Riunione informativa per i corsi autunnali 2018


Corsi italiano autunno 2018

Per tutti gli interessati ai nostri corsi di italiano nella sessione autunnale del 2018

Mercoledì 12 settembre alle ore 15:00, presso l’Istituto De Amicis in Via Parenzo 6, si terrà una riunione informativa sui corsi autunnali di lingua italiana. Sono invitati tutti coloro che sono interessati a frequentare un corso per migliorare la loro conoscenza della lingua italiana durante i mesi autunnali.

Per eventuali chiarimenti chiamare il 346 0959561 (LU-VE 9.30-12.30/17.00-19.00).

Senza Parole, un percorso sul valore comunicativo della musica


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Venerdì 27 aprile ore 17.30 Salone dei Concerti del Conservatorio F. Venezze
il Maestro Gerardo Felisatti:

Senza Parole, un percorso sul valore comunicativo della musica

Parlare del linguaggio della musica richiede, in ambito gnoseologico, uno studio approfondito e basato sulla fenomenologia del suono, sulla sua percezione; tale forma di linguaggio si riconosce attraverso una analisi delle modalità con cui i suoni diventano veicoli di espressione, una identificazione delle funzioni della musica all’interno di un determinato ambiente e contesto culturale, oltre che mediante considerazioni di base sulla prassi esecutiva.

Trattare la totalità di questi aspetti in un solo incontro non sarebbe materialmente possibile, occorre quindi dirigere il percorso di analisi verso una via più empirica ma altrettanto affascinante.

Un primo passo verso l’individuazione della tematica, parte dal concetto generale della musica come “linguaggio universale”; definizione che consegna a noi echi di radici antiche attraversando in maniera più o meno esplicita la storia del pensiero occidentale.

Trattandosi di un vero linguaggio, la musica ha in sé tutte le caratteristiche di una lingua, una struttura e grammatica, un ordine e logica definiti, condivisi e costantemente supportati. Esattamente come un linguaggio, la musica si è profondamente modificata nel corso degli anni, assolvendo a diverse funzioni, ruoli e acquisendo (o perdendo) valori.

Viene così proposto un percorso non tanto di carattere storico o musicologico, ma vivo e reale legato a tali aspetti. Non sarà possibile illustrare in modo esaustivo tutti gli esempi e le esperienze relative ai linguaggi musicali. Ma l’ausilio di ascolti, esempi pratici ed esecuzioni dal vivo, permetteranno di arrivare a comprendere maggiormente il valore comunicativo della musica.

Quale educazione finanziaria? Le nuove parole della finanza


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Il 27 marzo 2018, alle ore 17.30 presso Palazzo Roncale, il Prof. Mario Pomini, docente di Economia Politica e Scienza delle Finanze all’Università di Padova, ci introdurrà alle nuove parole della finanza.

La crisi del 2008 ha mostrato, da un lato, l’importanza della finanza per l’economia reale, ma dall’altro anche la mancanza di una reale cultura finanziaria.

Questo è successo perché negli anni Novanta il modo della finanza ha subito una straordinaria evoluzione, sia nelle finalità che nelle modalità operative.
L’incontro ha lo scopo di introdurre e spiegare alcune importanti aspetti della finanza contemporanea attraverso lo studio di alcuni termini adottati che appartengono spesso ad altri campi semantici, come contagio, titolo tossico, titolo derivato ed altri.

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Palazzo Roverella: Le Secessioni Europee


Venerdì 27 ottobre presso il Palazzo Roverella – ore 17.00, visita alla mostra

Le Secessioni Europee

Monaco – Vienna – Praga – Roma

L’onda Della Modernità

L’esposizione propone per la prima volta un panorama complessivo delle vicende storico-artistiche dei quattro principali centri in cui si svilupparono le Secessioni –  Monaco, Vienna, Praga e Roma –  attraverso le opere di Gustav Klimt, Franz Von Stuck, Kolo Moser, Felice Casorati, Josef Vàchal, per citarne alcuni.
In mostra dipinti, disegni, litografie, manifesti originali, arredi, sculture, gioielli, arazzi, ceramiche evidenzieranno differenze, affinità e tangenze dei diversi linguaggi espressivi nel primo vero scambio culturale europeo.

L’italiano nel mondo oggi


Iniziano i seminari del Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri

di Antonio Gardin

Il Professor Paolo Emilio Balboni linguista e studioso di glottodidattica, docente di Didattica delle lingue dell’Università Cà Foscari di Venezia, Direttore del Centro Linguistico di Ateneo (CLA) e Centro di Didattica delle Lingue (CDL), Presidente della Società Italiana di Didattica delle Lingue e Linguistica Educativa (DILLE), Vicepresidente della Fédération internationale des professeurs de langues vivantes (FIPLV) e fondatore del laboratorio ITALS (ricerche sull’apprendimento e insegnamento dell’italiano come lingua straniera nel mondo e formazione dei docenti di italiano per stranieri), ha aperto il ciclo di seminari a Palazzo Roncale organizzato dal Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri.

Il titolo del ciclo è “Veneto, Italia, mondo: riflessioni sul repertorio linguistico tra passato, presente e futuro” e la direzione scientifica è stata affidata al Professor Matteo Santipolo, docente di linguistica dell’Università di Padova e direttore editoriale della Rivista ITALS. Il percorso seminariale è stato fortemente voluto dalla Presidente del Comitato della Dante di Rovigo Professoressa Mirella Rigobello che intende offrire alla città, ma non solo, l’opportunità di conoscere e approfondire l’identità linguistica e nello stesso tempo aprirla ad un rapporto più consapevole con le lingue del mondo.

Il ciclo di seminari è collegato con il percorso del passato anno sociale dal titolo “Evoluzione o involuzione della lingua italiana?” e intende approfondire anche il rapporto tra l’italiano e il dialetto (o meglio “lingua”) veneto. La Presidente ha ricordato inoltre l’intensa attività del Comitato di Rovigo nell’organizzazione e gestione dei corsi PLIDA (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri) per la certificazione d’italiano come lingua straniera, l’aggiornamento degli insegnanti, risorse e progetti didattici, l’assistenza linguistica a migranti e cittadini immigrati: quest’anno seguiti da 200 corsisti.
La Presidente Rigobello, dopo i ringraziamenti per la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo per l’ospitalità e l’accoglienza nella splendida sala conferenze di Palazzo Roncale e il patrocinio del Comune di Rovigo, ha aperto i lavori presentando e motivando l’intero percorso seminariale che intende rivolgersi in particolare ai docenti di lingua in risposta anche al recente appello del Gruppo di Firenze di 600 docenti universitari contro il declino dell’italiano a scuola e il recupero della centralità dell’acquisizione degli strumenti linguistici di base da parte degli studenti.
Matteo Santipolo, direttore scientifico del percorso, ha presentato quindi l’illustre ospite, il Professor Paolo Emilio Balboni, fornendone un efficace ritratto a dimostrazione della sua straordinaria competenza e passione.
Prima di entrare nel vivo della sua relazione, Balboni non trascura di lodare l’impegno del Comitato Dante di Rovigo, della Presidente e del suo staff, nel portare avanti con coraggio e determinazione le attività di animazione e formazione in particolare per i sempre più numerosi e apprezzati corsi Plida.
Ma inizia ponendo subito il problema che intende approfondire e cioè l’insegnamento dell’italiano oggi nel 2017 guardando in particolare cosa c’è nel panorama che vediamo e cosa affiora oltre l’orizzonte. La sua relazione si avvale di tutta una serie di dati che presenta in modo critico per far capire quello che succede, e, in una visione prospettica, per poter pianificare azioni e progetti. La presenza dell’italiano nel mondo non è mera questione linguistica e culturale, è promozione dell’Italia e del “sistema paese”. E significa che l’insegnamento dell’italiano è una delle più importanti leve a sostegno dell’esportazione dei prodotti italiani.

Agli Stati Generali dell’Italiano nel mondo che cambia, tenutisi a Firenze (2014 e 2016), sono stati presentati i dati del primo censimento completo sulla diffusione dell’insegnamento dell’italiano all’estero (disporre infatti di una ricognizione esaustiva della diffusione dell’italiano significa avere uno strumento con il quale orientare in maniera mirata le attività culturali della rete diplomatico-consolare e degli Istituti Italiani di Cultura).

Negli ultimi anni è sempre più evidente l’esistenza di un forte legame tra l’italiano ed il Made in Italy. La lingua italiana è infatti la seconda più utilizzata nel panorama delle insegne commerciali in tutto il mondo anche in settori economici diversi da quelli tradizionali, a dimostrazione di come l’italiano sia considerato una lingua che piace anche perché associato, nell’immaginario collettivo, alle tante produzioni di eccellenza del nostro paese. Balboni presenta i dati 2014/15 dai quali emerge che sono ben 2233 i corsi di italiano sostenuti e organizzati dal Maeci (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale). Di questi corsi La Società Dante Alighieri ne gestisce il maggior numero, circa 200.
La promozione della lingua italiana all’estero è uno dei principali strumenti di cui dispone il nostro Paese e riveste un ruolo di interesse prioritario per la politica estera italiana.
La conoscenza della lingua italiana rappresenta infatti la chiave di lettura necessaria per entrare in contatto con la nostra cultura in senso ampio e per meglio comprendere le dinamiche del “Vivere all’italiana”. Dall’analisi dei dati sulla diffusione dell’italiano nel mondo emerge che oltre due milioni di stranieri scelgono di studiare la nostra lingua per avvicinarsi al nostro ricchissimo patrimonio artistico e creativo.
Questo è quello che succede nel mondo, ma quali sono, per il professor Balboni, i trend, le linee di tendenza che caratterizzano i movimenti in atto nel mondo?
Si è parlato tanto di globalizzazione, ora è necessario parlare di “glocalizzazione” questa è la nuova tendenza. L’inglese ha smesso di appartenere ad alcuni paesi per diventare ELF (Extremely Low Frequency) una lingua “franca”, con grande disagio per i paesi madrelingua. In presenza di questo fatto le altre lingue, dice Balboni, possono prendere due strade: legarsi al proprio territorio (local) diventandone testimonial, come sta facendo la Svezia, oppure “slegarsi” dal territorio per diventare lingue di “stati d’animo”, di una filosofia di vita (glocal).

La glocalizzazione pone al centro della sua “filosofia”, l’individuo, la persona umana, il patrimonio locale materiale e immateriale della persona e del gruppo di appartenenza, il “micro” (local) ma senza perdere di vista la sua relazione con il “macro” (global). E il Professore presenta esempi concreti di questa tendenza come Eataly la grande catena commerciale di Farinetti specializzata nella vendita e nella somministrazione di generi alimentari italiani in tutto il mondo. E parla delle tre effe, Food (cibo), Fashion (moda) e Ferrari e Fca (auto) come esempio delle eccellenze italiane apprezzate nel mondo e degli slogan come “italian is sexy” o “Italian in cool” che circolano nel mondo a riprova dell’amore per il vivere italiano.

Queste nuove prospettive si possono riassumere in alcune linee di tendenza che Balboni non enuncia solamente ma arricchisce di esempi concreti con la sua eloquenza straordinaria, capace di farsi comprendere da chiunque ed entrare subito in empatia con qualsiasi livello di ascolto. L’Italia è passata dalla cultura dell’”otium” a quella del “negotium” (non per niente è l’ottava economia mondiale, la terza europea, la seconda potenza manifatturiera e la seconda meta turistica a livello mondiale) conciliando e nobilitando entrambi: il distacco e il rilassamento dell’otium “feconda” il negotium il quale a sua volta dà dignità all’otium (Marc Fumagalli). E’ la nuova filosofia del vivere italiano.
E sul piano linguistico si apre la prospettiva del ritorno alla grande tradizione culturale che necessita però di approcci metodologici innovativi in linea con quelli che vengono utilizzati per l’insegnamento/apprendimento delle lingue straniere e richiedono docenti professionisti e materiali adatti e scientificamente testati. Il docente, professionista dell’insegnamento, deve diventare anche professionista di marketing perché deve saper “vendere” l’Italia così come la vedono e la vogliono nel mondo.
Dopo aver caricato di orgoglio e di grandi aspettative il numeroso e colto pubblico intervenuto, il Professor Balboni conclude sottolineando che i temi trattati, in modo a suo dire frettoloso, sono di grande attualità ed evidenziano sfide importanti per i prossimi anni e richiedono consapevolezza delle grandi potenzialità della lingua italiana nel mercato delle lingue ma, più in generale, delle ricadute concrete che la diffusione della nostra cultura può avere per l’intero sistema Italia.

L’Italiano nel mondo oggi: diffusione e insegnamento


L'italiano nel mondo oggi: diffusione e insegnamento

Esistono due modi di ragionare sull’insegnamento dell’italiano nel mondo:

  • Un approccio numerico, che non può mancare ma che è meno preciso di quanto l’apparente ‘verità’ dei numeri possa far credere;
  • Un approccio apparentemente meno scientifico, basato su linee di tendenze che si colgono stando in contatto con quello che succede nel mondo.

L’intervento di Paolo Balboni usa entrambi gli approcci, ma privilegia il secondo in una panoramica propria di chi il mondo lo conosce bene e lo interpreta.

PAOLO E. BALBONI

Balboni_2016Nato nel 1948 in Italia, frequenta la scuola primaria in Argentina e Cile e la secondaria a Bologna. Si laurea nell’Università di Venezia e completa al sua formazione con due borse Fulbright negli Stati Uniti.
Dopo un periodo come docente di Didattica dell’Italiano all’Università per Stranieri di Siena, dove è anche Pro-rettore e dirige il Centro Linguistico, viene chiamato a Venezia, dove è professore ordinario di Didattica delle Lingue: è stato Preside della Facoltà di Lingue, ha Diretto il Dipartimento di Scienze del Linguaggio, dirige il Centro Linguistico ed ha fondato il Laboratorio Itals, per la formazione dei docenti di italiano nel mondo, e il Laboratorio di Teoria della Comunicazione. È stato Presidente dell’Associazione Nazionale Insegnanti di Lingue Straniere (1993-2001) ed è dal 2016 presidente mondiale della Fédération Internationale des Professeurs de Langues Vivantes.
Ha scritto oltre 100 saggi e oltre 20 volumi ed ha curato una decina di opere, tutte nell’ambito dell’insegnamento della lingua materna, seconda, etnica e straniera. Dirige tre riviste e tre collane di glottodidattica.

Ciclo di Seminari a Palazzo Roncale


Veneto, Italia, mondo: riflessioni sul repertorio linguistico tra passato, presente e futuro

Direzione scientifica: Matteo Santipolo (Università di Padova)

Nel corso degli ultimi Stati generali della lingua italiana tenutisi a Firenze nell’ottobre del 2016 è emerso che l’italiano è oggi la quarta lingua più studiata al mondo. Ma se da un lato il suo ruolo come lingua pan-nazionale è ormai riconosciuto e consolidato, dall’altro non meno importante, anche in prospettiva culturale, è il ruolo che ancora oggi riveste nelle varie regioni l’uso del dialetto. Questo ciclo di seminari, grazie al contributo di esperti di fama internazionale, cerca di riflettere dunque sia sullo status dell’italiano dentro e fuori dai confini nazionali, sia sul suo rapporto con le lingue locali in diversi ambiti (dal cinema alla toponomastica), tanto da una prospettiva diacronica quanto sincronica. Grande spazio, ma non esclusivo, sarà inoltre dedicato alla situazione linguistica del Veneto.

Circolo Seminari a Palazzo Roncale - Rovigo

Francesco de Sanctis e la storia della letteratura italiana


La Dante Rovigo celebra l’apertura dell’anno sociale 2017

Venerdì 20 gennaio alle ore 17:00, nella Sala Convegni di Palazzo Roncale, il Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri celebra il bicentenario della nascita di Francesco de Sànctis e la storia della letteratura italiana a cura del Prof. Antonio Lodo.

“De Sanctis critico letterario, filosofo e uomo politico italiano. Massimo esponente italiano della critica romantica, formulò le sue originali teorie partendo dal concetto hegeliano dell’identità di forma e contenuto. La Storia della letteratura italiana (1870-71), capolavoro della storiografia letteraria, si pone anche come storia della coscienza nazionale e salva nella visione d’insieme l’autonomia delle singole opere.”

 

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