Si celebrano quest’anno gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, il Santo patrono d’Italia che ha segnato la storia del mondo occidentale ben al di là dei confini della fede: filosofo della povertà, poeta della natura, rivoluzionario dello spirito.
Un’eredità così potente da non poter essere ignorata da Dante Alighieri che, nell’XI Canto del Paradiso, gli riserva uno dei ritratti più iconici della Divina Commedia. È San Tommaso d’Aquino a farsi voce narrante, e la sua è una vera e propria celebrazione che ripercorre la vita di Francesco ad Assisi fino al suo “matrimonio mistico con Madonna Povertà”, ovvero alla sua scelta radicale di abbandono dei beni terreni.
Una scelta che Dante non descrive come rinuncia, ma come conquista. Francesco è “un sole”, scrive Dante, sorto per illuminare la Chiesa in un’epoca di corruzione e smarrimento morale. Questi versi sono considerati quasi un atto politico e poetico insieme. Dante, infatti, racconta la storia umana di Francesco e sottolinea la sua povertà come valore assoluto, anche per criticare la deriva presa dalla Chiesa del suo tempo, la stessa che nel canto successivo contrapporrà a San Domenico. La figura del Poverello diventa così, nella Commedia, uno specchio in cui l’umanità è chiamata a riconoscersi.
Il 20 maggio, alle 17.30, a Rovigo, nella Sala degli Arazzi di Palazzo Roncale, questo intreccio straordinario prenderà vita.
La Società Dante Alighieri ha voluto organizzare un evento che celebri la figura di San Francesco proprio nell’ottavo secolo dalla sua morte e lo farà grazie alla presenza del Prof. Emerito Giulio Ferroni, saggista, storico, letterato emerito c/o Università La Sapienza di Roma, presidente del Comitato scientifico della Società Dante Alighieri sede centrale, che terrà una conferenza su San Francesco e le sue connessioni con Dante e Giotto, l’altro grande testimone visivo della stagione francescana, autore degli affreschi della Basilica di Assisi che traducono in immagine ciò che Dante esprime in versi.
Nel corso dell’incontro, inoltre, Mattia Tridello presenterà il percorso “Rovigo Città Francescana”, dedicato alla riscoperta delle testimonianze francescane presenti nel territorio rodigino.
Prof. Giulio Ferroni: una vita nella letteratura
Nato a Roma nel 1943 e formatosi alla Sapienza sotto la guida di Walter Binni, Giulio Ferroni è stato professore ordinario di letteratura italiana all’Università La Sapienza dal 1982 al 2012, dove ha diretto il dottorato di ricerca in Italianistica. Ha tenuto corsi alle università di Harvard University, University of California, Los Angeles, Université Paris VIII, Université Paris X ed ETH Zürich. È autore di studi sulle più diverse zone della letteratura italiana — da Dante a Antonio Tabucchi — e dell’ampio manuale Storia della letteratura italiana (1991 e 2012).
Il suo rapporto con Dante è profondo e continuativo: nel 2020 ha pubblicato L’Italia di Dante. Viaggio nel paese della Commedia, con cui ha vinto il Premio Viareggio Rèpaci e il Premio Mondello nella sezione Opera critica. Un libro in cui Ferroni segue fisicamente i luoghi della Commedia attraverso l’Italia, ritrovando in ogni angolo del paese la voce di Dante in dialogo con il presente. Nel 2023 ha inoltre assunto la presidenza del Comitato scientifico della Società Dante Alighieri.
La sua conferenza rodigina si inserisce in questo solco: leggere Francesco d’Assisi attraverso la lente di Dante significa capire come il Medioevo abbia saputo produrre figure capaci di parlare ancora a noi, oggi. E affiancare a questa lettura Giotto — che dipinge Francesco negli stessi anni in cui Dante scrive il Paradiso — significa scoprire come arte e poesia, immagine e parola, abbiano lavorato insieme per consegnare ai secoli un ideale di umanità integra e luminosa.
Un appuntamento imperdibile per chiunque ami la grande tradizione culturale italiana e voglia riscoprirla nella sua viva attualità.