E se la Divina Commedia fosse un quadro astratto? Ci hanno pensato 33 artisti contemporanei, chiamati a reinterpretare alcuni canti e la figura di Dante.
Fino al 21 settembre, a Ravenna nella Biblioteca di Storia Contemporanea Alfredo Oriani, sarà visitabile l’esposizione “Dante Plus”, un viaggio tra colori, arte e pixel.
L’intero progetto nasce nel 2014 da un’idea di Marco Miccoli, fondatore del brand Bonobolabo, e dal 2016 si concretizza in una mostra sostenuta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna.
La mostra Dante Plus è stata allestita proprio a pochi passi dalla tomba del Sommo Poeta, in una vera istituzione prestigiosa della città, un luogo che custodisce oltre 170 mila volumi dedicati alla storia, alla sociologia e all’economia contemporanea, un luogo speciale dove la grande storia di Ravenna incontra la creatività di oggi.
L’edizione di quest’anno sorprende in modo particolare per la sua capacità di rendere il pubblico parte attiva dell’esperienza espositiva attraverso due progetti eccezionali.
Il progetto “Crucidante”
Si tratta di un’iniziativa originale che unisce arte visiva ed enigmistica: l’immagine guida è stata realizzata da Gipi, uno dei più celebri e apprezzati autori italiani di fumetto. A partire dall’immagine di Gipi, il noto enigmista Giorgio Dendi ha ideato un vero e proprio cruciverba originale che traduce l’universo della Divina Commedia in indizi e connessioni logiche.
Attorno al Crucidante si sviluppa un percorso di gioco fatto di rebus e prove visive realizzate da diversi artisti contemporanei. Tra questi spicca il lavoro di Veronica Menestrina, che ha curato un cruciverba e una serie di enigmi dallo stile grafico pulito e contemporaneo, rendendo l’esperienza ancora più immersiva.
Il progetto “Dante in Pixel”
Tra le novità più affascinanti di questa edizione c’è senza dubbio l’apertura al mondo dei videogiochi. La mostra propone infatti un progetto interattivo sviluppato da Dinobros, impreziosito dalle originali grafiche in pixel art di The Oluk. Un’idea fresca e riuscita per esplorare l’universo dantesco attraverso una dimensione digitale, capace di conquistare appassionati di gaming, curiosi e visitatori di tutte le età.
Tra l’incanto dei classici e l’energia dei linguaggi contemporanei, la nostra visita a Ravenna si chiude con la consapevolezza di quanto la cultura sappia rinnovarsi senza perdere la propria anima.