegnò all’università. Nominato governatore di Napoli da Garibaldi, venne eletto deputato nel Parlamento italiano e ricoprì a più riprese il ministero della pubblica istruzione. Ma Lodo non snocciola soltanto date e fatti, racconta una vita, le relazioni famigliari, umane, culturali, ricordando aneddoti (splendido quello della visita di Giacomo Leopardi a Napoli alla scuola dello zio Carlo) e leggendo frammenti di ricordi e citazioni. Per poi immergersi nella Storia della Letteratura Italina nella quale si condensano le concezioni di De Sanctis rispetto alla materia trattata.

Lodo sottolinea che De Sanctis, partendo dalla concezione idealistica dell’arte, arriva al rifiuto di quella impostazione perché schematica, fatta di rigidi canoni e categorie astratte, per invitare invece ad entrare nell’opera, per scoprire le linee di pensiero dell’autore. Nell’opera d’arte ci deve essere lo scrittore, l’uomo, non artificiosamente, ma autenticamente. La Commedia è immensa perché dalla poesia emerge Dante, l’uomo, la “pianta uomo”. De Sanctis vuole unire arte e vita denunciando la “distanza” di certe opere letterarie dalla realtà autentica. La grande letteratura disegna un mondo reale e ciò che è vivo nella letteratura è vivo nella coscienza e si nutre dei valori morali e civili. Per De Sanctis il contenuto dell’opera d’arte è l’ideale calato nella natura e nell’uomo, qualcosa di molto concreto, situato. E’ la situazione come nucleo vitale ad essere fonte di “poesia”, contenuto/materia colta in un dato momento, in quel determinato complesso di circostanze, caratterizzato, concreto. Quindi non una “forma” astratta ma contenuto e forma insieme, non un’idea ma una “cosa”.
La Storia della Letteratura Italiana di Francesco De Sanctis è stata pensata come manuale per i Licei ma si rivela opera di straordinaria novità per i suoi temi e caratteristiche e per lo stile e la scrittura: segue una linea cronologica con una impostazione storicistica utilizzando una sintassi “paratattica” vicina al parlato con un lessico sobrio ma ricco di aforismi e coloriture, mosso da “drammaticità” (antitesi, contrapposizioni, …) e con uno stile “didattico” (domande, …) che gli deriva dalla passione e dalla pratica dell’insegnamento. Il risultato è un’opera densa, avvincente, sempre attuale, un percorso della coscienza nazionale attraverso i suoi mondi poetici che Antonio Lodo ha saputo far apprezzare per la sua attualità e bellezza.