Capire le lingue oltre la lingua


La Dante Rovigo propone il ciclo di incontri “Capire le lingue oltre la lingua”, dedicato a questioni linguistiche e comunicative.

Direzione scientifica: Matteo Santipolo (Università di Padova)

La complessità della società contemporanea trova nelle questioni linguistiche da un lato una cartina di tornasole e dall’altro un potenziale fattore di sviluppo. Il legame tra lingua e società è inscindibile e comprenderne il rapporto può aiutare a capire in profondità il mondo in cui viviamo.

Con questo ciclo di incontri ci si propone di affrontare alcuni dei temi oggi più sentiti e dibattuti anche al di fuori della ristretta cerchia degli esperti, ma per farlo ci si avvarrà del contributo di chi invece di tali problematiche si occupa in maniera scientifica.Capire le lingue_locandina_marzo 2019

Primo incontro

Ministra no, maestra sì. La questione della ‘lingua al femminile’ tra norma e uso nell’italiano.

L’uso del femminile in ampi settori della comunicazione si va sempre più affermando: negli ultimi anni in cui abbiamo monitorato la sua evoluzione abbiamo verificato sulla stampa, nella televisione, in rete, nell’uso comune e pubblico una promettente diffusione del femminile ‘corretto’.

Al contempo però perdurano molte perplessità e incertezze che derivano da motivazioni difformi. A partire dalle Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana (1987) di Alma, l’intervento intende proporre una riflessione sugli ostacoli e le resistenze che, a distanza di decenni, consentono il persistere di rappresentazioni stereotipate e di modalità comunicative capaci di generare discriminazione.

Fabiana Fusco, laureata in Lingue e Letterature straniere all’Università di Udine, ha trascorso dei periodi di formazione e di ricerca in diverse sedi (tra cui le Università di Macerata, per il corso di dottorato, Zurigo e Graz per i corsi di specializzazione). Insegna all’Università di Udine a partire dal 1996 nel settore scientifico disciplinare Glottologia e Linguistica (L-LIN/01) prima come ricercatrice, poi dal 2005 come professoressa associata e dal 2016 come professoressa ordinaria.

Dall’a.a. 2013/14, è Prorettrice alla didattica dell’ateneo udinese; dal 2016 Direttrice Vicaria del Centro Internazionale sul Plurilinguismo dell’ateneo udinese.

I suoi principali interessi di ricerca si possono ricondurre ai seguenti filoni:

  • osservazione dello spazio sociolinguistico italiano e friulano in tutte le sue dimensioni e con particolare attenzione alla variazione sociale;
  • approfondimento sul plurilinguismo, l’educazione plurilingue e le minoranze linguistiche nel territorio friulano, incluse le cosiddette ‘nuove minoranze’, quale componente essenziale del plurilinguismo urbano);
  • studio della correlazione tra traduzione e interferenza linguistica con analisi ‘applicative’ nei vari settori della traduttologia (doppiaggio, fumetto e ritraduzione).

Svolge inoltre attività didattica nell’ambito dell’educazione plurilingue e dell’italiano come L2 presso varie istituzioni italiane ed estere e consulenza linguistica sui temi della parità di genere presso i CUG di enti locali e amministrazioni pubbliche.

Secondo incontro

Cinque lingue in un colpo solo! Come imparare a comprendere più lingue in pochissimo tempo: i percorsi dell’intercomprensione.

Partendo dalla constatazione che gran parte dei contesti sociali sono multilingui e/o plurilingui, le riflessioni in ambito di linguistica educativa e di didattica del plurilinguismo hanno da anni messo in evidenza l’importanza della valorizzazione del bagaglio linguistico di ciascun individuo, fatto di competenze diversificate di varietà linguistiche diverse.

In questo quadro si inserisce l’intercomprensione, che è una forma di comunicazione in cui i partecipanti all’interazione condividono la lingua solo parzialmente. Negli ultimi venti anni si è consolidato l’interesse per l’intercomprensione, vista come una porta di accesso verso il plurilinguismo, e per i meccanismi che permettono di apprenderla e insegnarla.

In questo contributo si intende presentare lo stato dell’arte in questo ambito, illustrando in particolare le nuove vie della ricerca e della didattica. Più specificatamente, si cercherà di:

  • Illustrare alcune fra le principali metodologie per l’insegnamento dell’intercomprensione
  • Darne una dimostrazione pratica attraverso la metodologia EuRom5
  • Riflettere sulla portata politica di questo approccio didattico

Elisabetta Bonvino ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Linguistica presso École Pratique des Hautes Études (Parigi).

È Professore Ordinario di Didattica delle lingue moderne presso l’Università Roma Tre. Dirige il Centro Linguistico di Ateneo e l’Ufficio della Certificazione dell’italiano L2. È Presidente della Società di Didattica delle lingue e linguistica educativa (DILLE).

Fra i suoi ambiti di ricerca: l’intercomprensione tra lingue romanze e le sue applicazioni didattiche, l’analisi del parlato in L1 e L2, lo sviluppo delle abilità ricettive, la valutazione delle competenze linguistiche.

Terzo incontro

L’Italia e la Galizia a confronto: il Cammino, la lingua, la cultura.

la dante_capire le lingue_3_locandinaL’intervento si propone di illustrare tratti comuni e distintivi fra l’Italia e la Spagna, centrando l’attenzione in particolare sui fattori linguistici e culturali. In un secondo momento ci si rivolgerà soprattutto all’area Nord-occidentale della Spagna, la Galizia e Santiago de Compostela, meta di un importante itinerario di pellegrinaggio religioso, che nel corso dei secoli ha rappresentato un vettore fondamentale di scambio culturale fra Italia e Spagna.

Nato il 31 maggio del 1963 a Londra, Benedict Buono ha conseguito la maturità presso il Liceo Classico “Sociale” di Torino. Si è laureato cum laude in Filologia italiana presso l’Università di Torino con una tesi sul Milione di Marco nella redazione latina del manoscritto zeladiano di Toledo.

Si è quindi addottorato cum laude  con una tesi sulla tradizione grammaticale italiana in Piemonte nel Rinascimento presso l’Università di Santiago de Compostela (Spagna), dove attualmente insegna Storia della lingua.italiana. Dal  2014 è Direttore del Dipartimento di Filologia Classica, Francese e Università dell’Università di Santiago de Compostela. È membro del Consiglio Direttivo della Società degli Italianisti Spagnoli (SEI).

Ha tenuto corsi, seminari e conferenze in diverse università spagnole, francesi e italiane. È stato Visiting Professor presso la facoltà di Lettere e Filolofia dell’Università Roma Tre (2012). È membro di Comitati Scientifici di riviste di italianistica italiane ed internazionali.

I suoi principali ambiti di ricerca riguardano la storia della lingua italiana (in particolare in epoca rinascimentale e ottocentesca), il petrarchismo settentrionale nel Cinquecento, la didattica delle lingua in prospettiva storica e la lessicografia bilingue in Italia e in Spagna.
È autore di numerose pubblicazioni scientifiche (tra monografie, articoli e recensioni) in sedi nazionali ed internazionali.

Nel 2012 ha vinto il primo premio di poesía Laurentum (sezione Italiani nel mondo) e nel 2014 ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie dal titolo Esule ovunque. Dal 2019 è socio corrispondente dell’Accademia dei Concordi di Rovigo.

Il Thesoro di Luigi Groto


Il Thesoro: la rilettura innovativa di una commedia del ‘500

Martedì 12 marzo alle ore 17,30 a Palazzo Cezza Sala degli Stucchi Antonio Lodo e Gianni Sparapan presenteranno “Il Thesoro” di Luigi Groto

Quella che si presenta è una interessante, curiosa “rilettura” della commedia cinquecentesca Il tesoro, di Luigi Groto, il Cieco d’Adria. Viene rievocata la vicenda di un intreccio classico delle opere del tempo (il giovane che desidera una giovane sposata a un vecchio ottuso e avaro, col contorno di figure e macchinazioni varie tipiche del genere), con tratti di originalità quali per esempio l’ambientazione (Adria stessa, con elementi realistici descritti in forma critica e satirica), i cenni autobiografici ironici, i personaggi tradizionali (in particolare la giovane Licinia).

Alla presentazione della commedia, originariamente in lingua italiana, si accompagna quella della trasposizione “in veneto rustico” operata da Sparapan, con le caratteristiche e gli adattamenti linguistici del caso. Raccontano e leggono alcune parti Antonio Lodo e Gianni Sparapan.

Luigi Groto (o Grotto) fu letterato, tragediografo, commediografo e rimatore. Nacque ad Adria l’8 settembre 1541 e morì a Venezia il 13 dicembre 1585. Appartenne a famiglia nobile e fu cieco dalla nascita, per questo venne chiamato Il Cieco d’Adria. Studiò intensamente guidato dal napoletano Scipione Gesualdo de’ Belligni. Precocissimo per cultura ed ingegno, a soli 14 anni pronunciò due fra le sue più note Orazioni, per la regina Bona di Polonia e per l’elezione al dogato di Lorenzo Priuli. Scrisse due tragedie, tre commedie e due drammi pastorali, carmi latini e rime varie, anche amorose, e tradusse in volgare opere antiche, tra le quali il primo libro dell’Iliade.

Fu membro, con il titolo di principe, dell’Accademia degli Illustri di Adria e fu frequentatore dell’Accademia degli Addormentati di Rovigo. Nel 1567 dovette subire un processo per eresia a Rovigo e, riconosciuto colpevole di aver letto testi di Erasmo da Rotterdam, Agrippa di Nettesheim, Bernardino Ochino – tutti autori proibiti – nonché di aver professato opinioni antitrinitarie, fu costretto alla pubblica abiura e venne escluso dall’insegnamento.