Ultimo appuntamento del calendario eventi 2025 organizzato dal Comitato di Rovigo della Società Dante Alighieri. In collaborazione con Azimut Capital Management, il 9 dicembre alle ore 17.30, prenderà vita un interessante incontro pubblico aperto al pubblico, dedicato ai rapporti tra economia e letteratura che hanno caratterizzato la seconda metà dell’Ottocento. Focus sulle opere e sul pensiero dell’italiano Edmondo De Amicis, dell’inglese Charles Dickens e del francese Émile Zola.

L’Europa nella Seconda Rivoluzione industriale: cosa narravano gli scrittori?

L’incontro culturale e di approfondimento “economia e letteratura: De AMicis, Dickens e Zola” sarà una conferenza‑dialogo, pensata per esplorare il modo in cui la seconda rivoluzione industriale abbia generato la cosiddetta “questione sociale” e come la letteratura dell’epoca abbia interpretato e raccontato le condizioni della classe operaia. L’evento permetterà di fare luce soprattutto sul rapporto tra trasformazioni economiche e rappresentazioni letterarie, anche grazie al supporto degli esempi tratti dalle opere dei tre autori.

Relatori e interventi

L’evento sarà introdotto dai saluti istituzionali di Mirella Rigobello, Presidente del Comitato Dante di Rovigo. Seguirà il saluto di Giuliano Govoni, Consulente Azimut, che proporrà anche un parallelismo tra l’economia di allora e quella di oggi.

Protagonista della serata invece, sarà Mario Pomini, Docente di Economia Politica, Università di Padova, che svilupperà il tema del convegno tema mettendo in relazione contesto economico e scelte narrative degli autori scelti come guida.

Luogo e info

  • Data e ora: Martedì 9 dicembre 2025, ore 17:30.
  • Luogo: Sala della Gran Guardia, Piazza Vittorio Emanuele, Rovigo.
  • Partecipazione: ingresso gratuito per il pubblico

Al termine della conferenza tutti i partecipanti saranno chiamati a prendere parte ad un brindisi con aperitivo che sarà anche opportunità per uno scambio di auguri n visat dell’avvicinarsi del Natale. 

Perché partecipare?

L’incontro è pensato per chi è interessato ai legami tra scienze sociali e letteratura, per studenti, docenti e appassionati di storia culturale. Offre un’occasione per riflettere su come i grandi narratori dell’Ottocento abbiano interpretato i cambiamenti economici e sociali, e per confrontarsi con un docente universitario su prospettive storiche e attuali.